Andy Hug karate kickboxing kickboxer heavyweight champion - Kombatnet Wiki

Andy Hug

Andy Hug

Andreas “Andy” Hug è stato un karateka e kickboxer svizzero, considerato uno dei più grandi pesi massimi di sempre. Hug era rinomato per la sua abilità ed agilità nel calciare, difficilmente riscontrabile nei pesi massimi ad alti livelli. Ha affrontato numerose volte degli avversari molto più pesanti e alti di lui: con un peso di poco meno di un quintale ed alto “solo” 1.80 m ha sopperito con velocità e preparazione atletica alla massa mancante. Andy Hug era mancino e questo spesso causava problemi ai suoi avversari, che subivano uno dei suoi tipici calci ad ascia, tra i quali si ricorda il suo marchio di fabbrica chiamato “Hug Tornado” che consisteva in un calcio girato basso dove il tallone colpiva la coscia.

Andy Hug è nato il 7 settembre 1964 a Wohlen, Aargau, in Svizzera. Suo padre Arthur era francese di origini svizzere ed era un soldato della Legione Straniera Francese. Morì in Thailandia in circostanze misteriose senza mai aver conosciuto suo figlio. La madre di Hug, Madelaine Hug-Baumann, era tedesca. Costretta a lavorare ed impossibilitata a crescere il figlio lo diede subito in adozione, così Andy spese i primi tre anni della sua vita in un orfanotrofio finché i suoi nonni ed i suoi fratelli Charly e Fabienne se ne presero cura. Sua nonna Fridy e suo nonno Herrmann Baumann, un muratore, lo fecero crescere assieme a loro nel Cantone di Aargau.

Appassionato di calcio sin da ragazzino, abbandonò presto quello sport per avvicinarsi al Karate Kyokushin all’età di soli 10 anni. Inizierà poi a combattere nel Karate full contact nei pesi medi ad 80 kg scalando subito le classifiche e vincendo numerosi tornei in tutta Europa, per poi passare ai pesi massimi nel 1984. Quello stesso anno combatterà per la prima volta nella Kyokushin World Open, la più prestigiosa competizione di Karate a contatto pieno con KO, arrivando al quarto round dove verrà eliminato da Shokei Matsui. Tornato in Europa vincerà il suo primo titolo di rilievo nella terza edizione dei Campionati Europei di Karate del 1985 prima di partecipare ai World Open nuovamente nel 1987. Diventerà il primo fighter non di nazionalità giapponese ad arrivare in finale ma nuovamente verrà sconfitto da Shokei Matsui. Vincerà nuovamente il titolo europeo nel 1989 per poi tentare un’ultima volta i World Open nel 1991, questa volta perdendo un match sul filo del rasoio contro Francisco Filho, al terzo round.


Grazie al suo spettacolare bagaglio tecnico, alla sua intelligenza, tattica e forza diventerà estremamente noto in Giappone. Passerà quindi dal Kyokushinkai al Seidokaikan, uno stile di Karate derivato dal Kyokushinkai creato da Kazuyoshi Ishii, diventando formalmente un professionista ed una star in Giappone. Dopo aver vinto la Seidokaikan Karate World Cup nel 1992 battendo Taiei Kin in finale e concludendo con una sfida a Masaaki Satake nell’edizione del  1993, Andy Hug passò al K1, ottenendo subito una vittoria per KO contro Ryuji Murakami al suo debutto a novembre dello stesso anno. Dopo una vittoria contro il campione del K-1 Gran Prix del 1993 Branko Cikatić a marzo 1994 Hug un mese dopo entrerà a far parte del torneo K-1 Grand Prix ’94 ma verrà sconfitto da Patrick Smith via KO al primo round ai quarti di finale.

Andy Hug si riprenderà velocemente vincendo la Universal Kickboxing Federation (UKF) World Super Heavyweight Championship a dicembre del 1994 battendo per KO Rob van Esdonk. Verrà bloccato nuovamente da Mike Bernardo al K-1 Grand Prix ’95 Qualifying Round ma potrà godere della sua rivalsa l’anno seguente al K-1 Grand Prix ’96 mandando KO Bernardo con il suo famoso calcio “Hug Tornado” in finale. Continuerà ad essere uno dei principali protagonisti dek K-1 negli anni seguenti, riuscendo ad arrivare in finale al K-1 World Grand Prix due volte (nel 1997 e nel 1998) e diventando per tre volte campione del mondo WMTC e WKA combattendo sotto le regole della Muay Thai.

