Duilio Loi pugile - Kombatnet Wiki

Duilio Loi

Duilio Loi

Duilio Loi è stato un pugile italiano, inserito nella International Boxing Hall of Fame assieme a Nino Benvenuti nella lista dei più grandi pugili di sempre. In 14 anni di carriera come pugile professionista è stato campione d’Italia, campione d’Europa e campione del mondo.

Nato a Trieste il 19 aprile 1929 da padre sardo proveniente da Cagliari, capo macchinista di navi mercantili, e madre di Trieste, Loi ha trascorso la sua vita fino all’adolescenza a Genova ed a 16 anni ha cominciato a frequentare la palestra di Dario Bensi.


Loi è stato il pugile di punta sul quale puntava l’Italia per una medaglia d’oro alle Olimpiadi di Londra del 1948: il selezionatore Steve Klaus però, gli proibì di fumare la sua abituale sigaretta dopo i pasti e per questo Loi decise di uscire dal ritiro, lasciando spazio al suo sostituto Ernesto Formenti, che vinse poi l’oro.



Natalino Rea, dal 1960 guida tecnica della nazionale, racconterà: “Duilio Loi era sicuramente il miglior peso piuma. Possedeva boxe imprevedibile, era già un professionista, destinato a vincere ai Giochi. Purtroppo dopo i pasti sentiva l’assoluta necessità di fumare una sigaretta. Klaus cercò in tutti i modi da dissuaderlo. Niente da fare. A quel punto gli venne posto l’aut aut. Sapete quale fu la reazione? La mattina successiva all’ultimatum, Loi si presentò a Klaus, lo salutò e prese il treno per Genova dove abitava. Prima di andarsene, spiegò al maestro che alla sigaretta dopo il pasto non poteva rinunciare, anche se gli costava la maglia azzurra ai Giochi. A quel punto non restava che la carta Formenti, bravo ma tutto da scoprire, come accade quando avevi puntato su un nome e te lo vedi sfuggire all’improvviso. Klaus mi dette l’incarico di preparare Ernesto nel modo migliore, ed io cercai di assolvere al compito con grande impegno. Il risultato fu certo superiore alle attese e l’anno dopo l’oro di Londra, fece parte della squadra europea che a Chicago battè gli Stati Uniti conquistando il prestigioso Golden Gloves


Consigliato dall’ex campione Amedeo Dejana Loi passò al professionismo sotto il manager Umberto Branchini. Dopo 32 match dei quali 30 vinti e 2 pareggiati, il 18 luglio 1951 conquistò a Milano la cintura di campione d’Italia dei pesi leggeri contro Gian Luigi Uboldi.

Il 17 agosto 1952 venne sconfitto ai punti per la prima volta nella sua vita a Copenaghen dal danese Jørgen Johanssen in un incontro valido per il titolo europeo dei pesi leggeri. Loi si rifarà nel rematch del 6 Febbraio 1954 a Milano quando riuscirà abbattere il danese e a conquistare la cintura.


Duilio Loi difenderà la cintura di campione italiano contro Emilio Marconi il 2 aprile 1952 vincendo ai punti a Cagliari; la difenderà nuovamente il 28 gennaio 1953 battendo a Milano per KO tecnico alla nona ripresa il suo ex sostituto alle Olimpiadi di Londra Ernesto Formenti. Difenderà con difficoltà nuovamente il titolo in una rivincita contro Emilio Marconi il 13 novembre 1953 in un match conclusosi con un pareggio.

Il 13 maggio 1954 infliggerà la prima sconfitta ai punti sui quindici round all’ex campione olimpionico Bruno Visintin mettendo in palio entrambi i titoli e dando vita al primo di due incontri considerati emblematici per la storia del pugilato.

Il 13 luglio seguente Loi batterà ai punti il francese Jacques Herbillon prima di andare in Australia e poi a Miami dove si farà valere contro tutti gli avversari nonostante le pressioni della mafia locale: Frankie Carbo, un mafioso che controllava le scommesse sugli incontri di pugilato, gli proporrà tre match combinati contro il campione del mondo dei pesi leggeri Joe Brown, che Loi rifiuterà.



