Le differenze tra Karate e Taekwondo - Kombatnet

Le differenze tra il Karate ed il Taekwondo

ENTRA IN KOMBATNET

Iscriviti ora a Kombatnet – Social Network

SOLO ARTI MARZIALI E COMBAT SPORTS

Le differenze tra il Karate ed il Taekwondo

Premessa

Questo articolo potrebbe essere lungo un chilometro ed ancora non avere scalfito la superficie delle due discipline, così popolari e così impregnate di storia e cultura delle rispettive nazioni d’origine (Regno Ryukyu, ora Okinawa, poi Giappone per il Karate, Corea per il Taekwondo), per tacer della loro diffusione a livello mondiale. Si tratta di un testo destinato a chi non è esperto del settore e vuole conoscere le differenze tra due delle arti marziali più note al mondo: perdonate quindi eventuali semplificazioni dovute a esigenze editoriali, per evitare di scrivere una voce enciclopedica al riguardo. Se siete interessati ad una descrizione più approfondita potete visitare le voci “Karate” e “Taekwondo” della Kombatnet Wiki – Enciclopedia del Combattimento. Chiunque volesse suggerire integrazioni o correzioni può farlo qui di seguito nei commenti.

Cosa hanno in comune Taekwondo e Karate

Sia il Karate che il Taekwondo (talvolta scritto Tae Kwon Do) sono discipline che prevedono lo sviluppo di tecniche di difesa ed offesa utilizzando tutto il corpo. In entrambe le discipline troviamo colpi di gambe, braccia, gomitate, ginocchiate, leve, proiezioni.

Entrambe promuovono lo sviluppo interiore, la pazienza, la disciplina ed il rispetto. Entrambe possono essere studiate sia sotto il profilo tradizionale che quello sportivo ed entrambe includono lo studio di forme, di tecniche alla persona ed a vuoto e del combattimento.


Sia il Karate che il Taekwondo sono note per la loro efficacia nello studio della difesa personale e sono spesso integrate negli allenamenti dei corpi armati e di unità tattiche. Sia il Karate che il Taekwondo sono adatti per praticanti di tutte le età, dai bambini agli anziani. Chiaramente le tecniche più acrobatiche e spettacolari di entrambe le discipline sono più difficili da realizzare man mano che si avanza con l’età, ma non è insolito trovare praticanti efficaci ed agili anche sopra i 60 anni.

Taekwondo e Karate sono adatti a bambini ed anziani - Kombatnet

Entrambe le arti marziali si praticano tipicamente a piedi nudi mentre esistono delle protezioni specifiche per lo sparring e per i combattimenti.

Per entrambe le arti marziali ci sono numerosi organismi e federazioni nazionali e sovranazionali che presiedono alla loro conservazione, studio e sviluppo.


Le peculiarità del Karate e del Taekwondo

Un osservatore inesperto vedrà nel Karate la sobria e potente efficacia della perfezione di ogni colpo e nel Taekwondo un tornado di calci e tecniche tanto acrobatiche quanto devastanti.

Ovviamente c’è molto, molto di più in entrambe le arti. Continuate a leggere per capire quali siano le loro differenze, quali i punti di contatto e rendere onore a due tra le arti marziali più importanti del nostro tempo.

I numeri del Karate e del Taekwondo

Secondo recenti stime più di 100 milioni di persone in 5 continenti e 192 nazioni praticano il Karate in tutto il mondo.


Il Taekwondo raggiunge cifre simili, con 70-80 milioni di praticanti nel globo.

Taekwondo vs Karate: le principali differenze

Il Taekwondo e il Karate hanno numerosi punti di contatto ma si basano su stili e tecniche molto diverse. Qui di seguito metteremo a confronto origini, tecniche, filosofia e tipologia di allenamento di entrambe.

Come si chiamano i praticanti del Karate e del Taekwondo

Un praticante di Karate si chiama karateka mentre un praticante di Taekwondo si chiama taekwondoin.


Origini e storia

Entrambi le discipline sono relativamente “giovani” se paragonate ad altri sistemi di combattimento come il Pancrazio o il Kung Fu, antichi di migliaia di anni.

Il Karate è originario dell’isola di Okinawa, che venne annessa al Giappone come prefettura nel 1879. Gli indigeni unirono il loro metodo di combattimento al Quanfa cinese, strutturandolo e formalizzandolo come “Karate” attorno al 1930, nonostante Gichin Funakoshi avesse già iniziato la diffusione del suo stile fuori dall’isola con delle dimostrazioni al Kodokan Judo Institute già nel 1922.

