Che cosa è lo Judo - Arti marziali - Sport da combattimento - Kombatnet Wiki

Judo

Judo

Lo Judo (柔道) è un’arte marziale e sport da combattimento giapponese, disciplina olimpica dal 1964, creato nel 1882 da Kanō Jigorō per distinguersi dai suoi predecessori (principalmente il Tenjin Shinyo-ryu jujutsu ed il Kitō-ryū jujutsu) con una enfasi sul “randori” (ossia il combattimento libero) al posto del “kata” (le forme) eliminando poi le tecniche di percussione (striking) e l’utilizzo delle armi. Lo Judo è salito alla ribalta per la sua superiorità in combattimento sopra le precedenti scuole di jujutsu nei tornei tenuti dal Tokyo Metropolitan Police Department (警視庁武術大会, Keishicho Bujutsu Taikai) diventando così l’arte marziale primaria adottata dal dipartimento. Un praticante di Judo si chiama Judoka (柔道家) e veste una uniforme tipica chiamata Judogi (柔道着).

L’obiettivo dello Judo da competizione è proiettare un avversario, immobilizzarlo con una presa o sottometterlo con una leva o uno strangolamento. Mentre i colpi e l’utilizzo delle armi erano inclusi in alcune forme (kata) non sono comunemente utilizzate e sono considerate illegali nella pratica competitiva dello Judo.

L’organismo che regola lo Judo a livello internazionale è la International Judo Federation ed i praticanti competono nel circuito internazionale professionale IJF.


La filosofia dello Judo ruota attorno due principi primari: lo “Seiryoku-Zenyo” (精力善用), “massima efficienza nell’utilizzo dell’energia” ed il “Jita-Kyoei” (自他共栄), “benessere e vantaggio reciproco“. La filosofia e conseguente pedagogia sviluppata per lo Judo è diventata il modello per altre arti marziali giapponesi moderne che si sono sviluppate dal koryū (古流, “scuole tradizionali“). Lo Judo ha inoltre fatto da apripista per varie arti marziali derivate nel mondo, come il Brazilian Jiu-Jitsu, il Krav Maga, il Sambo, l’ARB. Lo Judo ha anche influenzato altri stili di combattimento come il CQC (“Close-Quarters Combat“), le arti marziali miste (MMA), lo shoot wrestling ed il submission wrestling.

Le origini dello Judo sono inseparabili da quelle del suo fondatore, l’erudito Jigoro Kano (嘉納 治五郎), nato Shinnosuke Jigorō (新之助 治五郎) nel 1860 in una famiglia relativamente benestante. Suo padre Jirosaku era il secondo figlio del sacerdote capo del tempio Shinto Hiyoshi nella prefettura di Shiga. Ha sposato Sadako Kano, figlia del proprietario dell’azienda di sake Kiku-Masamune, ed è stato adottato dalla famiglia, cambiando così il suo cognome in Kano. In seguito Jigoro Kano diventerà un ufficiale del governo Shogunate.

Kano otterrà così una educazione accademica e dall’età di sette anni studierà inglese, shodō (書道, la calligrafia giapponese) ed i Quattro Libri di Confucio (四書) sotto svariati maestri e tutori. A quattordici anni Kano comincerà a frequentare una scuola inglese, la Ikuei-Gojuku a Shiba, Tokyo. Il bullismo subito durante la frequentazione della scuola l’ha portato a cercare un dojo (道場) di JuJutsu (柔術) dove allenarsi.


I primi tentativi di trovare un insegnante di JuJutsu non andarono a buon fine: il JuJutsu stava passando di moda in un Giappone sempre più occidentalizzato. Molti maestri avevano smesso di insegnare per mancanza di allievi. Nakai Umenari, ex soldato ed amico del padre di Jigoro Kano, acconsentì a mostrargli i kata (le forme) ma non a prenderlo come allievo. Il custode della seconda casa di Jirosaku, Katagiri Ryuji, conosceva il JuJutsu ma non lo voleva insegnare perché lo riteneva di scarso valore pratico. Anche un altro conoscente, Imai Genshiro della scuola di JuJutsu Kyūshin-ryū (扱心流), rifiutò di insegnargli a combattere. Passeranno molti anni prima che Jigoro Kano riesca a trovare un maestro disposto ad insegnargli l’arte del combattimento.