Al ritorno dagli USA vincerà ai punti, primo italiano fino a quel momento, contro il grande francese Ray Famechon, campione europeo in carica dei pesi piuma, strappandogli il titolo.

Il 2 luglio 1955 metterà in gioco le due cinture alla Fiera di Milano, vincendo di misura contro Giancarlo Garbelli in un contesto ostico dove tutto il pubblico era per il beniamino locale. Loi lascerà il titolo italiano vacante poco dopo.


Vincerà in seguito ai punti contro il francese Seraphin Ferrer sulle 15 riprese, per poi brillare contro la stella cubana Orlando Zulueta.


Affrontò poi lo spagnolo José Hernandez per il titolo al Velodromo Vigorelli, solo due giorni dopo essere stato vittima di un incidente automobilistico che non gli consentirà di esprimersi al meglio, strappando un pareggio risicato. Infliggerà un severo KO allo spagnolo Fred Galliana, campione europeo dei pesi piuma, per poi ribadire la sua superiorità contro Hernandez il 26 dicembre 1956 battendolo ai punti in un rematch al Palazzo dello Sport della Fiera di Milano sulle 15 riprese.

Sempre a Milano batterà il 26 dicembre 1957 il francese Felix Chiocca ed il connazionale friulano Mario Vecchiatto il 5 settembre 1958.


Quando nel 1957 Steve Klaus si dimetterà da responsabile della nazionale di pugilato dilettanti per intraprendere la professione di manager Loi metterà da parte l’astio verso l’ungherese entrando a far parte della sua scuderia.


Passerà nel 1959 alla categoria dei pesi welter ed il 19 aprile seguente conquisterà il suo secondo titolo europeo battendo ai punti il toscano Emilio Marconi.

Il 13 febbraio 1960 vincerà di misura sui quindici round nel rematch contro Bruno Visintin, strappandogli la cintura europea al Palazzo dello Sport della Fiera di Milano in un match tesissimo.

Loi, trentunenne, sentiva di essere arrivato quasi alla fine della sua carriera pugilistica. Non aveva tuttavia mai avuto una chance di combattere per il titolo mondiale: accetterà quindi di combattere negli Stati Uniti d’America il 15 luglio 1960 sul ring del Cow Palace di Daly City contro l’astro nascente del pugilato mondiale, il ventiquattrenne portoricano Carlos Ortiz. Perderà ai punti per decisione non unanime: tuttavia avrà la possibilità di rifarsi il primo settembre 1960 a Milano allo Stadio di San Siro, battendo ai punti Ortiz per decisione non unanime e diventando così il terzo italiano dopo Mario D’Agata e Primo Carnera a conquistare un titolo mondiale di pugilato.


Duilio Loi campione europeo e mondiale di pugilato - Kombatnet Wiki

Due mesi, il 25 novembre, Loi difenderà la cintura europea dei pesi welter al Palazzo dello Sport di Roma contro il francese Maurice Auzel battendolo ai punti per decisione non unanime.

Il terzo match contro Ortiz sembrava doveroso, sia per chiudere la trilogia sia per confermare il dubbioso verdetto del secondo incontro, visto pari dal giudice belga Philippe DeBakker, noto per non amare particolarmente i pugili italiani. L’evento avrà luogo a San Siro il 10 maggio 1961, con un Loi nettamente superiore al portoricano che verrà travolto e che consegnerà la vittoria per decisione unanime al pugile triestino.


Loi poi difenderà il titolo europeo dei pesi welter contro il danese Chris Christensen battendolo ai punti a Saint Vincent il 5 agosto 1961. Metterà poi in palio la cintura di campione del mondo dei pesi welter junior contro Eddie Perkins che tuttavia non riuscirà nell’assalto al titolo ed il match si concluderà in parità.


Il 27 marzo 1962 Billy Collins riuscirà a mandarlo al tappeto e farlo contare per la prima volta in 120 match: Loi appoggerà il ginocchio ma riuscirà a rialzarsi e concludere il match, portando a casa la vittoria ai punti.