Ad agosto 2000 Hug comincerà a sentirsi male in Svizzera. il 17 agosto, mentre si stava allenando in Giappone, gli verrà diagnosticata una leucemia acuta. Morirà a 35 anni solo una settimana dopo a Tokyo, il giorno dopo il quale venne resa pubblica la notizia che Hug era entrato in coma. La morte improvvisa di Andy Hug ha scosso profondamente il mondo delle arti marziali e degli sport da combattimento.


Di lui rimarrà la sua leggenda nel kickboxing e nel knockdown Karate, come uno dei migliori pesi massimi di entrambe le discipline. Hug fu il kickboxer che poté contare sulle migliori retribuzioni al mondo al suo tempo ed i suoi match nella nativa Svizzera collezionarono più spettatori in televisione dei match di tennis di Martina Hingis e delle partite di calcio della nazionale svizzera. Oltre ai suoi risultati sul ring Andy Hug verrà ricordato per la sua umiltà ed incredibile etica sportiva.

Andy Hug ha raggiunto settantanovesimo posto nella classifica The Top 100 Historical Persons in Japan, un programma andato in onda il 7 maggio 2006 su Nippon Television che elencava i risultati di un sondaggio che chiedeva ai giapponesi di scegliere il loro personaggio favorito nella storia.

Hug ha cominciato a giocare a calcio a livello agonistico all’età di soli sei anni ed è arrivato a rappresentare la nazionale svizzera nella under-16. Tuttavia quando attorno ai 10 anni la sua situazione familiare l’ha reso un obiettivo di numerosi bulli ha cominciato a praticare Karate Kyokushinkai alla Wohlen Karate School sotto la guida di Werner Schenker, nonostante la forte contrarietà iniziale di suo nonno. Sua nonna invece vide la passione del ragazzo per le arti marziali e stemperò le reticenze del marito. All’età di 13 anni dimostrò di essere una promessa del Karate vincendo numerosi tornei amatoriali di Karate ed i suoi nonni lo spinsero a decidere cosa continuare tra le due discipline (calcio e Karate), non potendo permettersi di pagare entrambi i corsi. Andy Hug sceglierà il Karate ed a 15 anni vincerà al Swiss Oyama Cup del 1979, una competizione nazionale di Kyokushin. Anche se i tornei di Karate full contact richiedevano un’età minima di 20 anni, Hug mostrò un tale potenziale che la Swiss Karate Federation gli consentì di gareggiare come rappresentante nazionale nonostante la sua giovane età.


Dopo la sua performance eccezionale all’Oyama Cup, Hug si è guadagnato un posto nella nazionale svizzera di Kyokushinkai ed è diventato il cofondatore di un dojo a Bremgarten a soli 17 anni. Nel frattempo ha completato l’apprendistato come macellaio nel 1984 ed è stato assunto nella principale macelleria di Wohlen. Tuttavia la sua necessità di combattere regolarmente in tornei e competizioni unita ai numerosi infortuni ai quali andava incontro resero impossibile le sue condizioni lavorative e rescinderà il contratto di lavoro (con mutuo consenso) nel 1986.

Dopo aver vinto numerose competizioni di Karate Andy Hug è stato selezionato per rappresentare la Wohlen Karate School durante i campionati nazionali a squadre nel 1977. La performance che gli consentirà di sfondare nel mondo del Karate accadrà alla Oyama Cup, evento nazionale svizzero nel 1970 dove all’età di soli 15 anni sconfiggerà numerosi avversari molto più grandi di lui ed arriverà a vincere il torneo. Nel 1981 Hug ha cominciato a combattere ufficialmente come parte del team svizzero che ha sconfitto gli olandesi in finale arrivando a vincere il torneo delle 4 nazioni; inoltre otterrà una medaglia di bronzo al quinto torneo olandese di Kyokushin nella categoria 80 kg, a Weert, Olanda, perdendo contro Koen Scharrenberg nelle semifinali. Vincerà inoltre l’Oyama Cup per una seconda volta quello stesso anno, battendo Heinz Muntweiler in finale, prima di consacrarsi definitivamente come il più grande combattente di Kyokushin nazionale vincendo i campionati svizzeri nel 1982 nei pesi medi. Dopo essere stato eliminato nei secondi campionati europei e nel sesto torneo Open olandese rispettivamente da Jean-Pierre Lousset e da Kenneth Felter, Hug ha chiuso l’anno venendo incoronato campione al primo Ibusz Oyama Cup di Budapest, in Ungheria, dove ha sconfitto Mark Niedziokka in finale.