Il Taekwondo è nato in Corea ed è ufficialmente riconosciuto come arte marziale dal 1955. Si basa principalmente sulle arti marziali tradizionali coreane come il Taekkyon, lo Subak ed il Gwonbeop.


L’origine della parola Karate

La parola Karate deriva dai termini giapponesi kara, che significa “vuoto” e te, che significa “mano“. Quindi letteralmente Karate significa “mano vuota“, con riferimento all’uso delle mani e dei pugni senza armi. La parola Karate venne utilizzata per la prima volta all’inizio del XX secolo dal maestro Gichin Funakoshi, uno dei padri del Karate moderno, che cercava un nome giapponese per indicare questa disciplina che era originariamente chiamata “Tōde” o “Okinawa-te“, ovvero “la via della mano della Cina“. Tuttavia il concetto di “vuoto” potrebbe derivare da una interpretazione del primo carattere utilizzato:

Poiché non esiste materiale scritto, non sappiamo se il kara fosse originariamente scritto con il carattere 唐, che significa “Cina” o con il carattere 空, che significa “vuoto”. Nel periodo in cui la Cina, e tutto ciò che poteva essere definito cinese, godeva della massima popolarità nelle Ryūkyū, il primo carattere veniva impiegato come sinonimo di alta qualità. Sotto questa influenza, il karate ha cominciato ad essere scritto con questo carattere perché gli fosse conferita una nota di classe o di eleganza. — Gichin Funakoshi

L’origine della parola Taekwondo

La parola Taekwondo è composta da tre hanja coreani (caratteri cinesi, l’equivalente dei kanji per il giapponese):


  • Tae: significa “calciare” e si riferisce all’enfasi sulle tecniche di gambe e calci tipiche di quest’arte marziale.
  • Kwon: significa “colpire con la mano” e indica l’uso delle tecniche di mano e pugni, sebbene presenti in misura minore rispetto ai calci.
  • Do: significa “via, cammino, principio” e sottolinea il aspetto educativo e spirituale di questa disciplina, oltre che marziale.

Nel suo insieme, quindi, Taekwondo può essere tradotto letteralmente come “la via dei calci e dei pugni“.

Il termine Taekwondo venne coniato ufficialmente negli anni ’50 dal generale Choi Hong-hi, che unificò vari stili marziali coreani esistenti allo scopo di creare un’arte nazionale.

Come per il Karate, al significato letterale di “arte dei calci e dei pugni” viene incorporata anche una dimensione filosofica volta a sviluppare forza di volontà, autocontrollo e rispetto. Proprio il concetto di “Do” (“la Via“), sottolinea l’aspetto educativo di questa disciplina.


Il concetto di palestra nel Karate e nel Taekwondo

A differenza di una disciplina da combattimento occidentale come la kickboxing o il pugilato, il mondo orientale ha dato particolare enfasi al posto dove i praticanti di arti marziali si allenano e si incontrano. Nel Taekwondo si usa il termine coreano Dojang per riferirsi al posto dove ci si ritrova per praticare la disciplina, mentre l’equivalente giapponese del Karate è il Dojo. A titolo informativo, esiste un equivalente per il Kung Fu cinese, il Wuguan.

Tecniche e stile

Il Taekwondo è particolarmente orientato all’utilizzo di calci, spesso realizzati con uno stile dinamico ed acrobatico. Meno note rispetto a calci girati e saltati, esistono anche leve, proiezioni e colpi di gomito.

Il Karate utilizza soprattutto i pugni, i colpi di gomito e di mano oltre a ginocchiate, blocchi, leve e proiezioni. Il movimento è più duro, controllato ed equilibrato rispetto al Taekwondo, anche se dipende dal contesto e dallo stile praticato.


Gli stili

Sia il Karate che il Taekwondo sono divisi in stili, promossi e sviluppati da differenti organizzazioni in tutto il mondo. Se da un lato questa frammentazione consente di tramandare aspetti peculiari storici, filosofici e tecnici che verrebbero altrimenti dimenticati, dall’altra disperde risorse ed energie, limitando per alcune di esse l’accesso a consessi internazionali di rilievo per mancanza di fondi adeguati.

