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Rocky Marciano

Rocky Marciano

Rocco Francis Marchegiano, meglio conosciuto come Rocky Marciano è stato un pugile americano professionista che ha combattuto dal 1947 al 1955, detentore del titolo dei pesi massimi dal 1952 al 1956 e considerato unanimemente uno dei più grandi pugili della storia e da qualcuno addirittura il più grande pugile mai esistito.

Marciano rimane l’unico combattente ad aver sconfitto tutti gli avversari che lo hanno sfidato per il titolo mondiale dei pesi massimi (quasi sempre per KO) ed ha concluso la sua carriera imbattuto, con uno dei più alti record di vittorie per KO della storia. Marciano è al 14° posto nell’elenco dei 100 più grandi pugili di tutti i tempi della rivista The Ring.

Perché danzare con un tizio sul ring per 10 round se puoi metterlo KO in uno? (Rocky Marciano)

Rocco Francis Marchegiano è nato a Brockton, Massachusetts, Stati Uniti, il 1 settembre 1923 da Pierino Marchegiano e Pasqualina Picciuto, entrambi immigrati italiani. Pierino Marchegiano era abruzzese, proveniente da Ripa Teatina, mentre Pasqualina Picciuto era campana, da San Bartolomeo in Galdo. Rocky aveva due fratelli e tre sorelle: Louis (chiamato anche Sonny). Peter, Alice, Concetta ed Elizabeth.


A soli 18 mesi contrasse la polmonite e rischiò la vita.

Da ragazzo Marciano si allenava in casa con attrezzatura improvvisata per sollevamento pesi, attività che fu sempre di suo interesse (nell’ultima parte della sua vita divenne un cliente del bodybuilder Charles Atlas).

Dimostrò più volte di sapersi arrangiare con attrezzature di fortuna e sono noti i suoi allenamenti in giardino utilizzando un sacco postale riempito con pezzi di stoffa appeso ad un albero.


Marciano studiò alla Brockton High School, dove si distinse nel baseball e nel football: venne tuttavia buttato fuori dal team di baseball perché aveva partecipato ad un torneo organizzato dalla chiesa locale, violando una regola che proibiva ad ogni giocatore di unirsi ad altri team. Rocky lasciò la scuola dopo aver finito il secondo anno di liceo.

Lavorò in seguito come addetto alle consegne sui camion della Brockton Ice and Coal Company. Lavorerà poi come scavafossi, come operaio addetto alla posa delle ferrovie e come calzolaio.

Rocky visse ad Hanson, in Massachussetts: la casa dove ha vissuto esiste ancora in Main Street.


A marzo 1943 Marciano fu arruolato nella United States Army per due anni, servendo a Swansea, in Galles (Inghilterra), dove caricherà provviste attraverso l’English Channel verso la Normandia. Dopo la fine della guerra completerà il suo servizio a Fort Lewis, Washington, concludendolo a marzo 1946.

Il record amatoriale di Marciano fu di 8 vittorie e 4 sconfitte. Mentre attendeva il congedo Marciano ha rappresentato l’esercito ed ha vinto il torneo pugilistico organizzato dalle forze armate, nel 1946.

La sua carriera amatoriale fu momentaneamente interrotta il 17 marzo 1947 quando Marciano salirà sul ring come professionista contro Lee Epperson, mandandolo KO in soli tre round, alla Valley Arena Gardens di Holyoke, Massachussets, Quella sera venne erroneamente nominato “Rocky Mackianno of Westover Field“, o brevemente “Rocky Mac“.


Imprevedibilmente, Marciano ritornerà a combattere da dilettante nel Golden Gloves All-East Championship Tournament a marzo 1948, venendo battuto da Coley Wallace. Continuerà poi a combattere come amatore durante la primavera e parteciperà alle eliminatorie della Amateur Athletic Union Olympic al Boston Garden, dove manderà KO George McInnis pur ferendosi alle mani durante il match e vedendosi costretto a ritirarsi dal torneo. Si tratterà del suo ultimo match da dilettante.