Il 15 luglio seguente metterà in palio la cintura europea contro Fortunato Manca allo Stadio Amsicora di Cagliari, circondato da 30.000 spettatori ostili ed osannanti il beniamino di casa, il quale riuscirà a ferire in maniera grave all’undicesimo round Loi, che pur era avanti sui cartellini. Loi dovette ricorrere all’intervento del medico che diede tuttavia il nullaosta per continuare. A pochi secondi dal termine del match Loi atterrerà l’avversario costringendolo al conteggio: solo il gong salverà l’avversario dal KO, consegnando in ogni caso la vittoria a Loi ai punti per decisione unanime.

Loi volle poi la rivincita contro lo statunitense Perkins, non contento del precedente pareggio: nonostante il mancato avvallo del neonato World Boxing Council, deciderà comunque di combattere il 14 settembre 1962 al Velodromo Vigorelli di Milano. Sarà il peggior combattimento della sua carriera and Eddie Perkins riuscirà a strappargli il titolo mondiale WBA con verdetto ai punti espresso dall’arbitro e giudice unico, il francese Pierre Verrière.



Riuscirà a riprendersi la cintura mondiale il 15 dicembre 1962 grazie alla clausola del terzo incontro stipulata nel contratto precedente: l’arbitro Georges Gondre decreterà la vittoria ai punti che però molti appassionati di pugilato avrebbero visto come un pareggio.

Perkins commenterà in seguito: “Mi sono battuto tre volte con Duilio Loi, ma ho incontrato tre pugili diversi”.


Il 24 gennaio 1963, a 33 anni, Loi annuncia pubblicamente il suo ritiro, ancora detentore del titolo mondiale della sua categoria e anche di quello europeo della categoria superiore.


Di tutti i grandi del pugilato nella storia in pochi hanno combattuto come Loi più di 100 match in carriera: tra questi Sugar Ray Robinson, Archie Moore, Joey Maxim e Joe Brown, ma Duilio Loi vanta la percentuale di vittorie più alta di tutti (91,27% per Loi, 86,5% per Robinson, 84,9% per Moore, 71,3% per Maxim, 65,4% per Brown). Loi verrà sconfitto solo 3 volte in carriera e mai per KO, rifacendosi sempre con tutti e tre gli avversari che lo avevano battuto. Sarà conteggiato solo una volta, al 120° incontro, vincendo comunque ai punti. Campione europeo imbattuto per nove anni di fila, Loi resta uno dei più grandi di sempre, capace di ritirarsi all’apice della sua carriera pugilistica.

Loi è stato soprannominato “l’uomo degli ultimi due round”, perché era in grado di accelerare sul finale sorprendendo gli avversari ormai stanchi, stordendoli con sorprendenti combinazioni tecniche ed obbligandoli a scoprirsi, arrivando spesso al colpo del KO.

Loi era un mancino naturale ma a scuola gli hanno insegnato a scrivere con la destra e questa cosa, forse, si è riflettuta sul suo stile di combattimento: infatti cambiava spesso guardia, confondendo l’avversario e risultando così ancora più difficile da colpire.



Nel 1961 sarà protagonista della réclame televisiva dei tessuti Hélion Chatillon durante il Carosello, assieme a Raffaele Pisu e Lorella De Luca.

Il 12 aprile 1973 il figlio Vittorio, militante neofascista, fu coinvolto a Milano nell’omicidio dell’agente di polizia Antonio Marino, morto in seguito allo scoppio di una bomba a mano lanciata nel corso di una manifestazione di estrema destra.

Loi è stato presidente della Federazione Autonoma Sindacato Ex Pugili.


Ha passato gli ultimi anni affetto dalla malattia di Alzheimer, a Milano: sua figlia Bonaria ha ritirato il premio della International Boxing Hall of Fame nel 2005 perché il padre non era in grado di riceverlo a causa delle sue condizioni di salute.

Duilio Loi è morto il 20 gennaio 2008 a Tarzo ed è sepolto nella cripta del Famedio del Cimitero Monumentale di Milano.

Di lui, oltre alla sua monumentale carriera sportiva, resterà scolpita nel tempo la sua frase più famosa:


“Ma quali sacrifici. I sacrifici veri li fanno gli operai”.

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