Gli stili del Karate

  1. Shotokan: fondato dal maestro Gichin Funakoshi, è uno dei più popolari stili di karate al mondo. È caratterizzato da movimenti potenti e diretti, posizioni lunghe e basse, e uno stile di combattimento lineare.
  2. Goju-Ryu: fondato da Chojun Miyagi, è un mix di tecniche dure e morbide. Il Goju-Ryu mette l’accento sull’equilibrio tra forza e agilità, con movimenti circolari e combinazioni di attacchi e difese.
  3. Wado-Ryu: creato dal maestro Hironori Ohtsuka, il Wado-Ryu incorpora elementi del jujitsu e delle arti marziali tradizionali giapponesi. Si concentra sulla fluidità dei movimenti e sulla velocità, privilegiando l’evitare gli attacchi diretti.
  4. Shito-Ryu: fondato da Kenwa Mabuni, il Shito-Ryu è una combinazione di elementi del Karate-Do Shorin-Ryu e del Karate-Do Shorei-Ryu. È caratterizzato da movimenti veloci e potenti, enfasi sulle tecniche di mano aperta e chiusa e combinazioni complesse di attacchi.
  5. Shorin-Ryu: questo stile è stato sviluppato da Choshin Chibana e si basa su tecniche veloci e fluide, con una forte enfasi sulla rapidità e sulla versatilità.
  6. Kyokushin: fondato da Masutatsu Oyama, il Kyokushin è noto per i suoi allenamenti intensi e combattimenti a pieno contatto. Mette l’accento sulla forza fisica e sulla resistenza, eliminando colpi a viso e attacchi a punti deboli durante i combattimenti.
  7. Uechi-Ryu: creato da Kanbun Uechi, questo stile è stato influenzato dalle arti marziali cinesi. Si concentra sulle tecniche di respirazione e sulla forza degli attacchi.
  8. Shudokan: una fusione di vari stili di Karate, il Shudokan è noto per l’attenzione posta sull’applicazione pratica delle tecniche.
  9. Gōjū-ryū Seigokan: questo stile si è sviluppato come una branca del Goju-Ryu e incorpora elementi dell’originale Goju-Ryu e dell’hard-style Okinawense.

Gli stili del Taekwondo

Gli stili del Taekwondo sono tramandati da organizzazioni specifiche che ne curano la divulgazione e lo sviluppo. Eccone alcuni:

  1. Chang Hon (ITF) Taekwondo: fondato dal Generale Choi Hong Hi nel 1955, è uno dei principali stili di Taekwondo. È noto per i suoi movimenti fluidi, potenti calci e ampie variazioni di altezza durante le tecniche di calci.
  2. Kukkiwon (WT) Taekwondo: questo stile è l’istituzione di formazione ufficiale del Taekwondo riconosciuta dal governo sudcoreano e dalla World Taekwondo (WT, ex WTF). Si concentra sull’efficacia dei calci ad alta gamba e include regole di combattimento olimpico.
  3. ATA (American Taekwondo Association) Taekwondo: fondato nel 1969 da Haeng Ung Lee, questo stile ha una base negli Stati Uniti ed è noto per i suoi metodi di insegnamento standardizzati e rigidamente strutturati.
  4. GTF (Global Taekwondo Federation) Taekwondo: fondata dal Gran Maestro Park Jung Tae, è un’organizzazione internazionale di Taekwondo che promuove un’adeguata formazione fisica e mentale, oltre a una forte enfasi sulla tradizione.
  5. Chung Do Kwan Taekwondo: questo stile è stato uno dei primi a svilupparsi ed è stato fondato da Lee Won Kuk nel 1944. È noto per l’enfasi sulla potenza ed i calci al viso.
  6. Moo Duk Kwan Taekwondo: Fondata dal Gran Maestro Hwang Kee nel 1945, questa scuola incorpora elementi di diverse arti marziali tradizionali coreane.
  7. ITTA (International Taekwon-Do Traditional Association) Taekwondo: questo stile si concentra sull’aspetto tradizionale del Taekwondo e sulle tecniche di combattimento di corta e lunga distanza.

Le uniformi del Karate e del Taekwondo

Il Karate prevede l’utilizzo del Karategi (talvolta chiamato Keikogi o Dogi): è costituito da una casacca aperta e dei pantaloni bianchi rinforzati, per resistere ai colpi ed all’usura, tenuti insieme da una cintura che indica il grado del praticante.


L’uniforme del praticante di Taekwondo è chiamata Dobok ed è bianca, talvolta nera o più raramente di altri colori. Si differenzia dal Karategi per il fatto che la casacca è chiusa, con uno spacco sul petto, a volte inclinato ed a volte verticale.