FONDAMENTI DEL JUDO – DI JIGORO KANO

Nel 1877, mentre era studente alla scuola Tokyo-Kaisei (che sarebbe ben presto diventata parte della nuova Tokyo Imperial University), Kano venne a sapere che molti insegnanti di JuJutsu obbligati a trovarsi un nuovo lavoro spesso avevano aperto corsi di osteopatia tradizionale (Seikotsu-in, 整骨院). Dopo aver cercato a lungo in quell’ambiente Kano riuscì ad approdare a Fukuda Hachinosuke (1828 – 1880), insegnante dello stile di JuJutsu Tenjin Shin’yō-ryū (天神真楊流), che aveva un piccolo dojo con nove tatami dove insegnava a cinque studenti. Fukada era noto per enfatizzare la tecnica rispetto all’esercizio formale, ponendo così le basi dell’enfasi di Kano per il randori (乱取り) nello Judo.

Quando Fukuda morì nel 1880, a Kano (che era diventato il suo allievo più stretto ed abile sia nel randori che nel kata) sono state consegnate le pergamene (densho 伝書) del dojo. Kano ha poi deciso di continuare gli studi in un’altra scuola di Tenjin Shin’yō-ryū, quella di Iso Masatomo (1820 – 1881). Iso era più interessato alla pratica del kata e lasciava l’insegnamento del randori ad altri suoi assistenti, tra i quali Kano divenne il prescelto. Iso morì a giugno del 1881 e Kano continuò gli studi al dojo di Iikubo Tsunetoshi (1835–1889), praticante di Kitō-ryū (起倒流). Come Fukuda, Iikubo metteva molta enfasi del randori, con particolare enfasi (tipica del Kito Ryu) sul nage-waza (投げ技, tecniche di proiezione).


A febbraio del 1882 Kano ha fondato una scuola ed un dojo al tempio buddista di Eisho-ji (永昌寺), nel quartiere di Shitaya di Tokyo (oggi il distretto Higashi Ueno di Taito). Iikubo, l’insegnante di Kano, lo aiutò ad iniziare le attività del dojo venendo ad insegnare tre volte alla settimana ed anche se sarebbero dovuti passare tre anni prima che il tempio venisse chiamato “Kodokan” (luogo per spiegare la via”) e Kano non aveva ancora ricevuto il suo Menkyo (免許, attestato di Maestro) nel Kito Ryu, questo viene comunemente riconosciuto come il momento della nascita del Kodokan.

Il dojo di Eisho-ji era originariamente costruito in stile shoin (lo stile Shoin-zukuri era uno stile architettonico giapponese tipico delle residenze militari, dei templi e dei centri Zen). Era piccolo ed aveva un’area che consisteva di 12 jo (o tatami, 畳) grande meno di 20 metri quadri. Kano accettava studenti residenti e non, i primi dei quali furono Tomita Tsunejirō e Shiro Saigo. Ad agosto dell’anno seguente i due ottennero lo shodan (初段, il primo grado), il primo che sia stato mai assegnato in ogni arte marziale.

I principi dello seiryoku zen’yō (精力善用, massima efficienza con il minimo sforzo) e dello jita kyōei (自他共栄, benessere e vantaggio reciproco) erano centrali per la visione dello Judo di Kano. Illustrerà con queste parole lapplicazione dello seiryoku zen’yō, utilizzando il concetto dello jū yoku gō o seisu (柔能く剛を制す – 柔能剛制, “la morbidezza controlla la durezza“):


In breve, tentare di resistere ad un avversario più potente, porterà alla tua sconfitta, mentre tentare di adattarsi ed evadere dal suo attacco porterà esso a sbilanciarsi, la sua forza sarà ridotta e sarai in grado di sconfiggerlo. Questo si applica con qualsiasi rapporto relativo di forza, consentendo di sconfiggere avversari molto più potenti. Questa è la teoria dello ju yoku go o seisu.

