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Intervista a Sarah Branchesi, Biologa Nutrizionista e divulgatrice scientifica

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Intervista a Sarah Branchesi, Biologa Nutrizionista e divulgatrice scientifica

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Ciao Sarah, grazie mille per la tua disponibilità!

Grazie a te per esserti interessato alla mia professione! 


Prima domanda tecnica: in molti confondono le varie figure: dietologa, dietista, nutrizionista. Puoi farci chiarezza al riguardo?

Certamente! Cercando di non dilungarmi troppo direi che la maggiore differenza sta nel fatto che per diventare dietista è necessaria una laurea triennale e a questo punto si possono elaborare diete che siano state prescritte da un medico.
Il biologo nutrizionista invece ha una laurea quinquennale, può elaborare diete autonomamente ma non può prescrivere farmaci. Invece il dietologo è laureato in medicina con specializzazione in alimentazione, è quindi un medico che oltre alla dieta può anche diagnosticare patologie e prescrivere i farmaci necessari. Chi scegliere dipende dalle esigenze e dalle problematiche della persona, ma la cosa secondo me più importante è sapere che non esistono altre figure riconosciute, quindi è importante diffidare da chi prescrive diete perché ha fatto il corso del fine settimana, soprattutto quando ci sono problematiche di salute è importante rivolgersi a veri professionisti.


sarah branchesi biologa nutrizionista divulgatrice scientifica kombatnet

Quanto cambia il tuo lavoro quando di fronte hai uno sportivo agonista / professionista rispetto ad una persona normale?


Il lavoro è molto diverso, spesso la persona nella media ha necessità di migliorare l’alimentazione per perdere qualche chilo o per migliorare i valori delle analisi, quindi si deve creare un piano alimentare fattibile che possa diventare uno stile di vita nel lungo periodo. Per queste persone spesso sono previsti sgarri o cibi extra che, pur non essendo la scelta migliore, possono però garantire di dimagrire senza vivere la dieta come forzatura esagerata ed i controlli sono per lo più rivolti a valutare la perdita di peso. 


Lo sportivo invece spesso ha una motivazione molto più forte perché sa che mangiare bene fa parte del suo lavoro, quindi le diete per agonisti sono molto più dettagliate con abbinamenti di cibi che possano massimizzare la forza, aumentare la massa, migliorare l’assorbimento proteico, con orari specifici in cui fare lo spuntino, con la scelta migliore di una marca piuttosto che un’altra (tutte pignolerie che per uno sportivo possono migliorare tanto la performance, ma per una persona che vuole semplicemente dimagrire diventano solo pensieri che appesantiscono il percorso). Lo sportivo inoltre non ha una sola dieta che deve diventare il suo stile di vita per sempre, ma ha più fasi con alimentazioni differenti a seconda dell’allenamento che sta seguendo in quel periodo (massa, endurance, recupero, giorno di gara ecc..) Insomma generalmente le persone non del settore sono convinte che “un agonista può mangiare quello che vuole tanto brucia tutto” ed invece la dieta dello sportivo è molto più pesante rispetto a un piano alimentare classico.

Com’è avere un fighter agonista in casa ed essere la sua nutrizionista? (Sarah è sposata con il fighter Pietro Mazzoli, atleta di K1, cat. mediomassimi)


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Bello, complicato, emozionante, stimolante… non c’è una unica risposta, ci sono in gioco tante emozioni contrastanti. 

Sicuramente è difficile in quanto condividiamo la scelta di avere un unico menù, questo perché abbiamo a cuore l’educazione alimentare ed uno dei più grandi errori delle famiglie è che ognuno si cucina quello che vuole e quando vuole, quindi i figli non hanno una vera educazione o una linea comune, oltre a questo, la scelta è stata fatta anche per sostenerlo il più possibile, altrimenti sarebbe ancora più complesso seguire una dieta se il resto della famiglia a tavola mangia tutto ciò che vuole. 



Avere un menù uguale ogni settimana però richiede molta organizzazione e forza di volontà, quando lui è nella fase di dieta pregara richiede il sacrificio di evitare cene fuori, anniversari, festività o compleanni, richiede di essere capace di stargli vicino quando impazzisce perché quella dello sportivo è una vita di grandi sacrifici, richiede il dover rinunciare al mio amato dolce la domenica a colazione, ma è anche una scelta ricca di soddisfazioni quando nella fase di forza si sente che seguendo la dieta ha massimizzato i risultati, quando si vede ogni stagione più definito ed è anche stimolante per quanto riguarda il mio lavoro perché ogni volta che leggo un nuovo studio scientifico posso provarlo insieme a lui per valutare insieme i risultati e per creare delle diete sempre più efficaci per questo sport. Sicuramente esserci trovati da questo punto di vista è stato molto importante perché vivere con un agonista riuscendo ad approvare il suo stile di vita rende tutto molto più semplice.

pietro mazzoli fighter activa kombat

Il nutrizionista è un elemento fondamentale nella catena di preparazione degli incontri di un fighter e si deve confrontare con altre figure professionali (l’istruttore/maestro, il preparatore atletico). Come ti relazioni con loro?