Alla fine di marzo 1947 Marciano ed alcuni amici andarono a Fayetteville, North Carolina, per giocare con i Fayetteville Cubs, una squadra locale affiliata al club di baseball dei Chicago Cubs. Marciano durò solo 3 settimane prima di venire buttato fuori dalla squadra. Dopo aver tentato inutilmente di trovare un posto come giocatore in altri team, tornò a Brockton e cominciò ad allenarsi nel pugilato con il suo amico di lunga data Allie Colombo. I suoi manager al tempo furono Al Weill e Chick Wergeles mentre il suo allenatore ed insegnante fu Charley Goldman.

Anche se Marciano aveva un match da professionista al suo attivo (quello contro Lee Epperson) cominciò a combattere ufficialmente come professionista il 12 luglio 1948. Quella notte guadagnò una vittoria contro Harry Bilazarian, per KO: sarà l’inizio di una impressionante serie di 16 vittorie per KO, tutte prima del quinto round e nove prima della fine del primo round. Don Mogard fu il primo pugile a riuscire a durare tutti i 10 round del match, venendo sconfitto però ai punti per decisione unanime.


Rocky decise di modificare il suo nome in “Marchegiano” quando lo speaker di un suo match a Providence, Rhode Island, non fu in grado di pronunciarlo correttamente. Al Weill gli suggerì di creare uno pseudonimo: il primo suggerimento fu “Rocky Mack“, che però non piacque al campione, che preferì orientarsi su un nome dalla sonorità più italiana, “Marciano“.

Marciano vincerà altri tre match per KO contro Harry Haft, Pete Louthis e Tommy DiGiorgio prima di incontrare Ted Lowry che verrà battuto per decisione unanime. Realizzerà altre quattro vittorie per KO, inclusa una contro Phil Muscato (56-20-0), un peso massimo molto esperto proveniente da Buffalo, New York, che fu il primo pugile noto che Marciano affrontò.

Tre settimane dopo il match contro Phil Muscato Marciano ha combattuto contro Carmine Vingo (16–1–0) vincendo per KO al sesto round a New York.


Carmine era un ottimo pugile con 17 match ed una sola, controversa sconfitta mentre Marciano era 24-0. Il vincitore sarebbe stato dichiarato “the white hope” (letteralmente “la speranza bianca“) dei pesi massimi.

Rocky Marciano ha atterrato Vingo nel primo e nel secondo round, ma al quinto round Vingo stava riprendendo vigore: tuttavia a 1:46 del sesto round Marciano ha sferrato un tremendo montante destro che ha lasciato Vingo privo di sensi: verrà portato in ospedale a piedi su una barella, poiché non c’erano ambulanze disponibili. Vingo ricevette addirittura l’estrema unzione poiché i medici dicevano che avesse solo un 50% di probabilità di sopravvivere. Alla fine riuscirà a farcela e diventerà grande amico di Marciano più tardi nella sua vita. Marciano sosterrà che l’incontro contro Vingo sia stato il più duro della sua carriera di pugile.

Il 24 marzo 1950 Marciano ha combattuto contro Roland La Starza al Madison Square Garden, rischiando di incrinare il suo record come pugile imbattuto. La Starza è sicuramente il pugile che più si è avvicinato ad una sconfitta di Marciano da professionista.


Rocky Marciano riuscirà a vincere di misura, con un punteggio del match assegnato dai giudici di 5–4, 4–5 e 5–5 alla fine del match che grazie ad un sistema di conteggio dei punti particolare utilizzato da New York e Massachusetts in quel periodo si tradurrà in una vittoria di Marciano per 9-6 grazie ad un supplemento attribuito ad un atterramento.

Entrambi i pugili erano imbattuti prima dell’incontro, con il record di La Starza di 37-0. La Starza sosterrà per i seguenti 59 anni della sua vita che il manager di Al Weill fosse la causa della vittoria di Marciano, in quanto matchmaker per il Madison Square Garden.