Kano ha realizzato poi che lo seiryoku zen’yō, inizialmente inteso come un concetto dello JuJutsu, aveva applicazioni filosofiche molto più ampie. Unito allo jita kyōei del Confucianesimo, le sue applicazioni elevavano lo Judo da una arte marziale (武術, bujutsu) al budō (武道, “via marziale”). Kano ha escluso tecniche che non si adattassero a tali principi enfatizzando l’importanza dell’efficienza durante l’esecuzione delle stesse. Era convinto che la pratica del JuJutsu conforme a tali ideali fosse la strada per il miglioramento di sé stessi e della società in generale.

IL GRANDE LIBRO DEL JUDO

Kano tuttavia era ben conscio della percezione negativa che i giapponesi avevano del JuJutsu:


All’epoca pochi esperti di arti marziali (bujutsu) esistevano ancora ma il bujutsu era stato largamente abbandonato in tutta la nazione. Anche se avessi voluto insegnarle JuJutsu in pochi avrebbero accettato di impararlo. Così ho deciso di insegnare la mia disciplina utilizzando un nome differente perché i miei obiettivi erano molto più di vasta portata rispetto al JuJutsu.

Kano era convinto che la parola JuJutsu fosse insufficiente a descrivere la sua arte: anche se jutsu (術) significa “arte” o “significato“, implica semplicemente una collezione di tecniche fisiche. Cambiando il secondo carattere in (道, “via”, “strada” o “percorso”) Kano ha inserito un concetto filosofico più profondo del semplice “jutsu“, che aveva origini comuni con il concetto cinese del Tao. Così Kano ha rinominato la sua arte marziale in Judo (柔道).

Le tecniche dello Judo (Waza)

Ci sono tre categorie principali di tecniche (waza, 技) nello Judo: nage-waza (投げ技, tecniche di proiezione), katame-waza (固技, tecniche di lotta) and atemi-waza (当て身技, tecniche per colpire). Lo Judo è noto principalmente per le nage-waza e le katame-waza.


I praticanti dello Judo si allenano a lungo per imparare a cadere (ukemi, 受け身) per praticare poi le nage-waza senza rischiare di infortunarsi. Esistono vari tipi di ukemi: ushiro ukemi (後ろ受身, caduta all’indietro), yoko ukemi (横受け身, caduta laterale), mae ukemi (前受け身, caduta frontale), and zenpo kaiten ukemi (前方回転受身, rollio).

La persona che pratica un waza è nota come tori (取り, colui che esegue) mentre chi “subisce” l’azione è conosciuto come uke (受け, il ricevente).

Nage-waza (tecniche di proiezione)

Le Nage-waza includono tecniche dove il tori tenta di proiettare uke, di solito  caricandolo sul dorso. Ogni tecnica è costituita da tre stadi differenti:


  • Kuzushi (崩し), dove l’avversario si sbilancia;
  • Tsukuri (作り), dove ci si gira e si prepara alla proiezione;
  • Kake (掛け), dove si esegue e si completa la proiezione.

Le tecniche Nage-waza sono eseguite tipicamente grazie alla pratica ripetuta dello uchi-komi (内込), per entrare nella guardia dell’avversario, dividendo l’esecuzione fino alla realizzazione del Kake.

Le Tachi-waza sono ulteriormente suddivise in te-waza (手技, tecniche di mano) dove il tori utilizza prevalentemente le braccia per gettare uke; koshi waza (腰技, tecniche di anca), dove si solleva l’avversario grazie ai fianichi ed ashi-waza (足技, tecniche di gamba e piede) dove il tori utilizza prevalentemente le gambe.

Katame-waza (tecniche di lotta)

Le Katame-waza sono ulteriormente classificate in osaekomi-waza (抑込技, tecniche di presa), in cui tori intrappola e blocca uke di schiena sul pavimento; shime-waza (絞技, tecniche di strangolamento), in cui tori tenta di sottomettere uke soffocandolo o strangolandolo; kansetsu-waza (関節技, tecniche articolari), in cui tori tenta di sottomettere uke mediante una dolorosa leva articolare.


Un concetto correlato è quello del ne-waza (寝技, tecniche a terra) dove le waza sono applicate a terra.