Si è contraddistinto anche nelle seguenti edizioni degli open olandesi, nel 1983 e nel 1984, per poi passare alla categoria dei pesi massimi vincendo i campionati nazionali svizzeri. A gennaio 1984 ha combattuto nella terza edizione del Kyokushin World Open, l’evento più prestigioso al mondo per il Karate a contatto pieno, che si teneva ogni 4 anni. Andy è stato capace di avanzare notevolmente in classifica ma è stato bloccato da Shokei Matsui che l’ha battuto ai punti.


Il 1985 è stato un altro anno importante e pieno di successi per Hug, che ha vinto la Ibusz Oyama Cup per la seconda volta ed il torneo nazionale svizzero per la terza volta, prima di ottenere il suo più importante successo fino a quel momento, quando batterà ai punti Klaus Rex in finale e vincerà la terza edizione dei campionati europei a Barcellona, in Spagna, a dicembre di quello stesso anno.

È stato poi eliminato in semifinale da Michael Thompson all’undicesimo open britannico a Londra, in Inghilterra nel 1986. I due avrebbero combattuto nuovamente al quarto campionato europeo di Kyokushin a Katowice, in Polonia, a maggio 1987 ed ancora una volta Thompson avrà la vittoria, strappando così il titolo europeo ad Hug. Andy tornerà ai World Open a novembre 1987 e farà la storia diventando il primo gaijin (termine giapponese per indicare gli stranieri) ad arrivare in finale del torneo, grazie ad una vittoria ai punti su Akira Masuda in semifinale: verrà tuttavia battuto un’altra volta da Shokei Matsui.

Con il suo status oramai consolidato di karateka Kyokushin Andy Hug ha cominciato a combattere meno spesso negli anni seguenti. Ha vinto la prima Sursee Cup nel 1988, sconfiggendo Kenji Midori in finale e diventando per la seconda volta campione europeo nel 1989 battendo Michael Thompson e vincendo la quinta edizione dei campionati europei di Budapest.


Dopo un anno senza combattere (il 1990) Andy Hug tornerà sotto i riflettori nel 1991 arrivando in finale ai sesti campionati europei di Budapest, perdendo un’altra volta contro Michael Thompson. Durante la quinta edizione dei campionati del mondo tenutisi al Budokan a Tokyo, in Giappone, Andy finirà KO al terzo combattimento del torneo a causa di un calcio alla testa (mawashi geri) di Francisco Filho, calcio che lo lascerà svenuto sul tatami. Nonostante le proteste del camp svizzero il calcio è stato considerato regolare, anche se tenuto al limite del suono della campanella, così Filho è stato dichiarato vincitore.

Avendo vinto numerosi combattimenti in Giappone per diversi anni Hug è diventato estremamente popolare nel paese del Sol Levante e la cerchia dei suoi fan ispirati dalla sua forza e dalla sua tecnica spettacolare è cresciuta notevolmente. Nel 1992 Hug è passato dallo stile Kyokushinkai al Seidokai debuttando nel nuovo stile il 30 luglio 1992 e sconfiggendo Toshiyuki Yanagisawa ai punti alle Olimpiadi di Seidokaikan Kakutogi II. Ha poi gareggiato e vinto la Coppa del mondo di karate Seidokaikan il 2 ottobre 1992, superando Taiei Kin in finale. Il 30 aprile 1993 Hug ha combattuto per la prima volta in K-1, anche se secondo le regole di Seidokaikan, in una rivincita contro Nobuaki Kakuda al K-1 Grand Prix ’93. I due si erano già incontrati al secondo round della Coppa del mondo di karate Seidokaikan del 1992 con Hug che vinse per ippon: lo svizzero ha ripetuto la sua prestazione fermando Kakuda con una ginocchiata in clinch tipica della muay thai al secondo round.

Alla Coppa del mondo di Karate Seidokaikan del 1992, ha battuto ai punti Minoru Fujita, un suo storico avversario, al K-1 Sanctuary III il 25 giugno 1993. Hug è poi entrato nel torneo della Coppa del mondo di karate K-1 Illusion 1993 il 25 giugno 1993. Ha sconfitto Yoshinori Arata, Changpuek Kiatsongrit e Toshiyuki Atokawa dirigendosi in finale dove ha incontrato Masaaki Satake. Dopo quattro turni straordinari Hug ha perso in una gara di tameshiwari (rotture).


Dopo il torneo Hug ha iniziato la sua transizione dal karate full contact alla kickboxing e, già parte del roster di K-1, ha fatto il suo debutto contro Ryuji Murakami al K-1 Andy’s Glove il 15 novembre 1993 vincendo per KO al primo turno, atterrando Murakami con un middle kick prima di finirlo con un gancio destro.

