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Il Massacro di San Valentino: Jake LaMotta vs Sugar Ray Robinson

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Il Massacro di San Valentino: Jake LaMotta vs Sugar Ray Robinson

L’incontro tra Jake LaMotta e Sugar Ray Robinson, noto come “Il massacro di San Valentino“, si tenne il 14 febbraio 1951 al Chicago Stadium negli USA, attirando 14.802 spettatori. Si è trattato del sesto e ultimo scontro tra i due, con in palio il titolo mondiale dei pesi medi e si è concluso con la sconfitta del “Toro del Bronx“.

L’evento, svolgendosi nel giorno di San Valentino e caratterizzato da una violenza estrema, è entrato nella storia del pugilato come l’analogo pugilistico della Strage di San Valentino del 1929 ordinata negli anni del proibizionismo da Al Capone a Chicago. Nei round finali, LaMotta ricevette una severa punizione e presto fu incapace di proteggersi dagli attacchi di Robinson, ma si rifiutò comunque di cadere. Robinson ottenne la vittoria per KO tecnico al tredicesimo round, con LaMotta esausto e appoggiato alle corde.

Tuttavia, nonostante avesse conquistato il titolo per la seconda volta e vinto cinque dei loro sei incontri, Robinson non riuscì mai a mettere KO LaMotta. Robinson era favorito con quote di 3 a 1 ed il match generò un incasso di circa 180.619 dollari.


LaMotta ricevette il 45% dei guadagni, con un totale di 62.522 dollari più 1.500 di diritti televisivi. Robinson guadagnò 20.840 dollari più 1.500 di diritti tv.
La rivalità tra Robinson e LaMotta fu immortalata nel film “Toro scatenato” di Martin Scorsese.

LaMotta scherzò sul loro frequente confronto dicendo di aver quasi sviluppato il diabete a furia di combattere contro di lui. Quando LaMotta e Robinson si sfidarono nell’ultimo dei sei incontri, le circostanze erano cambiate. LaMotta aveva precedentemente sottratto il titolo a Marcel Cerdan e difeso con successo il titolo contro altri avversari, inclusa una vittoria eclatante su Laurent Dauthuille.

Nel frattempo, Robinson aveva conquistato e difeso il titolo dei pesi welter, accettando sfide contro pesi medi nonostante la differenza di categoria.


Ricordando le sconfitte precedenti, Jake optò per un approccio aggressivo fin dall’inizio ma Robinson sapeva perfettamente come affrontare l’avversario. Iniziò subito ad accumulare punti per costringere LaMotta, che entrava lentamente nei match, a rincorrerlo. Robinson cambierà anche guardia, giocando tutte le carte sin da subito: ma LaMotta non sembrava dare segni di cedimento. Più colpi accusava, più avanzava.

Al quarto round, dopo aver subito l’ennesima, lunga punizione, Jake riuscì ad andare a segno con un gancio sinistro che fece barcollare Ray, ammutolendo il pubblico sugli spalti. Non bastò tuttavia per fermare Sugar, che continuerà a martellarlo con una serie interminabile di colpi mentre LaMotta procedeva chiuso senza essere in grado di reagire.

I round si susseguirono, con LaMotta che continuava ad attaccare sfidando con lo sguardo Robinson dalle fessure degli occhi pesti: il campione in carica non voleva lasciare andare la cintura.


Dopo dieci round di massacro, anche il pubblico chiedeva a gran voce lo stop arbitrale, per porre fine a quella insensata punizione. Ma LaMotta era il campione e l’angolo non dava segno di voler gettare la spugna.

All’undicesimo round, incredibilmente, LaMotta riuscì a riprendere lucidità ed andare a segno con un colpo che scosse Robinson: il Toro del Bronx andò all’attacco ma Robinson riuscì a venirne fuori indenne e riprendere il lavoro di distruzione.

Si arriverà così al dodicesimo round con un LaMotta ormai stremato e malfermo sulle gambe che torna all’angolo, frastornato dai colpi, con la vista annebbiata e incapace di udire alcunché. Fu così che poco prima del termine della tredicesima ripresa l’arbitro Frank Sikora, camminando in un ring completamente sporco di sangue, decise di porre fine al match alzando il braccio di Ray, nuovo campione del mondo dei pesi medi.


Robinson, a sua volta sfinito, abbraccerà LaMotta prima che venisse portato via dal ring negli spogliatoi, dove rimarrà attaccato per un’ora e mezza all’ossigeno. Il nuovo re dichiarerà:

Credevo non avrebbe finito la ripresa già alla sesta, ma più lo picchiavo, più sembrava determinato a rimanere in piedi! Non capisco di cosa sia fatto: gli ho rifilato i colpi più duri della mia carriera ed era ancora lì“.

Si trattò fu la prima sconfitta per TKO di LaMotta in 95 incontri da professionista, escludendo un match precedente contro Billy Fox, rivelatosi poi truccato. LaMotta ammise la manipolazione del match con Fox, ammettendo l’influenza della malavita nella boxe.


Il match venne ampiamente criticato soprattutto per la cruda efferatezza delle ultime riprese. The Indianapolis News descriverà l’incontro come “un crimine nel nome dello sport, un malato tributo alla brutalità“.

Dopo la sconfitta, LaMotta passò ai mediomassimi, ma trovò difficoltà nella nuova categoria. Nel 1952, fu sconfitto da KO da Danny Nardico e, dopo altri tre match, si ritirò nel 1954.

Robinson continuò a competere ad alto livello, perdendo e riconquistando il titolo dei medi, e tentando senza successo di vincere nei mediomassimi. Si ritirò temporaneamente, ma tornò a combattere per motivi finanziari, dimostrandosi ancora tra i migliori e vincendo il titolo dei pesi medi cinque volte.


Il “Toro del Bronx” ricorderà in seguito:

I tre avversari più duri che ho affrontati sono stati Sugar Ray Robinson, Sugar Ray Robinson e Sugar Ray Robinson“.

Jake LaMotta appoggiato alle corde stremato nel match contro Sugar Ray Robinson - Kombatnet
Jake LaMotta appoggiato alle corde stremato nel match contro Sugar Ray Robinson – Kombatnet

I due rimarranno amici fuori dal ring e Robinson farà anche da testimone di nozze per il sesto matrimonio di LaMotta: Robinson morirà a soli 67 anni per un attacco di cuore il 12 aprile 1989, mentre LaMotta lascerà questo mondo nel 2017, alla veneranda età di 95 anni.


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