Nello Judo sportivo le Kansetsu-waza sono limitate alla leva sui gomiti. In vari kata, tuttavia, come il Katame-no-kata ed il Kodokan goshin jutsu si trovano leve ad altre articolazioni.

Atemi-waza (tecniche di percussione)

Le Atemi-waza sono tecniche dove tori colpisce uke con dei colpi diretti a punti vitali. Le Atemi-waza non sono permesse al di fuori dei kata.


Randori

La pratica del randori è particolarmente enfatizzata nello Judo come strumento pedagogico. 乱取り significa letteralmente “creare caos” ma assume qui il significato di “pratica libera“. Si tratta di un combattimento che varia per struttura ed intensità e dipende sostanzialmente dallo scopo (studio di determinate tecniche) e dal livello dei praticanti. Il randori varia dallo Yakusoku geiko (約束稽古), dove nessun praticante offre resistenza all’avversario e si lascia proiettare per permettergli di studiare l’esecuzione della tecnica, passando per il Sute geiko (捨稽古) dove un praticante più esperto si lascia proiettare da un praticante meno esperto per le stesse ragioni, fino allo Yakusoku geiko, ossia la versione più simile a quello che accade in combattimento, assimilabile alla pratica dello sparring. I tradizionalisti non amano la versione competitiva dello sparring poiché pensano sia più importante imparare che tentare di vincere.

Kata

Le forme, o Kata (形) dello Judo sono pattern predeterminati di tecniche, che vengono praticate con un partner ad eccezione dello Seiryoku Zen’yo Kokumin Taiiku no Kata che viene praticato individualmente. Lo scopo dei Kata è la sintesi e la spiegazione delle tecniche di base della disciplina, unendo l’aspetto filosofico a quello fisico, lasciando spazio alla pratica di tecniche non consentite durante il randori preservando anche tecniche di rilevanza storica non più utilizzate nello Judo moderno.

Ci sono dieci Kata che sono riconosciuti formalmente dal Kodokan moderno:


  • Randori-no-kata (乱取りの形, Forme libere), che comprende due kata:
    • Nage-no-kata (投の形, Forme di proiezioni) quindici proiezioni, praticate sia in presa destra che mancina: si tratta di tre proiezioni per ognuna delle cinque categorie di nage wazate wazakoshi wazaashi wazama sutemi waza and yoko sutemi waza.
    • Katame-no-kata (固の形, Forme di lotta o di presa), quindici tecniche divise in tre set da cinque tecniche l’una, che illustrano le tre categorie del katame wazaosaekomi wazashime waza and kansetsu waza.
  • Kime-no-kata (極の形, Forme di determinazione), venti tecniche che illustrano i principi della difesa in una situazione di combattimento, praticate da posizioni inginocchiate ed in piedi. Gli attacchi sono effettuati sia armati che non, con un pugnale ed una spada. Questo kata utilizza le atemi waza, o tecniche per colpire, che sono vietate nel randori.
  • Kōdōkan goshinjutsu (講道館護身術, tecniche Kodokan di autodifesa): sono i kata più recenti, comprendenti 21 tecniche di difesa contro attacchi di un aggressore non armato ed uno armato rispettivamente con un coltello, un bastone ed una pistola. Si tratta di kata che incorporano varie tecniche di JuJutsu come leve al polso e le atemi waza.
  • Jū-no-kata (柔の形, Forme di gentilezza e flessibilità): quindici tecniche divise in tre set da cinque, che dimostrano il principio dello ed il suo utilizzo corretto sia in difesa che in attacco. 
  • Gō-no-kata (剛の形, Forme di forza): uno dei kata più antichi, che comprende dieci forme per illustrare l’utilizzo corretto della forma e della resistenza, oggi raramente praticato. 
  • Itsutsu-no-kata (五の形, Le cinque forme): un kata avanzato, che illustra il principio dello seiryoku zen’yō e dei movimenti dell’universo. Questo kata anticipa la creazione del Kodokan ed ha origine nello Tenjin Shinyō-ryū.
  • Koshiki-no-kata (古式の形, Forme tradizionali): derivate dallo JuJutsu Kitō-ryū, questo kata era originariamente pensato per essere praticato vestendo una armatura. Kano ha deciso di preservarlo poiché rispecchiava i principi dello Judo
  • Seiryoku Zen’yō Kokumin Taiiku (精力善用国家体育, Massima efficienza nell’educazione fisica nazionale): si tratta di una serie di esercizi propedeutici allo sviluppo fisico per la pratica dello Judo.
  • Joshi-goshinhō (女子護身法, Metodi di autodifesa per le donne): è un esercizio completato nel 1943 ed ordinato da Jiro Nango, secondo presidente Kodokan.

