Bolsonaro in fuga nascosto a casa dell ex campione di MMA Jose Aldo in Florida

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Bolsonaro in fuga nascosto a casa dell’ex campione di MMA Jose Aldo in Florida

Domenica è scoppiato il caos nella capitale del Brasile, con scene che hanno ricordato il tentativo di insurrezione al Campidoglio degli Stati Uniti avvenuto due anni fa.

Seguendo lo stesso copione dei sostenitori dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, i sostenitori brasiliani dell’ex presidente Jair Bolsonaro hanno assaltato tre edifici governativi federali a Brasilia: il palazzo del Congresso, la Corte Suprema e il Palazzo Planalto, secondo quanto riferito dai media.

La folla ha superato le barriere erette dall’esercito brasiliano ed è entrata negli edifici per protestare contro la sconfitta di Bolsonaro nelle elezioni contro il presidente Luiz Inacio Lula da Silva, che è tornato in carica il 1° gennaio avendo battuto Bolsonaro al ballottaggio tenutosi a fine ottobre. Bolsonaro, che è stato presidente dal 2019 al 2022, è stato paragonato a Trump dopo la sua sconfitta: ha rifiutato di riconoscere la vittoria dell’avversario politico e il suo slogan, ripetuto allo sfinimento, ha riguardato presunti brogli elettorali.


Bolsonaro assieme a Jose Aldo
Bolsonaro assieme a Jose Aldo

Le stesse, identiche affermazioni di Trump dopo la sua sconfitta alle elezioni presidenziali del 2020 contro Joe Biden, hanno portato all’insurrezione del 6 gennaio 2021 a Washington, all’arresto e condanna di di decine di persone ed alle indagini in corso sul suo coinvolgimento in quanto presidente ancora in carica, avendo esortato i suoi sostenitori a marciare sul Campidoglio.

C’è un elemento che lega Bolsonaro al mondo dei fighter: apparentemente l’ex presidente sconfitto si è dato alla fuga per paura di ritorsioni legali una volta che si fosse insediato Lula, a causa delle numerose indagini ancora in atto sul suo conto relative al suo mandato.

I fighter dimostrano il loro sostegno a Bolsonaro

E secondo numerose testimonianze l’ex presidente sarebbe a Reunion, in Florida, vicino Orlando e starebbe soggiornando in una casa delle vacanze di proprietà dell’ex campione UFC dei pesi piuma, Jose Aldo, il quale ha recentemente annunciato il suo ritiro dalle MMA.


Non solo: sembra anche che Aldo dovrà rispondere sul suo possesso di una certa quantità di denaro di provenienza governativa. Pare infatti, secondo i media brasiliani, che il nome di Aldo e di sua moglie, Viviane Pereira Oliveira, figurino nel Portal da Transparencia, il sito web per il tracciamento delle finanze pubbliche. Pare infatti che abbiano ottenuto dei soldi che sarebbero stati destinati alle famiglie più povere del Brasile durante il picco della pandemia di COVID-19.

Secondo i registri Pereira ha ricevuto degli accrediti mensili di 600 reais (circa 100 euro) tra maggio ed ottobre 2020, con tre ulteriori accrediti da 300 reais a novembre e dicembre dello stesso anno, per un totale di circa 4500 reais (meno di 800 euro). Ulteriori approfondimenti hanno portato alla luce che la moglie non fosse registrata al Cadunico, il programma brasiliano per l’assistenza sociale, il che la renderebbe non ammissibile alla ricezione di fondi assistenziali. Il tutto stona con l’acquisto per ben 745.000 dollari della casa in cui alloggerebbe Bolsonaro, proprio nel periodo in cui la moglie di Aldo riceveva fondi assistenziali.

Da parte sua, Viviane attacca la sinistra: “Solo perché stiamo ospitando Bolsonaro a casa nostra, quelli di sinistra mettono il naso nelle nostre vite. Non ho mai ricevuto quel denaro né mi sono mai registrata ad un fondo assistenziale“, ha scritto in un post.


Aldo, originario del Brasile, è solo uno dei molti lottatori di arti marziali miste del paese che hanno pubblicamente sostenuto Bolsonaro durante il suo mandato.

Lo scandalo che ha colpito la moglie è lo stesso che ha coinvolto molti della leggendaria famiglia Gracie, portato alla luce a marzo del 2022.

Bolsonaro con Paulo Costa
Bolsonaro con Paulo Costa

Darren Till è nato in Inghilterra, ma ha trascorso anni vivendo, allenandosi e combattendo in Brasile. Till ha annunciato il suo sostegno a Bolsonaro nel 2017 molto prima delle elezioni che lo hanno visto entrare in carica. Paulo Costa è un altro lottatore UFC che ha espresso il suo sostegno a Bolsonaro, così come prominenti lottatori come Anderson Silva, Wanderlei Silva, Rafael dos Anjos, Royce Gracie e Ronaldo Souza.


Douglas Lima e Bolsonaro
Douglas Lima e Bolsonaro

Un altro funzionario brasiliano di alto rango, secondo quanto riferito, si è unito a Bolsonaro in Florida. Il governatore di Brasilia, Ibaneis Rocha, ha annunciato che Anderson Torres, capo della sicurezza del distretto federale incaricato della sicurezza dell’area, è stato licenziato.

Torres è un alleato di Bolsonaro ed è stato il suo ministro della giustizia. Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale di Biden alla Casa Bianca, ha condannato la violenza su Twitter: “Gli Stati Uniti condannano ogni tentativo di minare la democrazia in Brasile“, ha pubblicato Sullivan. “Il presidente Biden sta seguendo attentamente la situazione e il nostro sostegno alle istituzioni democratiche del Brasile è incrollabile. La democrazia del Brasile non sarà scossa dalla violenza“.

L’instabilità civile in Brasile arriva a meno di due settimane dal previsto ritorno dell’UFC nel paese in occasione di UFC 283 a Rio de Janeiro, il primo main event UFC nel paese da prima della pandemia, nel 2020. Un funzionario dell’UFC ha detto a MMA Junkie domenica che non ci saranno cambiamenti nei piani per l’evento, anche se è ovvio che il grado di diffusione delle proteste potenzialmente potrebbe diventare un fattore importante da considerare nei prossimi giorni.


La capitale del Brasile, Brasilia, dista più di 1.100 chilometri da Rio, dove si terrà UFC 283, circa la distanza tra New York e Chicago: si suppone quindi che i movimenti non coinvolgano l’evento, a meno che la protesta non si diffonda per tutto il paese.

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