Io ho avuto la fortuna di trovarmi all’interno di un gruppo che abbiamo costruito nel tempo insieme e dove condividiamo una grande passione per questo sport e abbiamo ideali comuni. Ogni figura ha il suo ruolo e collaboriamo rispettando molto i diversi punti di vista che possono emergere nel percorso di preparazione, quindi mi sento veramente in un gruppo di amici più che in un ambiente di lavoro. 


Ovviamente la mia prescrizione dietetica dipende per lo più da quello che decide l’istruttore, anche se c’è un consulto iniziale con tutto lo staff, è lui infine che sceglie quando l’atleta avrà gli incontri ed in quale categoria di peso e di conseguenza da lì si andranno a decidere i vari allenamenti e la dieta più adatta.


Qualche top fighter ha stretto collaborazioni con chef che cucinino per loro secondo le direttive del dietologo/nutrizionista. Tra questi si annovera Joanna Jędrzejczyk (“Eat like Joanna”). Tu stessa spesso posti immagini di quello che prepari in casa per Pietro o per te. È possibile immaginare un nuovo tipo di collaborazione tra chi “progetta” l’alimentazione del fighter e chi fisicamente prepara i pasti? 

Sarebbe fantastico riuscire a creare più collaborazioni di questo tipo! Avere un professionista che possa aiutare a preparare il pasto potrebbe essere un grande aiuto per l’atleta. Penso che sia un aiuto soprattutto dal punto di vista mentale per vari motivi:


  • l’atleta può togliersi il pensiero di dover preparare pasti e spuntini perché avendo un addetto riuscirebbe a trovare sempre tutto pronto e bilanciato
  • un esperto di cucina è capace di mettere insieme gli abbinamenti consigliati dalla scienza, ma creando un piatto gustoso, che non è nè facile nè scontato. Vi faccio un esempio di vita vissuta in cui avrei tanto desiderato avere uno chef in casa: alcuni studi scientifici consigliano di aggiungere maggiorana, origano e altre erbe aromatiche nella frutta per aumentarne l’effetto antiossidante…beh noi ci abbiamo provato…sapete quanto è orribile la macedonia con l’origano? 

Il “taglio del peso” è uno degli argomenti più controversi e discussi nel mondo degli sport da combattimento. Quali sono le tue esperienze in merito e cosa consigli ai fighter che faticano a rientrare nel peso?

Non essendo un calo del peso classico esiste poca letteratura scientifica al riguardo, personalmente ho dovuto studiare tantissimo per unire conoscenze scientifiche, esperienze di fighter professionisti e sperimentazioni sul campo per trovare il miglior percorso possibile che potesse unire “taglio del peso”, salute dell’atleta e mantenimento della performance. 

Generalmente ai fighter che seguo consiglio di iniziare il percorso di taglio almeno 4-5 settimane prima della gara, dopo aver provato con più atleti diverse strategie abbiamo convenuto che è meno spossante progettare uno scarico ed un dimagrimento graduale piuttosto che concentrare tutto solo nell’ultima settimana. 


Molto utile per gli atleti che faticano a rientrare nel peso è cercare di perdere peso riducendo la ritenzione idrica, spesso questa viene sottovalutata, ma parlando di persone estremamente sportive la massa grassa da perdere è minima, quindi cercando di abbassare compulsivamente le calorie per “dimagrire” rischiamo solamente di stressare il corpo, perdere muscolo e stancare l’atleta. Può essere più utile nella settimana precedente la gara non ridurre troppo le calorie, ma lavorare sui liquidi che si accumulano sotto stress utilizzando nella dieta cibi che non catturino acqua, può essere utile anche  togliere sale e zuccheri ed utilizzare drenanti mirati. Ovviamente tutti questi accorgimenti sono abbastanza complessi da gestire da soli, quindi è sempre meglio farsi consigliare da un esperto.


Oltre al peso il fighter ha bisogno anche di efficacia, prontezza muscolare e focus mentale: tutti parametri collegati anche all’alimentazione. Che cosa consigli ai fighter che arrivano spossati all’incontro?

Se il fighter arriva spossato all’incontro probabilmente c’è stata una sbagliata programmazione, l’obiettivo ed il compito di uno staff di esperti è proprio quello di far arrivare l’atleta alla gara in condizioni ottimali, ma se proprio ci sono state problematiche per cui questo non è stato possibile e visto che l’atleta non può mangiare quanto vuole per recuperare le energie può sfruttare i cibi che hanno un buon rapporto tra peso ed energia ovvero tutti quei cibi che pesano pochissimo (quindi nella bilancia non aumentano troppo il rischio di superare la categoria di peso) ma che forniscono tantissima energia come: mandorle, noci ed in generale i mix di frutta secca e disidratata o qualche scaglia di grana, infine appena superata la pesata ufficiale è necessario reintegrare vitamine, sali, zuccheri e liquidi mangiando poco e spesso fino all’incontro per evitare di essere appesantiti ma per recuperare il più possibile l’energia necessaria.


Integratori e supplementi: sono veramente fondamentali per un fighter? 