Tandoku-renshu (pratica solitaria)

Si tratta della pratica dello Judo in solitaria, senza l’ausilio di un compagno di allenamento.

Le competizioni di Judo

La competizione (試合shiai) è un aspetto vitale dello Judo. Nel 1899 venne chiesto a Kano di partecipare alla Dai Nippon Butoku Kai, una organizzazione di promozione delle arti marziali, per scrivere il primo set ufficiale di regole per lo JuJutsu. Queste regole sarebbero servite per uniformare le regole delle varie scuole di JuJutsu e dello Judo Kodokan durante gli incontri.

I combattimenti duravano 15 minuti ed erano giudicati sulle basi delle nage waza e katame waza, escludendo ovviamente le atemi waza. Era possibile vincere da due ippon utilizzando le tecniche di proiezione, blocco a terra, submission o per abbandono dell’avversario. Erano vietate le leve alle dita di mani o piedi e le leve alle caviglie. Nel 1900 queste regole sono state adottate dal Kodokan con degli emendamenti per proibire ogni joint lock (blocco articolare) per i praticanti con gradi kyu (sotto la cintura nera) ed aggiungendo le leve ai polsi alle kansetsu waza per le cinture nere dal primo dan in su. Si è inoltre stabilito che il rapporto tra tachi-waza e ne-waza doveva essere tra il 70% e l’80% per i kyu e tra il 60% ed il 70% per i dan.


Nel 1916 sono state inserite ulteriori regole per limitare ulteriormente le kansetsu waza proibendo l’ashi garami e le leve al collo, così come il do jime. Nel 1925 le regole sono state ulteriormente ampliate.

Jigoro Kano ha desiderato per molto tempo vedere lo Judo diventare disciplina olimpica: la prima volta che lo Judo è stato visto all’interno dei Giochi Olimpici è stato durante una dimostrazione informale di Kano ai Giochi del 1932. Comunque Kano fu ambivalente rispetto alla potenziale inclusione dello Judo come sport olimpico:

Mi è stato chiesto  da più parti se fosse possibile e giusto inserire lo Judo in mezzo agli altri giochi e sport olimpici. La mia posizione sulla questione al momento è alquanto passiva. Se c’è questo desiderio da parte di altre nazioni membre del comitato, non ho nessuna obiezione. Tuttavia non mi sento incline a prendere alcuna iniziativa. Innanzitutto lo Judo non è realmente solo uno sport o un gioco. Per me è un principio di vita, arte e scienza. Si tratta di un mezzo per l’evoluzione ed il miglioramento della persona. Solo una parte della pratica nello Judo, il cosiddetto randori (o pratica libera) può essere classificata come uno sport. Chiaramente, fino ad un certo punto, lo stesso può essere detto per il pugilato e la scherma, ma oggi sono praticate e portate avanti come sport. Inoltre i Giochi Olimpici sono così profondamente intrisi di nazionalismo che è possibile che lo Judo venga influenzato da esso e si sviluppi come uno “Judo da combattimento”, una forma retrograda com’era il Ju-Jitsu prima che venisse fondato il Kodokan. Lo Judo dovrebbe essere libero, come arte e come scienza, da influenze esterne, politiche, nazionali, razziali, finanziarie o qualsiasi altro interesse di una organizzazione. E tutto ciò che è ad esso connesso dovrebbe essere rivolto al suo obiettivo finale, ossia il “Beneficio per l’Umanità”. Il sacrificio è una questione antica”.


