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Ngannou VS. Fury è ufficiale: dalla strada al ring, un sogno da milioni di dollari

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Ngannou VS. Fury è ufficiale: dalla strada al ring, un sogno da milioni di dollari

È ufficiale: il match tra Tyson Fury e Francis Ngannou, già noto come “The Baddest Man On The Planet” non sarà una esibizione ma un vero match di pugilato. “The Predator” tenterà la sfida impossibile a “The Gypsy King“, cercando ancora una volta di dimostrare al mondo di essere capace di trasformare i sogni in realtà.

Quando è trapelata la notizia dell’imminente incontro tra Francis Ngannou e Tyson Fury, si diceva che il match sarebbe stato solo una esibizione. A Fury era stato dato il via libera dalla WBC per ritardare eventuali difese obbligatorie del titolo e combattere l’ex campione dei pesi massimi UFC in Arabia Sauditaper divertimento, senza niente in palio“.

Il promoter Eddie Hearn di Matchroom Boxing aveva detto: “Sarà un incontro dimostrativo, senza contare i knockdown. Non so, sto solo riportando quello che ho sentito. Chi lo sa cosa è cosa? Penso che sarà un match deludente, così sembra“.


Fortunatamente (o forse no) il match non sarà una esibizione: MMA Fighting riporta che sebbene non ci sia in palio la cintura WBC di Fury, sarà un vero combattimento professionale che sarà ufficialmente registrato sui record di entrambi i fighter.

L’incontro sui 10 round si svolgerà il 28 ottobre in Arabia Saudita secondo le regole del pugilato, con i tre giudici seduti al tavolo ed ovviamente in pay-per-view. Al momento non è nota una preliminary card.

Francis Ngannou continua la polemica a distanza con il suo ex “datore di lavoroDana White , CEO della UFC:


Per qualche motivo, dimostro sempre a Dana White che si sbaglia – anche quando è dalla mia parte“, ha detto Ngannou a SiriusXM. “Gli dimostro sempre che si sbaglia, ogni singola volta. Questa è ormai la nostra storia“.

Erano pronti a far combattere Jon Jones contro Tyson Fury nelle MMA – perché non avrebbero potuto fare Ngannou contro Fury nella boxe? Non lo so“, ha detto Ngannou. “Penso che [White] abbia fatto così per cercare di togliermi l’incontro, e Dana ha inviato un contratto [per l’incontro con Jones]. Ha inviato il contratto, il che secondo me è stato molto imbarazzante perché quel contratto è stato respinto, e lui ha firmato il mio per la GIMIK Fight Promotions“.

Quando è stato annunciato l’incontro tra Tyson Fury e Francis Ngannou, la maggior parte dei fan della boxe ne era scontenta, mentre i fan delle MMA sembravano entusiasti.


Oleksandr Usyk, come molti altri, è critico nei confronti di Fury per aver accettato questo match invece di una difesa contro un top 10.

Questa è una grande opportunità per Ngannou. Per Fury decisamente no“, ha detto Usyk. “Non sembra strano che invece di scegliere un top 10, Fury scelga un debuttante? Sì, certo (ha paura di me). Certo. Ha paura di me“.

Il presidente del WBC, Mauricio Sulaiman, ha affermato che Fury non aveva “sfidanti” dopo aver fallito nei negoziati per gli incontri con Andy Ruiz, Oleksandr Usyk e Anthony Joshua, e ha quindi permesso al campione dei pesi massimi di affrontare Ngannou: questo è semplicemente assurdo. La WBC avrebbe dovuto obbligare Fury alla sfida contro Usyk e se non si fosse arrivati ad un accordo avrebbe dovuto privare Fury della cintura.


Così non è stato, grazie ai milioni di dollari in palio, che confermano quanto il sistema del pugilato mondiale sia malato. Ovviamente, ed è pure comprensibile se non condivisibile, Fury preferisce combattere contro un pugile dilettante per decine di milioni di dollari, piuttosto che contro il miglior pugile sulla piazza.