Rocky Marciano combatterà nuovamente contro Roland La Starza tre anni dopo, il 24 settembre 1953, questa volta battendolo per TKO all’undicesimo round (sui 15 previsti) in un match valevole per i titoli NYSAC, NBA e The Ring, riuscendo così a difenderli con successo e decretando definitivamente la sua superiorità come pugile.


La Starza dichiarerà in seguito che Rocky Marciano nel suo secondo match era “un grande combattente, che colpisce forte, spesso ed ha combinazioni rapide, oltre ad essere difficile da colpire“. Dichiarerà inoltre “è un pugile assolutamente diverso da quando l’ho affrontato la prima volta, 5000% più forte“.

Marciano metterà in fila altri tre KO prima di ottenere un rematch con Lowry (al tempo 61-56-10) sul quale si imporrà per decisione unanime. Seguiranno altri quattro KO ed un’altra vittoria ai punti su Red Applegate (11-14-2) nel tardo aprile 1951.

Rocky Marciano apparirà per la prima volta sulla TV nazionale il 12 luglio 1951, quando sconfisse per KO al sesto round Rex Layne (34-1-2).


Il 26 ottobre 1951 Marciano, all’epoca ventottenne, combatterà al Madison Square Garden il grande Joe Louis, trentasettenne, arrivando al match come sfavorito 6-5. Marciano manderà KO Joe Louis, decretando la fine del match e della lunga carriera del “Brown Bomber” di LaFayette. Nessuno dei due avrebbe voluto combattere l’altro: sia per una questione di rispetto reciproco sia perché erano entrambi consci della pericolosità dell’avversario e sapevano di rischiare molto dal match. Sugar Ray Robinson racconta che Rocky Marciano dopo il match andò negli spogliatoi piangendo, dicendo “mi dispiace Joe“. Louis lo consolò dicendogli “Perché piangi? Hai vinto tu, sei stato il migliore, è andato tutto come doveva andare“. In realtà Louis era salito sul ring in seguito ad un’offerta di 300.000 dollari, che gli sarebbero serviti per ripagare i numerosi debiti contratti. Pare che Marciano accettò dopo aver saputo della condizione nella quale versava l’avversario, che sarebbe poi diventato suo grande amico dopo il match. “È l’ultimo uomo sulla terra che vorrei affrontare“, affermò. In seguito Marciano aiutò Louis in numerosi momenti della sua difficile vita, standogli vicino umanamente ed aiutandolo anche economicamente.

Dopo altre quattro vittorie, inclusa quella contro il trentacinquenne Lee Savold (95-37-3) ed Harry Matthews (81-3-5) Marciano ebbe la possibilità di combattere l’unificazione dei titoli NYSAC, NBA e The Ring contro Jersey Joe Walcott, a Philadelphia, il 23 settembre 1952. Walcott atterrerà Marciano nel primo round avanzando con il punteggio e costruendo un ottimo match fino quasi alla fine. Tuttavia al tredicesimo round, usando il suo marchio di fabbrica, una finta per preparare il destro, si scoprì abbastanza per lasciar entrare il terribile destro (denominato “Suzie Q”) di Rocky Marciano, che lo lascerà incosciente appeso alle corde mentre veniva contato dall’arbitro. Rocky Marciano diventava così il nuovo campione del mondo dei pesi massimi. Al momento del KO Walcott era avanti su tutti i cartellini, 8-4, 7-5 e 7-4.

Walcott tentò di riprendersi il titolo un anno dopo, ma questa volta venne messo KO al primo round.


In seguito Roland La Starza tentò la sfida per il titolo ma nonostante il punteggio in suo favore non riuscì ad arrivare in fondo al match, venendo bloccato per KO tecnico all’undicesimo round.