Alla cinquantasettesima riunione del Comitato Olimpico Internazionale (IOC) tenutasi a Roma il 22 agosto 1960, i membri dello IOC hanno deciso di includere formalmente lo Judo nei Giochi Olimpici, accogliendo la proposta formale della delegazione giapponese. I soli due che si opposero dichiararono di non avere nulla contro lo Judo ma solo contro il numero crescente di eventi olimpici nella totalità. Si trattava della prima volta nella storia in cui uno sport tradizionale giapponese era stato incluso nelle competizioni olimpiche.

Lo Judo apparirà per la prima volta nelle competizioni olimpiche maschili ai Giochi Olimpici di Tokyo del 1964. Il Comitato Olimpico inizialmente ha rimosso lo Judo per le Olimpiadi del 1968, generando varie proteste.

La prima medaglia d’oro vinta nello Judo alle Olimpiadi sarà quella dell’olandese Anton Geesink agli open, contro il giapponese Akio Kaminaga. Lo Judo femminile sarà introdotto nel 1988 come dimostrazione e come evento ufficiale nel 1992.


Nel 1988 lo Judo verrà introdotto come sport paralimpico maschile ai Giochi Paralimpici Estivi di Seoul, mentre le donne inizieranno a gareggiare solo a partire dai Giochi Paralimpici Estivi del 2004.

Lo Judo sarà uno sport opzionale incluso nelle tre edizioni dei Commonwealth Games, nel 1990 ad Auckland, nel 2002 a Manchester e nel 2014 a Glasgow. Dal 2022 lo Judo sarà sport ufficiale a partire dalla ventiduesima edizione dei Commonwealth Games di Birmingham.

Lo Judo nelle MMA (Arti Marziali Miste)

Vari praticanti di Judo hanno avuto un impatto rilevante nelle arti marziali miste: tra i tanti si ricordano le medaglie olimpiche Hidehiko Yoshida (Oro, 1992), Naoya Ogawa (Argento, 1992), Paweł Nastula (Oro, 1996), Makoto Takimoto (Oro, 2000), Satoshi Ishii (Oro, 2008), Ronda Rousey (Bronzo, 2008) e Kayla Harrison (Oro, 2012 e 2016), l’ex medaglia di bronzo del campionato nazionale russo di Judo Fedor Emelianenko, Yoshihiro Akiyama, Don Frye, Rick Hawn, Daniel Kelly, Hector Lombard, Karo Parisyan, Ayaka Hamasaki, Antônio Silva, Oleg Taktarov, Rhadi Ferguson e Dong-Sik Yoon.


Vedi anche:

Questa pagina può contenere link in affiliazione con Amazon: Kombatnet riceve una commissione su ogni acquisto idoneo generato.

Kombatnet Wiki

Enciclopedia del combattimento

Liam Harrison - Kombatnet

Liam Harrison

Nato il 5 ottobre 1985, Liam Harrison, soprannominato "The Hitman", è un campione di Muay Thai inglese che combatte nella categoria dei pesi welter. Quando si trova nel Regno Unito si allena con la Bad Company, mentre in Thailandia frequenta la Jitti Gym e lo Yokkao Training Center di Bangkok. Al 16 gennaio 2024 Harrison è al quinto posto nella classifica ONE di Muay Thai per la categoria dei pesi gallo. Nel corso della sua carriera ha ottenuto vittorie significative contro atleti del calibro di Muangthai P.K.Saenchai, Tetsuya Yamato, Malaipet Sasiprapa, Mehdi Zatout, Andrei Kulebin, Anuwat Kaewsamrit e Dzhabar Askerov. Leggi tutto l'articolo...
Gianfranco Rosi - Kombatnet

Gianfranco Rosi

Gianfranco Rosi (nato il 5 agosto 1957 ad Assisi) è un ex pugile italiano, due volte campione del mondo  WBC (1987-1988) e IBF (1989-1994) nei pesi superwelter. Leggi tutto l'articolo...
Mike Tyson e Cus D'Amato - Kombatnet