In un match extra torneo al K-2 Grand Prix il 19 dicembre 1993 Hug ha affrontato Eric Albert ferendo il francese pochi secondi dopo la campana di inizio tramite il suo caratteristico calcio ad ascia al viso.

Hug ha dominato tutto il tempo ed ha segnato anche un atterramento grazie ad uno spinning back kick (altro suo marchio di fabbrica) ma ha segnato il KO con una serie di pugni alla fine del secondo round.


Al suo terzo match di kickboxing ha fatto un salto di classe affrontando il 3 marzo 1994 il campione in carica del K-1 World Grand Prix Branko Cikatić al K-1 Challenge. A causa della sua scarsa preparazione pugilistica Hug ha ricevuto un conteggio da in piedi fino all’otto dall’arbitro Genshu Igari nel primo round, in seguito ad un tremendo montante da Cikatić, tuttavia riuscendo a riprendersi, sfruttando la sua migliore preparazione nei calci e riuscendo a restituire il conteggio al croato per poi vincere per decisione unanime dopo cinque round.

Con la vittoria su Branko Cikatić Andy Hug ha dimostrato a sé stesso ed al mondo di essere un buon kickboxer ed è entrato a far parte del suo primo K-1 World Grand Prix, il 30 aprile 1994, affrontando Patrick Smith ai quarti di finale. Tuttavia troverà in Smith un avversario temibile e dai pugni potenti, che lo atterrerà ben tre volte in soli diciannove secondi, perdendo così per KO tecnico. Qualcuno sostiene (Dave Meltzer in particolare) che la sconfitta di Hug fosse accordata per far crescere la popolarità di Smith. Hug fra l’altro ha avuto problemi con il suo paradenti poiché non chiudeva correttamente all’altezza dei molari ed ha dovuto tenerlo fisso con gli incisivi mentre combatteva. Questo problema è stato risolto più avanti quando il personale medico dell’organizzazione K-1 se n’è accorto ed ha provveduto a dare a Hug un paradenti su misura che gli fornisse la protezione standard.

Il rematch tra Andy Hug e Pat Smith ha avuto luogo al K-1 Revenge il 18 settembre 1994 e l’americano ha aperto con il suo classico calcio ad ascia, come aveva fatto nel primo match: questa volta tuttavia Hug ha risposto con il suo “Hug Tornado“, spazzando l’avversario e facendolo finire al tappeto. Durante il match Hug è riuscito a prendere le misure all’avversario fino a mandarlo KO e lasciandolo svenuto a terra con una ginocchiata a soli 56 secondi dall’inizio del primo round.


In un match di kickboxing alla 1994 Seidokaikan Karate World Cup tenutasi il 2 ottobre 1994, Hug ha ottenuto un altro KO grazie ad un calcio al fegato al terzo round battendo così Duke Roufus prima di concludere l’anno vincendo l’UKF World Super Heavyweight Championship con uno spettacolare KO al quarto round contro Rob van Esdonk il 10 dicembre 1994 al K-1 Legend.

Il 3 marzo 1995 Hug parteciperà al Grand Prix dando inizio alla sua rivalità contro Mike Bernardo. Entrambi i fighter si scambiarono colpi pesantissimi con Bernardo leggermente in vantaggio finché Hug non lo manderà al tappeto con un high kick alla fine del primo round. Il sudafricano tuttavia si rialzerà ed al terzo round manderà al tappeto Hug con un gancio sinistro che porterà ad un conteggio da in piedi: Hug riprenderà a combattere venendo poco dopo messo all’angolo e tempestato di colpi finché l’arbitro Nobuaki Kakuda fermerà l’incontro decretando la vittoria di Bernardo per KO tecnico.

Hug tornerà subito sul ring a maggio 1995, ottenendo un KO in soli 45 secondi contro Peter Kramer al K-1 World Grand Prix del 1995, in un match non valido per il torneo.


Il 10 giugno 1995 Hug difenderà per la prima volta il suo titolo UKF contro Dennis Lane al K-1 Fight Night a Zurigo, il primo evento di K-1 tenutosi in Svizzera fino a quel momento. In un match ad una direzione, Hug manderà al tappeto Lane ben due volte prima della decisione dell’americano di abbandonare il match.