Le cinture del Karate e del Taekwondo

In entrambi le discipline sono presenti dei sistemi per identificare il livello di maestria raggiunto nell’arte, associati al colore della cintura che si indossa.

Nel Taekwondo le cinture sono:


  • Bianca (10º kup)
  • Bianca superiore (9º kup)
  • Gialla (8º kup)
  • Gialla superiore (7º kup)
  • Verde (6º kup)
  • Verde superiore (5º kup)
  • Blu (4º kup)
  • Blu superiore (3º kup)
  • Rossa (2º kup)
  • Rossa superiore (1º kup)
  • Nera (1º dan e successivi). Sebbene esistano 10 dan, diventa progressivamente più difficile ottenerli man mano che si sale di grado. Fino al 4° dan ci si arriva superando diversi esami di progressione mentre dal 7° in su si ottiene “per meriti acquisiti”. L’ultimo dan, estremamente complicato da conseguire, rappresenta il traguardo finale dell’atleta che ha così raggiunto la massima saggezza nel taekwondo.
  • Poom (1º – 2º – 3º). Per il 1° – 2° – 3° dan è richiesta un’età minima di 14, 16 e 18 anni rispettivamente in quanto per ricevere la cintura nera è necessaria maturità mentale, spirituale e capacità tecniche. Se un atleta non soddisfa l’età minima ma supera l’esame, otterrà il grado di “Poom” che significa candidato a quella cintura nera. Non appena raggiunge l’età richiesta, il Poom viene automaticamente convertito nel dan corrispondente, diventando così a tutti gli effetti un cintura nera.

Nel Karate le cinture sono le seguenti:

  • Mukyu, senza-cintura
  • 6º kyu (roku kyu): cintura bianca
  • 5º kyu (go kyu): cintura gialla
  • 4º kyu (yon kyu): cintura arancio (o rossa)
  • 3º kyu (san kyu): cintura verde
  • 2º kyu (ni kyu): cintura blu
  • 1º kyu (sho kyu o ikkyu): cintura marrone
  • Nera dal 1° al 10° dan. I primi 4 dan sono relativi alla maestria sul piano fisico; 5°, 6° e 7° dan riguardano la maestria spirituale (talvolta per il 6° e 7° dan si indossa la cintura bianco-rossa). 8°, 9° e 10° dan sono molto rari e riguardano i gradi più elevati dello sviluppo personale: spesso in questi casi si indossa la cintura bianco-rossa.

Il Kyokushin Karate prevede una colorazione differente: bianca, arancione, blu, gialla, verde, marrone, nera, con sistemi di kyu e dan leggermente diversi.

L’allenamento del Karate e del Taekwondo

A parte il riscaldamento e la preparazione atletica (doverose per ogni disciplina da combattimento), entrambe le discipline prevedono durante la lezione lo studio di forme (kata per il Karate, poomsae per il Taekwondo), combattimento libero o condizionato (gyeorugi per il Taekwondo, kumite per il Karate) e tecniche insieme ai compagni di corso.


Le lezioni per gli amatori ed i dilettanti durano circa un’ora, un’ora e mezza e si tengono circa tre volte alla settimana. Ovviamente questo non vale per gli agonisti, che devono praticare preparazione atletica, tecnica, combattimento e forme almeno una volta al giorno (spesso 2) per varie ore, 5-6 giorni alla settimana per raggiungere un livello da competizione.

Nel Taekwondo è comune la pratica con i colpitori ed al sacco, meno comune per alcuni stili del Karate.

Nel Taekwondo a volte si pratica il gyeokpa, ossia la rottura di tavolette, spesso pretagliate. Mentre nel Taekwondo si tratta di una dimostrazione di tecnica, esplosività ed agilità e le rotture avvengono in maniera spesso acrobatica, nel Karate la pratica del Tameshiwari (a volte chiamato Tamashiwari) è quasi una “disciplina a parte“, praticata più spesso dai praticanti di Kyokushinkai che dai praticanti di altri stili ed è concentrata sulla potenza e sulla rottura di tavole di legno, mattoni, addirittura cemento ed è riservata unicamente agli stadi avanzati dello studio.


Competizioni

Le competizioni di Karate e di Taekwondo possono riguardare il combattimento o le forme.

Nei combattimenti sportivi di Taekwondo si ottengono punti colpendo l’avversario calci, pugni, ginocchiate. È possibile il KO dell’avversario.