Cus D'Amato

Constantine "Cus" D'Amato (17 gennaio 19084 novembre 1985) è stato un manager e allenatore di boxe americano che ha guidato e plasmato le carriere di pugili come  Floyd Patterson, José Torres e Mike Tyson, tutti inseriti nell'International Hall of Fame della boxe. Diversi allenatori di boxe di successo, tra cui Teddy Atlas e Kevin Rooney, sono stati istruiti da D'Amato. D'Amato era un sostenitore dello stile di boxe "peek-a-boo", in cui il pugile tiene i guanti al viso con guardia molto chiusa e schiva lateralmente per entrare nella guardia avversaria e connettere alla corta distanza, stile che fu criticato da alcuni perché si credeva che un attacco efficiente non potesse essere lanciato da quella posizione. Leggi tutto l'articolo...
Guido Vianello - Kombatnet

Guido Vianello

Guido Vianello è un pugile italiano che combatte nei pesi supermassimi. Conosciuto anche come The Gladiator, è nato a Roma il 9 maggio 1994. Nel 2016 si è qualificato per le Olimpiadi di Rio de Janeiro prendendo il posto di Roberto Cammarelle che si è ritirato dal pugilato nell'aprile 2016. Vianello è diventato professionista nel 2018, unendosi alla Top Rank Boxing. Leggi tutto l'articolo...
Gus Lesnevich - Kombatnet

Gus Lesnevich

Gus Lesnevich Gustav George Lesnevich (22 febbraio 1915-28 febbraio 1964) è stato un pugile americano, detentore del titolo di campione del mondo dei pesi massimi leggeri (era alto 1,75 m). Durante gli anni quaranta del Novecento regnò assieme a grandi campioni in un'epoca d'oro per la nobile arte, condividendo la scena con nomi come Joe Louis, Rocky Graziano e Sugar Ray Robinson. Leggi tutto l'articolo...
Martine Michieletto - Kombatnet

Martine Michieletto

Martine Michieletto è una kickboxer e thaiboxer italiana, campionessa ISKA di K-1 nei pesi piuma e già campionessa WKU di Muay Thai, vincitrice ad ONE Fight Night 11 contro Amber Kitchen. Ad ottobre 2022 è classificata come la sesta migliore donna kickboxer pound-for-pound da Beyond Kick. Nata il 21 settembre 1991 ad AostaMichieletto ha praticato atletica a livello  agonistico per molti anni. Ha iniziato a praticare sport da combattimento nel 2010 sotto la guida del M° Manuel Bethaz nell'ASD Fighting Club Valle d'Aosta, passando professionista solo due anni dopo e combattendo agevolmente sotto ogni regolamento (K-1Fight CodeMuay Thai Full Rules). Leggi tutto l'articolo...
Chatri Sityodtong - Kombatnet

Chatri Sityodtong

Chatri Trisiripisal, noto durante il suo periodo da fighter anche come Chatri Sityodtong e Yodchatri Sityodtong, è un imprenditore thailandese e istruttore di arti marziali che vive a Singapore, fondatore e CEO di ONE Championship. Leggi tutto l'articolo...
Giacobbe Fragomeni - Kombatnet

Giacobbe Fragomeni

Giacobbe Fragomeni, nato il 13 agosto 1969 a Milano, è un ex pugile italiano, campione del mondo 2008 WBC nei pesi massimi leggeri. Leggi tutto l'articolo...
Krav Maga - Kombatnet

Che cos'è il Krav Maga?

Il Krav Maga, che in ebraico significa "combattimento a contatto" (קרב מגע, pronunciato /ˌkrɑːv məˈɡɑː/ KRAHV mə-GAH), è un sistema di combattimento sviluppato per le Forze di Difesa Israeliane (IDF). È noto per il suo focus su situazioni reali e la sua estrema efficienza, derivando da una combinazione di tecniche utilizzate in aikido, judo, karate, pugilato e lotta. Leggi tutto l'articolo...
Sandro Lopopolo - Kombatnet

Sandro Lopopolo

Sandro Lopopolo, all'anagrafe Alessandro Lopopolo, è stato un pugile italiano, medaglia d'argento alle Olimpiadi di Roma del 1960 e Campione del Mondo dei pesi superleggeri. Leggi tutto l'articolo...