Hug poi perderà i due match consecutivi, prima contro Ernesto Hoost per decisione unanime al K-3 Grand Prix il 16 luglio 1995 e poi al rematch contro Mike Bernardo al K-1 Revenge II il 3 settembre 1995. Alla fine del secondo round Bernardo centrerà Hug con un gancio destro che lo manderà al tappeto: lo svizzero riuscirà a rialzarsi ma l’arbitro Genshu Igari decreterà la fine del match vedendolo malfermo sulle gambe per evitare una ulteriore pericolosa punizione.

A causa delle sue ultime sconfitte Hug ha lottato contro la depressione ed ha pensato di lasciare, non sentendosi capace di continuare a combattere ai massimi livelli. Tuttavia la sua decisione di continuare a combattere nonostante le difficoltà e i dubbi si è rivelata saggia: il 9 dicembre 1995 vincerà per decisione unanime contro il grande fighter Jérôme Le Banner ed inizierà il 1996 in grande forma.


Per iniziare il più grande anno della sua carriera sportiva Andy Hug demolirà Bart Vale al K-1 Grand Prix ’96 Opening Battle, il 3 marzo 1996, per qualificarsi al K-1 Grand Prix ’96 che si terrà solo due mesi più tardi, il 6 maggio. Dopo aver facilmente mandato KO Duane van der Merwe a soli 40 secondi dall’inizio Hug si troverà ad affrontare nuovamente Ernesto Hoost nelle semifinali ed i due daranno così luogo a quello che è considerato uno dei più grandi match della storia del K-1. L’ago della bilancia si sposterà lungo tutto il match alternativamente sull’uno o l’altro contendente, con Hoost che faceva sentire i suoi leggendari, potentissimi low kicks ed entrambi i fighter costretti a legare in clinch. I giudici saranno obbligati a dichiarare un pareggio per split decision al terzo round, così i due saranno obbligati al quarto round di spareggio, ma anche questa volta i giudici li vedranno entrambi vincitori, dichiarando questa volta un pareggio per decisione unanime. Si arriverà così al quinto ed ultimo round, dove dopo una battaglia allo stremo delle forze Hug risulterà vincitore per decisione non unanime.

In finale Hug dovrà poi affrontare Mike Bernardo, il fighter sudafricano che l’aveva già mandato KO due volte in precedenza. Tuttavia questa volta Hug comincerà ad attaccare con i low kick al secondo round per poi riuscire a mandare al tappeto Bernardo grazie ad un calcio circolare alla coscia sinistra: il sudafricano si rialzerà ma solo per ricevere uno dei più spettacolari KO degli anni ’90. Il famoso “Hug Tornado” sulla gamba già martoriata di Bernardo infatti decreterà la fine del match e la vittoria del K-1 World Grand Prix Championship per Andy Hug.

Hug è poi tornato a Zurigo per affrontare il fighter di Muay Thai Sadau Kiatsongrit per la seconda ed ultima difesa del suo titolo UKF dei pesi supermassimi alla K-1 Fight Night 2 il 2 giugno 1996, sconfiggendo il thai con un gancio destro alla fine del secondo round dopo averlo atterrato poco prima.


Il primo settembre del 1996 Hug combatterà il primo dei suoi sei match di Muay Thai al K-1 Revenge contro Stan Longinidis per il titolo WMTC dei supermassimi. Il match è stato sin da subito senza esclusione di colpi ma Hug è riuscito a sconfiggere Longinidis al secondo round, mandando al tappeto l’australiano con un calcio alto e mandandolo KO con un gancio sinistro poco dopo il suo conteggio.

Il 18 ottobre 1996 Andy Hug ha battuto Masaaki Satake al K-1 Star Wars per decisione unanime in un rematch poco interessante della sua finale del 1993 alla Seidokaikan Karate World Cup. Si è trattato del terzo titolo in soli 5 mesi ed Hug si è guadagnato la cintura WKA World Super Heavyweight. Hug finirà l’anno con otto vittorie e nessuna sconfitta con un’altra vittoria per decisione unanime contro il suo amico Musashi, l’8 dicembre 1996 al K-1 Hercules.

La scia ininterrotta di otto vittorie è stata bruscamente interrotta quando il campione del K-1 Grand Prix Peter Aerts ha messo KO Hug con un montante ed una ginocchiata al K-1 Kings del 16 marzo 1997. Sarà il primo di quattro match contro Aerts.


Hug combatterà poi contro Sam Greco al K-1 Braves il 29 aprile 1997 ottenendo un pareggio per decisione non unanime.

Il 7 giugno 1997 al K-1 Fight Night a Zurigo Hug affronterà per la quarta ed ultima volta Mike Bernardo: verrà atterrato da un gancio sinistro alla fine del secondo round ma riuscirà a riprendersi e vincere ai punti per decisione unanime nell’unico loro match non conclusosi con un KO.