Nei combattimenti di Karate si punta sul controllo, la realizzazione di colpi perfetti e puliti e sulla proiezione dell’avversario, senza il contatto pieno (fatta eccezione per il Kyokushinkai). È categoricamente vietato il KO ed in generale il ferire l’avversario: addirittura il “porsi in una condizione di pericolo” e ferirsi per quello può portare alla squalifica.


Nel Kyokushinkai invece le competizioni avvengono a contatto pieno e spesso senza protezioni (a seconda della federazione o del grado di maestria), tranne che per i pugni al viso, non consentiti. Sono tuttavia consentiti i calci al viso.

Per entrambe si utilizzano protezioni adeguate per mani e piedi. Quelle del Karate sono più imbottite sulle mani, sia per evitare danni eccessivi all’avversario sia perché nel Karate i pugni hanno una componente rilevante.

Nel Taekwondo le protezioni per le mani sono simili a dei guantini da MMA leggeri; idem per i piedi, che calzano una specie di “scarpetta“, a volte con le dita libere ed un rinforzo sul dorso e collo del piede. Nel Taekwondo si usano spesso corpetti protettivi e caschi per la testa.


Le protezioni da gara sono colorate di rosso o di blu per identificare meglio i contententi.

Filosofia

Sia il Karate che il Taekwondo insegnano il rispetto, la disciplina e l’autocontrollo.

Ogni stile di Taekwondo segue diversi principi: tuttavia molti di essi fanno riferimento storico ai “Cinque comandamenti” degli Hwarang: cortesia, integrità, perseveranza, autocontrollo e spirito indomito. Le moderne organizzazioni di Taekwondo continuano ad espandere ed aggiornare la loro base filosofica sulla base di tali principi.


Il fondatore del Karate Shotokan Gichin Funakoshi ha sempre interpretato il termine “kara” del “karate-do” come “purificazione da pensieri egoisti e malvagi” e riteneva che il karateka dovesse essere “umile e gentile” per poter apprendere a fondo il significato del Karate. Mas Oyama, fondatore del Karate Kyokushinkai, sosteneva che il Karate, privato dell’essenza del Budo (la “Via Marziale” giapponese), fosse senza senso, non più di un barbaro metodo di combattere o uno strumento promozionale a fini deprecabili di profitto.

Quale disciplina scegliere tra Karate e Taekwondo?

Non esiste una risposta univoca a questa domanda ma vogliamo tentare di restare sul pratico. Andate a vedere allenamenti e gare di entrambe, informandovi sulla serietà e disponibilità di corsi in zona: guardate quanti più video possibile ed informatevi molto al riguardo (internet è piena di articoli ben strutturati).

Poi mettete da parte la teoria e la pratica ed andate a provare una di esse in una palestra: non esiste miglior maestro della pratica e nessun video, testo o racconto potrà mai sostituire l’esperienza diretta. Provate, testate, valutate praticando Karate o Taekwondo per qualche mese: l’aspetto umano, il vostro cuore e la vostra determinazione faranno il resto.


E non dimenticate di tornare a raccontare nella Community di Kombatnet le vostre esperienze!

Leggi anche:

Questa pagina può contenere link in affiliazione con Amazon: Kombatnet riceve una commissione su ogni acquisto idoneo generato.

Condividi questa pagina

Partecipa!

Benvenuto in Kombatnet!
Unisciti alla più grande community mondiale di discipline da combattimento!

Commenti

Ancora nessun commento

Kombatnet Wiki

Enciclopedia del combattimento

Martine Michieletto - Kombatnet

Chi è Martine Michieletto?

Martine Michieletto è una kickboxer e thaiboxer italiana, campionessa ISKA di K-1 nei pesi piuma e già campionessa WKU di Muay Thai, vincitrice ad ONE Fight Night 11 contro Amber Kitchen. Ad ottobre 2022 è classificata come la sesta migliore donna kickboxer pound-for-pound da Beyond Kick. Nata il 21 settembre 1991 ad AostaMichieletto ha praticato atletica a livello  agonistico per molti anni. Ha iniziato a praticare sport da combattimento nel 2010 sotto la guida del M° Manuel Bethaz nell'ASD Fighting Club Valle d'Aosta, passando professionista solo due anni dopo e combattendo agevolmente sotto ogni regolamento (K-1Fight CodeMuay Thai Full Rules). Leggi tutto l'articolo...
Chatri Sityodtong - Kombatnet

Chatri Sityodtong

Chatri Trisiripisal, noto durante il suo periodo da fighter anche come Chatri Sityodtong e Yodchatri Sityodtong, è un imprenditore thailandese e istruttore di arti marziali che vive a Singapore, fondatore e CEO di ONE Championship. Leggi tutto l'articolo...
Giacobbe Fragomeni - Kombatnet

Giacobbe Fragomeni

Giacobbe Fragomeni, nato il 13 agosto 1969 a Milano, è un ex pugile italiano, campione del mondo 2008 WBC nei pesi massimi leggeri. Leggi tutto l'articolo...
Krav Maga - Kombatnet

Che cos'è il Krav Maga?