Francis Ngannou, d’altro canto, guadagnerà 8 milioni di dollari e non rifiuterà certo una cifra del genere dopo aver guadagnato una borsa di “soli” 600.000 dollari per la sua difesa del titolo al KIA Forum di Los Angeles a gennaio 2022. Il suo manager Marquel Martin infatti ha dichiarato: “Ngannou avrebbe dovuto combattere chissà quante volte per mettere insieme la cifra che guadagnerà nel match contro Fury“.

Cosa succederà sul ring il 28 ottobre, quindi?

Probabilmente vedremo Fury impartire una lezione di pugilato a Ngannou, che cercherà tutta la sera di entrare nella guardia del “Re Tzigano” per assestare il colpo del KO (presumibilmente un gancio sinistro alla mandibola), sperando che basti e tentando di non finire a sua volta al tappeto.


Chiariamoci: Ngannou, dalla sua, ha una fisicità imponente, un allungo notevole, una mandibola d’acciaio ed un gancio terrificante: ma l’ipotesi che riesca ad impensierire Fury è lontana. Già una volta (anzi: tre) Fury ha dato prova di essere in grado di sostenere le bordate di un colossale e lunghissimo Wilder, non dovrebbe fare fatica ad avere la meglio su un dilettante al suo primo match di pugilato.

Tyson Fury è un gigante di 2.06 m dal peso di 122 kg mentre Deontay Wilder, pugile professionista con 46 match all’attivo (45 al match con Fury) è alto 2.01 m per 97 kg di peso e non è riuscito a dominare Fury. Perché dovrebbe impensierirlo il match contro un pugile dilettante, senza nessun match di pugilato all’attivo, alto 1.93 m e del peso di 117 kg? Un pugile che arriverà all’incontro palesemente più lento, senza il footwork, l’occhio, la distanza, i tricks, il movimento di tronco, i tagli degli angoli?

Chiariamo subito: Francis Ngannou è una persona intelligente, fighter pericolosissimo, che ha letteralmente scavato la sua vita a mani nude, dalla povertà in Africa, passando per il deserto, la vita da immigrato illegale, venendo respinto mille volte e mille volte riuscendo a tornare, spesso eludendo la morte, passando per l’Europa fino all’America, arrivando in cima alla UFC ed avendo il coraggio di voltare le spalle alla promotion più importante del mondo di MMA per perseguire i suoi progetti personali. Come persona, come fighter e come imprenditore di sé stesso ha già vinto tutto quello che c’era da vincere, dimostrando coraggio, resistenza, resilienza, etica e cuore a fianco di una possenza e tecnica senza pari.


Ma non si diventa pugile in tre mesi.

Tantomeno si può arrivare ad un livello da pugile professionista, per tacere del livello tale da poter scontrarsi sul ring con uno dei più enormi e talentuosi pesi massimi della storia. Che, per inciso, condivide con Ngannou il percorso umano dall’inferno al paradiso, non è vissuto nella bambagia e non è certo stato trattato con i guanti di seta, dalle persone e dalla vita. Entrambi i fighter sul ring saudita porteranno una storia difficile che il mantello di sfarzi e ricchezze odierna fatica a coprire.

Ngannou ci ha abituato ad imprese titaniche ma per arrivare sul ring allo stesso livello di Fury dovrebbe fare un miracolo. Se lo farà e se contro tutte le aspettative si porterà a casa anche solo un bel match, avrà ancora più rispetto della comunità internazionale. Se dovesse vincere, ai punti o per KO, sarebbe un bello smacco per la comunità pugilistica internazionale.


Non è chiaro invece quale storia gli organizzatori vogliano propinare agli appassionati di sport da combattimento, men che meno a chi considera il pugilato la “nobile arte”. Con match del genere viene abbandonata l’etica in favore dell’unico dio denaro e questo non fa bene alla qualità del combattimento. Abbiamo bisogno di nuovi Ali, Foreman, Mike Tyson, Holyfield, Frazier, Marciano, Louis: fare ricchi i matchmaker, i promoter, le promotion, i servizi di PPV non dovrebbe essere lo scopo finale di un incontro di pugilato.

Comunque sia, sarà divertente finché durerà e senza dubbio la preparazione sarà interessante: speriamo solo di non rivedere una scena penosa come quella del match farsa tra Conor McGregor e Floyd Mayweather Jr., che è piaciuto solo ai ragazzini ed a chi è incapace di distinguere una recita da un vero incontro di boxe.

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