Il 20 luglio 1997 Andy Hug ha affrontato Francisco Filho al K-1 Dream, in un rematch del loro primo incontro di sei anni prima. Filho aveva già mandato KO Hug al terzo round del quindo Kyokushin World Open nel 1991. Il match è iniziato con grande prudenza da parte di entrambi finché Filho, che faceva il suo debutto sotto le regole della kickboxing, ha colpito con un gancio destro perfetto Hug, che è caduto al tappeto svenuto a 2.37 del primo round, perdendo così anche questo rematch.


Il 9 novembre Andy Hug ha battuto Masaaki Satake ai quarti di finale in soli quindici secondi mandandolo KO con un high kick. In semifinale Hug ha combattuto contro Peter Aerts vendicando la sua sconfitta contro l’olandese otto mesi prima tramite una vittoria per decisione unanime. Dopo aver lottato fino alla finale, ha poi perso contro Ernesto Hoost per decisione unanime nel terzo dei loro quattro match.

Ritornerà poi vittorioso contro Curtis Schuster il 9 aprile 1998 al K-1 Kings battendolo ai punti per decisione unanime, prima di battere Peter Aerts nel loro terzo incontro il 6 giugno 1998 al K-1 Fight Night, difendendo per la seconda volta il titolo WKA di Muay Thai dei supermassimi. Il 7 agosto 1998 Hug farà il suo debutto negli USA mandando subito KO Mike LaBree al primo round al K-1 USA Grand Prix.

Hug affronterà poi il più pesante Mark Russel senza farsi intimorire e mandandolo KO al primo round. Il 28 ottobre manderà KO Masaaki Miyamoto con un spinning back fist ripetuto per ben due volte in pochi secondi.


Hug batterà poi per TKO Ray Sefo ai quarti di finale del K-1 Grand Prix del 1998 il 13 dicembre grazie a precise combinazioni pugilistiche che obbligheranno l’arbitro Nobuaki Kakuda a fermare il match. Vincerà poi contro Sam Greco nelle semifinali in un match infuocato e controverso, con i due che continueranno a scambiarsi colpi anche dopo il suono della campana al secondo round e Greco che manderà al tappeto Hug con un diretto destro. Andy Hug perderà poi la finale contro Peter Aerts nel loro quarto match, finendo KO al primo round per un calcio alla testa.

Il 1999 è stato l’anno di maggior successo per K-1 dal suo inizio, con numeri record di spettatori in tutti gli eventi. In questo periodo Hug si è anche dedicato all’allenamento di altri fighter nella sua struttura a Lucerna, in Svizzera, creando le basi della seguente generazione di pesi massimi svizzeri come Xhavit Bajrami, Björn Bregy e Petar Majstorović, oltre a talenti stranieri come Michael McDonald.

Hug comincerà il 1999 alla grande, mandando KO Tsuyoshi Nakasako con un calcio girato al secondo round durante il K-1 Rising Sun, il 3 febbraio 1999. Continuerà con un secondo TKO su Ray Sefo al loro rematch al K-1 Revenge il 25 aprile 1999 obbligando il suo angolo a ritirarsi al quarto round.


Hug difenderà poi la sua cintura WKA per la terza volta contro Stefan Leko il 5 giugno 1999 ak K-1 Fight Night e contro Maurice Smith al K-1 Spirits il 22 agosto dello stesso anno. Continuerà poi la sua fila di vittorie nel 1999 atterrando due volte Hiromi Amada due volte via low kicks per finirlo poi con un calcio rotante al primo round al K-1 World Grand Prix Opening Round, il 5 ottobre. Perderà poi ai punti contro Ernesto Hoost nel loro quarto ed ultimo match, arrivando però al match con un infortunio all’inguine che gli precluderà l’utilizzo dei suoi temibili calci.

Hug otterrà un record di 4-0 nel 2000, l’anno della sua morte. Vincerà per decisione unanime contro Musashi al K-1 Burning 2000 il 19 marzo e sempre per decisione unanime contro Glaube Feitosa il 23 aprile al K-1 The Millenium. Durante il suo ultimo match in Svizzera sconfiggerà ai punti Mirko Cro Cop difendendo il titolo WKA al K-1 Fight Night 2000, il 3 giugno. Nel suo ultimo match Hug sconfiggerà per KO Nobu Hayashi al K-1 Spirits 2000 il 7 giugno 2000.

Al momento della sua morte stava pianificando un ultimo match prima del ritiro ed un passaggio alla recitazione nei film.