Il Krav Maga, che in ebraico significa "combattimento a contatto" (קרב מגע, pronunciato /ˌkrɑːv məˈɡɑː/ KRAHV mə-GAH), è un sistema di combattimento sviluppato per le Forze di Difesa Israeliane (IDF). È noto per il suo focus su situazioni reali e la sua estrema efficienza, derivando da una combinazione di tecniche utilizzate in aikido, judo, karate, pugilato e lotta. Leggi tutto l'articolo...
Sandro Lopopolo - Kombatnet

Sandro Lopopolo

Sandro Lopopolo, all'anagrafe Alessandro Lopopolo, è stato un pugile italiano, medaglia d'argento alle Olimpiadi di Roma del 1960 e Campione del Mondo dei pesi superleggeri. Leggi tutto l'articolo...
Nicolino Locche - Kombatnet

Nicolino Locche

Nicolino Locche (2 settembre 1939 - 7 settembre 2005) è stato un pugile argentino di Tunuyán, Mendoza, che ha detenuto il titolo mondiale dei pesi welter junior dal 1968 al 1972. Locche è spesso citato come uno dei migliori pugili difensivi di tutti i tempi ed è stato inserito nella International Boxing Hall of Fame nel 2003. Leggi tutto l'articolo...
Suntukan Panantukan Pangamot Pakamot Sumbagay Mano Mano - Kombatnet

Suntukan

Il Suntukan è la componente di striking delle arti marziali filippine. Nella regione insulare centrale delle Filippine di Visayas è conosciuto come Pangamot, Pakamot, Sumbagay o come Mano-mano e spesso indicato nei circoli di arti marziali occidentali della scuola di Dan Inosanto come Panantukan. Sebbene sia chiamata anche boxe filippina, questo articolo riguarda l'arte marziale filippina e non deve essere confuso con lo sport occidentale della boxe praticato nelle Filippine. Leggi tutto l'articolo...
Chi è Sean O Malley campione UFC - Kombatnet

Sean O'Malley

Sean O'Malley è un fighter americano di MMA, attuale campione dei pesi gallo UFC. Nato il 24 ottobre 1994 ad Helen, Montana, O'Malley è stato cresciuto da suo padre Dan O'Malley, un ufficiale della narcotici in pensione. Non si hanno molte notizie riguardo sua madre. È noto che sua nonna sia di origini irlandesi e di etnia mista. O'Malley si allena a Glendale, in Arizona, presso il MMA Lab di John Crouch ed è allenato dal suo amico di lunga data, Tim Welch. Ad O'Malley è stato dato il soprannome di "Sugar" da uno dei suoi allenatori di MMA nel Montana all'inizio della sua carriera. Leggi tutto l'articolo...
Il Ssireum - Lotta coreana - Kombatnet

Ssireum

Il Ssireum (Hangul: 씨름) , chiamato anche lotta coreana è uno stile di lotta popolare e sport nazionale tradizionale della Corea nato nel IV secolo. Nella sua versione moderna ogni combattente veste una cintura (satba) arrotolata attorno alla vita ed alla coscia. La vittoria si ottiene riuscendo a far toccare terra ad una parte del corpo dell'avversario sopra il ginocchio. Leggi tutto l'articolo...
Stamp Fairtex - Kombatnet

Stamp Fairtex

Nadthawan Panthong (Thai: ณัฐวรรณ พานทอง, nata il 16 novembre 1997), conosciuta professionalmente come Stamp Fairtex (Thai: แสตมป์ แฟร์เท็กซ ์), è una campionessa di Muay Thai e di MMA. Attualmente è sotto contratto con ONE Championship, dove è al primo posto nella classifica ONE Championship Women's Atomweight. È la prima campionessa mondiale dell'organizzazione in due discipline diverse, avendo vinto il campionato mondiale di Muay Thai ONE e il campionato mondiale di kickboxing ONE nei -48 kg. Leggi tutto l'articolo...