In seguito Rocky Marciano combattè per due volte di fila contro l’ex campione del mondo dei pesi massimi leggeri e dei pesi massimi Ezzard Charles, all’epoca trentatreenne, che divenne il primo uomo capace di durare tutti i 15 round contro Rocky Marciano nel suo primo match, tenutosi allo Yankee Stadium il 17 giugno 1954, seppur perdendo ai punti. Il rematch invece fu più breve: Marciano lo spedirà al tappeto all’ottavo round, mettendolo KO.

Marciano poi sconfiggerà (sempre per KO) il campione britannico ed europeo Don Cockell, fermandolo al nono round.


L’ultimo match per il titolo che Marciano disputerà fu contro il trentottenne Archie Moore, il 21 settembre 1955. Il match sarebbe dovuto tenersi il 20 settembre ma venne posticipato di un giorno a causa dell’allarme per un uragano. Marciano verrà mandato al tappeto e conteggiato al secondo round, ma riuscirà a rialzarsi e mandare KO Moore al nono round.

Rocky Marciano dichiarerà il suo ritiro dal pugilato il 27 aprile 1956, all’età di 32 anni, concludendo la sua carriera imbattuto con 49 vittorie.

Dopo il suo ritiro, Marciano lavorerà in televisione, partecipando ad uno spettacolo settimanale di boxe in TV nel 1961 e successivamente apparendo in “Combat!” nell’episodio “Masquerade“.


Per un breve periodo lavorerà come arbitro nel wrestling (Marciano era un buon wrestler al liceo) e per molti anni come arbitro e commentatore negli incontri di boxe.

Avrà anche un ruolo come partner e vicepresidente di Papa Luigi Spaghetti Dens, una società di franchising con sede a San Francisco formata da Joe Kearns e James Braly, costruendosi una casa al 641 NW 24 Street di Wilton Manors, in Florida, un sobborgo di Fort Lauderdale, casa che esiste ancora oggi.

Nel tardo luglio 1969, poco prima della sua morte, Marciano partecipò alle riprese di “The Superfight: Marciano vs. Ali“. I due pugili sono stati filmati mentre si allenavano, poi il film è stato montato in modo che corrispondesse a una simulazione al computer di un ipotetico combattimento tra di loro, ciascuno al suo apice. Andò in onda il 20 gennaio 1970 in due versioni, una che simulava la vittoria di Marciano e la seconda la vittoria di Ali.


Il 31 agosto 1969 (il giorno prima del suo quarantaseiesimo compleanno), Marciano salì su un piccolo aereo privato, un Cessna 172 diretto a Des Moines, Iowa. Era notte e le condizioni meteorologiche erano pessime. Il pilota, Glenn Belz, aveva 231 ore totali di volo, 35 delle quali di notte, e non aveva esperienza di volo con gli strumenti. A causa delle intemperie Belz ha cercato di far atterrare l’aereo in un piccolo aeroporto fuori Newton, Iowa, ma l’aereo ha colpito un albero a due miglia dalla pista. Assieme a Marciano sul sedile posteriore c’era Frankie Farrell, 28 anni, il figlio maggiore della figura della criminalità organizzata Lew Farrell. Marciano, Belz e Farrell morirono sul colpo.

Il rapporto del National Transportation Safety Board affermava: “Il pilota ha tentato un’operazione che andava oltre la sua esperienza e livello di abilità, ha continuato a volare a vista in condizioni meteorologiche avverse e ha sperimentato quello che viene definito disorientamento spaziale negli ultimi momenti del volo“.

Marciano era stava andando a tenere un discorso per sostenere il figlio del suo amico e lo aspettava una festa di compleanno a sorpresa al suo ritorno. Era di ritorno da una cena a Chicago a casa del CEO di STP Andy Granatelli e sperava di tornare al mattino presto per festeggiare il compleanno con sua moglie.


Marciano è sepolto in una cripta al Forest Lawn Memorial Cemetery a Fort Lauderdale, in Florida. Sua moglie Barbara Marciano morirà cinque anni dopo, all’età di 46 anni, a causa di un cancro ai polmoni, e sarà sepolta accanto a lui.

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