Possono essere utili, ma non è sempre detto che siano fondamentali. Dipende dallo stile di vita, dal tipo di allenamento e dalla alimentazione, molto spesso con una dieta mirata si riescono a eliminare o a ridurre molti integratori che diventano inutili.


Gli integratori possono essere d’aiuto quando l’allenamento diventa così intenso che la sola alimentazione non basta più a garantire tutti i nutrienti. Gli integratori possono essere di diverso tipo, quelli più spesso prescritti sono: proteine nei periodi di forza, magnesio per aiutare la contrazione muscolare, maltodestrine per aumentare l’energia o drenanti nei periodi di calo del peso, ma anche in questo caso non si può generalizzare, perché per avere i massimi risultati è utile conoscere l’atleta e preparare un piano mirato anche per quanto riguarda una eventuale integrazione


Non sempre i fighter possono avere a disposizione i cibi prescritti nella dieta, soprattutto quando combattono fuori sede o all’estero: come possono ovviare a questo problema?

Io personalmente cerco di ovviare a questo problema creando una dieta ottimale che dovrebbe essere la prima scelta, ma vado ad inserire anche una lista di cibi che possano diventare sostituzioni più facili da reperire, oltre a questo mi è capitato tantissime volte di creare diete in previsioni di trasferte all’estero inserendo i cibi tipici della città con porzioni visive (senza quindi dover pesare), certamente potersi preparare e pesare tutto garantisce un risultato più preciso, ma in caso di impossibilità le strategie che si possono adoperare sono molto numerose, la cosa più importante è consultarsi per tempo con il proprio nutrizionista per poter studiare la dieta più adatta.


Quali sono i lati positivi e quali negativi dell’avere accesso a tanta informazione relativa all’alimentazione su Internet, oggi?


Il lato positivo è certamente che per chi si intende del settore appena si ha un dubbio è semplicissimo risolverlo in pochissimo tempo con un paio di ricerche mirate. Il lato negativo però è che molte persone invece non sanno esattamente dove o cosa cercare quindi trovano versioni contrastanti che generano tantissimi dubbi e anche tantissimi finti esperti che si ritrovano a consigliare o a fare diete non solo inutili ma addirittura controproducenti.

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Sei molto attiva sul web e sui social (Sarah gestisce fra l’altro il gruppo “Dieta e sport” su Kombatnet): quanto è importante la presenza sui social per dietologi e nutrizionisti?

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Io cerco di essere molto attiva sui social e su Youtube soprattutto per sfatare il più possibile le leggende metropolitane che circolano sul mondo della alimentazione. Penso che questo sia un compito molto importante per i nutrizionisti visto che una delle nostre mission è quella di divulgare la sana alimentazione e la educazione alimentare ed i social possono essere un ottimo strumento per farlo.

Oltre che come nutrizionista sei impegnata nella divulgazione scientifica: puoi raccontarci di più al riguardo?

La divulgazione scientifica è una parte del mio lavoro che amo profondamente, mi piace parlare (probabilmente lo avrete già notato) e quindi cerco di farlo per passare messaggi intelligenti. Mi occupo della divulgazione scientifica nel campo della alimentazione da quasi 10 anni attraverso conferenze, spettacoli scientifici e laboratori didattici e attraverso questo lavoro vengo invitata in vari festival della scienza, eventi, scuole o musei in tutta Italia con lo scopo di insegnare qualcosa di utile a bambini e adulti sul mondo della alimentazione.



Anche tu sei una fighter, oltre ad avere numerose altre passioni: come concili tutti i tuoi impegni e dove trovi il tempo di allenarti? 

Fighter è un termine esagerato, diciamo che approfitto degli allenamenti per potermi sfogare picchiando mio marito senza che sia considerata violenza domestica! A parte le battute, sono una persona che ha sempre praticato sport, quindi per me è un’abitudine ormai consolidata ritagliarmi del tempo per muovermi un po’. 

Io organizzo da sola i miei appuntamenti lavorativi quindi faccio in modo di avere un’ora di tempo tutti i giorni per allenarmi, vado in palestra la mattina e se non riesco vado la sera dopo il lavoro anche se sono un po’ più stanca. La palestra è praticamente sempre aperta fino alle 22:30 di sera, quindi dire “non ho tempo” sarebbe una bugia, conciliare tutto è molto più semplice di quello che si vuole far credere.


La cosa che rende facile conciliare sport e lavoro è:

  • trovare una struttura aperta tante ore,
  • trovare un sport che piaccia così da non viverla come obbligo, ma come piacere. 

Fighter Sarah Branchesi biologa nutrizionista divulgatrice scientifica Kombatnet

Io personalmente mi sono appassionata alla k1 sia perchè sentivo l’esigenza sia di provare uno sport nuovo sia perchè essendo una donna spesso in trasferta con lavoro, festival e corsi di formazione volevo sentirmi più sicura di me stessa…poi ho capito che riuscire a menare con successo è più complesso di quanto si immagini e quindi ho sposato l’istruttore così mi può difendere lui in caso di necessità.

Grazie Sarah per il tuo tempo e la tua disponibilità!

È stato un piacere!




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