Sandro Lopopolo - Kombatnet

Sandro Lopopolo

Sandro Lopopolo

Sandro Lopopolo, all’anagrafe Alessandro Lopopolo, è stato un pugile italiano, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Roma del 1960 e Campione del Mondo dei pesi superleggeri.

Lopopolo nacque nella città di Milano, figlio di genitori che erano migrati da Bisceglie, una località pugliese. Trascorse la sua infanzia e adolescenza nel quartiere milanese di Quarto Oggiaro.

Carriera da Dilettante

Nel 1959, a Milano, Lopopolo conquistò il titolo nazionale amatoriale nella divisione dei pesi piuma. L’anno seguente, nel 1960 a Torino, fu eliminato ai quarti di finale da Franco Brondi. Tuttavia riuscì a vendicarsi sconfiggendo Brondi durante le qualifiche per le Olimpiadi di Roma dello stesso anno.


Durante le Olimpiadi del 1960, Lopopolo arrivò in finale nella categoria dei pesi leggeri, battendo pugili come John Balang dall’Indonesia e Johannes Steyn dal Sud Africa, tra gli altri. Finì per perdere contro Kazimierz Paździor, un pugile polacco più esperto, e vinse una medaglia d’argento. In totale, da dilettante, ha combattuto 58 match: 50 vittorie, 2 pareggi e 6 sconfitte.

Carriera Professionale

Lopopolo divenne un pugile professionista nel 1961 e si unì alla scuderia di Steve Klaus. Dopo aver disputato 31 incontri senza subire sconfitte, il 28 novembre 1963 vinse il titolo italiano dei superleggeri sconfiggendo Franco Caruso in un match a dodici riprese, aggiudicandosi la cintura ai punti.

Difese il titolo con successo contro avversari come Giordano Campari e Massimo Consolati, sempre vincendo ai punti. In dicembre 1963, a Milano, batté ai punti Doug Vaillant, già sfidante di Carlos Ortiz per il titolo mondiale dei pesi leggeri.


Nel settembre del 1964, a Treviso, perse il suo titolo italiano in un incontro con Piero Brandi. Di fronte a un pubblico dalla parte dello sfidante, Lopopolo fece il minimo per prevalere ma fu punito da un verdetto favorevole allo sfidante. Riuscì a riconquistare il titolo il 13 marzo dell’anno seguente, a Genova, per abbandono di Brandi all’8º round.

Il 17 luglio 1965, a Santa Cruz de Tenerife, fallì il suo primo tentativo di conquistare il titolo europeo, sconfitto ai punti in 15 riprese dal campione locale, Juan Sombrita Albornoz. Chiuse l’anno con una nuova difesa del titolo italiano, il 14 dicembre ad Ascoli, battendo ai punti Romano Bianchi.

Il 29 aprile 1966, a Roma, sfidò il campione mondiale venezuelano Carlos Hernández. L’incontro fu intenso: Lopopolo, già leggermente ferito alla prima ripresa da una testata, ribatté colpo su colpo agli attacchi di Hernández, innervosendolo. Alla fine, Lopopolo vinse ai punti, diventando il settimo italiano a vincere un titolo mondiale di pugilato, seguendo Primo Carnera, Mario D’Agata, Duilio Loi, Sandro Mazzinghi, Nino Benvenuti, e Salvatore Burruni.


Continuò a combattere fino al 1973, concludendo la sua carriera con un totale di 59 vittorie, di cui 21 prima del limite, 7 pareggi e 10 sconfitte in 77 incontri.

Caratteristiche Tecniche

Era un pugile mancino noto per la sua tecnica piuttosto che per l’aspetto spettacolare dei suoi match. Era molto meticoloso nella preparazione dei suoi incontri.

Vita Privata

Nel novembre del 1965 sposò Ida Antonelli e insieme ebbero tre figli: Stefano nato nel 1966, Vanessa nel 1968 e Nicoletta nel 1972. Morì all’età di 74 anni a Milano, dove le sue ceneri sono conservate.


Riconoscimenti

Fu nominato “Cavaliere dello Sport” e ricevette un vitalizio in base alla legge Onesti. Un Centro Aggregativo Multifunzionale a Quarto Oggiaro è stato dedicato alla sua memoria l’8 novembre 2014.

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Constantine "Cus" D'Amato (17 gennaio 19084 novembre 1985) è stato un manager e allenatore di boxe americano che ha guidato e plasmato le carriere di pugili come  Floyd Patterson, José Torres e Mike Tyson, tutti inseriti nell'International Hall of Fame della boxe. Diversi allenatori di boxe di successo, tra cui Teddy Atlas e Kevin Rooney, sono stati istruiti da D'Amato. D'Amato era un sostenitore dello stile di boxe "peek-a-boo", in cui il pugile tiene i guanti al viso con guardia molto chiusa e schiva lateralmente per entrare nella guardia avversaria e connettere alla corta distanza, stile che fu criticato da alcuni perché si credeva che un attacco efficiente non potesse essere lanciato da quella posizione. Leggi tutto l'articolo...
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Gus Lesnevich Gustav George Lesnevich (22 febbraio 1915-28 febbraio 1964) è stato un pugile americano, detentore del titolo di campione del mondo dei pesi massimi leggeri (era alto 1,75 m). Durante gli anni quaranta del Novecento regnò assieme a grandi campioni in un'epoca d'oro per la nobile arte, condividendo la scena con nomi come Joe Louis, Rocky Graziano e Sugar Ray Robinson. Leggi tutto l'articolo...
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Martine Michieletto

Martine Michieletto è una kickboxer e thaiboxer italiana, campionessa ISKA di K-1 nei pesi piuma e già campionessa WKU di Muay Thai, vincitrice ad ONE Fight Night 11 contro Amber Kitchen. Ad ottobre 2022 è classificata come la sesta migliore donna kickboxer pound-for-pound da Beyond Kick. Nata il 21 settembre 1991 ad AostaMichieletto ha praticato atletica a livello  agonistico per molti anni. Ha iniziato a praticare sport da combattimento nel 2010 sotto la guida del M° Manuel Bethaz nell'ASD Fighting Club Valle d'Aosta, passando professionista solo due anni dopo e combattendo agevolmente sotto ogni regolamento (K-1Fight CodeMuay Thai Full Rules). Leggi tutto l'articolo...
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Chatri Trisiripisal, noto durante il suo periodo da fighter anche come Chatri Sityodtong e Yodchatri Sityodtong, è un imprenditore thailandese e istruttore di arti marziali che vive a Singapore, fondatore e CEO di ONE Championship. Leggi tutto l'articolo...
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