Vita personale, la malattia e la morte

Andy ha conosciuto sua moglie Ilona nell’estate del 1987: lei lavorava come modella e fitness trainer. Si sono sposati ad Inwil il 28 agosto 1993 ed il 19 novembre 1994 è nato il loro figlio Seya alla Lucerne’s Klinik Saint Anna. Attorno al 1996 sono iniziati i problemi per Hug che non riusciva più a vedere la famiglia a causa dei suoi impegni in Giappone ed ha così incoraggiato Ilona a proseguire i suoi studi artistici e di design. Ilona e Seya si sono così spostati negli USA dove lei ha completato gli studi al Santa Monica College of Design, Art and Architecture in due anni per poi tornare in Svizzera. Andy ed Ilona hanno divorziato a luglio 2000. Verso la fine degli anni ’90 si è diffusa la voce sui media giapponesi che Hug frequentasse la modella ed attrice Norika Fujiwara.

Andy Hug era in Svizzera all’inizio di agosto del 2000 quando ha sofferto più di trentanove attacchi di febbre alta e abbondante epistassi. É andato in ospedale per effettuare vari esami ma i medici non hanno trovato nessuna malattia rilevante. Nonostante i consigli dei medici e del suo manager Rene Ernst, Hug si è recato in Giappone il 14 agosto per allenarsi in vista della sua prevista partecipazione al K-1 World Grand Prix 2000 a Fukuoka. Il 15 agosto il suo medico personale svizzero ha trovato un gonfiore sul lato sinistro del collo di Hug e l’ha diagnosticato come un tumore maligno. Hug è quindi stato portato d’urgenza all’ospedale della Nippon Medical School di Bunkyo, Tokyo, il 19 agosto dopo numerosi attacchi di febbre. I medici gli hanno diagnosticato la leucemia ed hanno iniziato immediatamente la chemioterapia. Hanno anche avvertito Hug che a causa di problemi cardiaci e circolatori di cui soffriva da un po’, il trattamento chemioterapico avrebbe potuto influire negativamente sulle sue condizioni. Gli avvertimenti dei medici si sono rivelati veri quando, dopo aver iniziato la chemioterapia, Hug ha subito un’emorragia cerebrale e si è ammalato di polmonite, con attacchi di febbre altissima. Il suo corpo mostrava tutti i segni della leucemia acuta: macchie viola, sanguinamento del tubo digerente, sanguinamento del bulbo oculare, sanguinamento delle vie urinarie e sanguinamento genitale.

La mattina del 21 agosto il fondatore del K-1 Kazuyoshi Ishii ha visitato Hug in ospedale. Andy gli ha detto che se fosse morto presto, gli sarebbe piaciuto morire in Giappone. Secondo quanto riferito, Andy era in buone condizioni il 22 agosto: guardava la televisione, mangiava senza aiuto ed aveva conversato con Ilona al telefono.


Hug ha pubblicato su Internet il seguente messaggio dedicato ai suoi fan il 22 agosto 2000, subito dopo aver appreso della sua malattia.

“Cari fan, penso che rimarrete scioccati quando sarete in che stato di salute sono. Quando ho parlato con il dottore è stato uno shock enorme anche per me. Ma voglio farvi conoscere le mie condizioni in modo da poter combattere insieme a voi contro questa malattia. Questa malattia è l’avversario più temibile che abbia affrontato in tutti i miei combattimenti. Ma vincerò. Come quando sono sul ring trarrò forza dai vostri applausi e batterò questo forte avversario. Purtroppo non potrò combattere al torneo di ottobre. Combatterò contro questa malattia in Giappone e un giorno sarò di nuovo con voi. Non perdete la speranza! Saluti, Andy Hug”

Le sue condizioni sono peggiorate all’improvviso il 23 agosto quando Hug ha cominciato a non respirare bene: nel pomeriggio è cascato in coma ed è stato attaccato alle macchine per il supporto vitale. Mentre era in coma il suo cuore si è fermato tre volte ma i dottori sono stati in grado di farlo riprendere a battere. Quando il suo cuore si è fermato il 24 agosto per una quarta volta, i dottori hanno deciso di non rianimarlo e di lasciarlo morire. Andy Hug è stato dichiarato morto alle 4:21 del 24 agosto 2000, due settimane prima del suo trentaseiesimo compleanno.


La notizia della morte di Hug è stata trasmessa in diretta sui notiziari giapponesi di Fuji Television, Japan News Network, NHK World e TV Asahi. Peter Aerts, che in quel momento era all’ospedale della Nippon Medical School in cura per un problema alla schiena è scoppiato a piangere per oltre due ore quando gli è stato detto della morte di Hug. Quando è stato intervistato ha dedicato il suo match nella seguente finale del K-1 World Grand Prix 2000 ad Hug. Quella sera alle 20:45 si è tenuta anche una conferenza stampa di un’ora alla quale hanno partecipato i cinque medici che hanno curato Hug, Kazuyoshi Ishii e Francisco Filho.

Il funerale di Hug si è tenuto il 27 agosto a Zenpuku-ji a Moto-Azabu, Tokyo, dove il suo corpo è stato cremato. Alla cerimonia hanno partecipato ottocento ospiti, tra i quali Kazuyoshi Ishii, Hajime Kazumi, Akira Masuda, Shokei Matsui, Kenji Midori e il presidente svizzero Adolf Ogi mentre più di dodicimila persone in lutto si sono radunate all’esterno. I combattenti di K-1 Francisco Filho, Nobuaki Kakuda e Nicholas Pettas erano tra i portatori del feretro. Le ceneri di Andy Hug sono state depositate nel cimitero del tempio Hoshuin a Kyoto.

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Gus Lesnevich

Gus Lesnevich Gustav George Lesnevich (22 febbraio 1915-28 febbraio 1964) è stato un pugile americano, detentore del titolo di campione del mondo dei pesi massimi leggeri (era alto 1,75 m). Durante gli anni quaranta del Novecento regnò assieme a grandi campioni in un'epoca d'oro per la nobile arte, condividendo la scena con nomi come Joe Louis, Rocky Graziano e Sugar Ray Robinson. Leggi tutto l'articolo...
Martine Michieletto - Kombatnet

Martine Michieletto

Martine Michieletto è una kickboxer e thaiboxer italiana, campionessa ISKA di K-1 nei pesi piuma e già campionessa WKU di Muay Thai, vincitrice ad ONE Fight Night 11 contro Amber Kitchen. Ad ottobre 2022 è classificata come la sesta migliore donna kickboxer pound-for-pound da Beyond Kick. Nata il 21 settembre 1991 ad AostaMichieletto ha praticato atletica a livello  agonistico per molti anni. Ha iniziato a praticare sport da combattimento nel 2010 sotto la guida del M° Manuel Bethaz nell'ASD Fighting Club Valle d'Aosta, passando professionista solo due anni dopo e combattendo agevolmente sotto ogni regolamento (K-1Fight CodeMuay Thai Full Rules). Leggi tutto l'articolo...
Chatri Sityodtong - Kombatnet

Chatri Sityodtong

Chatri Trisiripisal, noto durante il suo periodo da fighter anche come Chatri Sityodtong e Yodchatri Sityodtong, è un imprenditore thailandese e istruttore di arti marziali che vive a Singapore, fondatore e CEO di ONE Championship. Leggi tutto l'articolo...
Giacobbe Fragomeni - Kombatnet

Giacobbe Fragomeni

Giacobbe Fragomeni, nato il 13 agosto 1969 a Milano, è un ex pugile italiano, campione del mondo 2008 WBC nei pesi massimi leggeri. Leggi tutto l'articolo...
Krav Maga - Kombatnet

Che cos'è il Krav Maga?

Il Krav Maga, che in ebraico significa "combattimento a contatto" (קרב מגע, pronunciato /ˌkrɑːv məˈɡɑː/ KRAHV mə-GAH), è un sistema di combattimento sviluppato per le Forze di Difesa Israeliane (IDF). È noto per il suo focus su situazioni reali e la sua estrema efficienza, derivando da una combinazione di tecniche utilizzate in aikido, judo, karate, pugilato e lotta. Leggi tutto l'articolo...
Sandro Lopopolo - Kombatnet

Sandro Lopopolo

Sandro Lopopolo, all'anagrafe Alessandro Lopopolo, è stato un pugile italiano, medaglia d'argento alle Olimpiadi di Roma del 1960 e Campione del Mondo dei pesi superleggeri. Leggi tutto l'articolo...
Nicolino Locche - Kombatnet

Nicolino Locche

Nicolino Locche (2 settembre 1939 - 7 settembre 2005) è stato un pugile argentino di Tunuyán, Mendoza, che ha detenuto il titolo mondiale dei pesi welter junior dal 1968 al 1972. Locche è spesso citato come uno dei migliori pugili difensivi di tutti i tempi ed è stato inserito nella International Boxing Hall of Fame nel 2003. Leggi tutto l'articolo...