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Come e perché iniziare a praticare uno sport da combattimento

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SOLO ARTI MARZIALI E COMBAT SPORTS

Come e perché iniziare a praticare uno sport da combattimento

Molte persone desiderano iniziare a praticare uno sport da combattimento (combat sport) ma non sanno come fare.

Vediamo insieme quali sono gli step necessari e le domande più frequenti al riguardo.

Innanzitutto definiamo quali siano gli sport da combattimento più diffusi elencandone qui di seguito i più comuni:



Innanzitutto la prima cosa da fare è andare su Youtube e Google o sulla Kombatnet Wiki e cercare video ed informazioni su ognuna di queste discipline per farsi un’idea nel caso non le si conoscesse.

Con ogni probabilità avrete già qualche infarinatura, poiché normalmente si decide di iniziare una disciplina da combattimento solo quando la si è già vista, dal vivo, in TV o tramite un video su internet, praticata magari da qualche amico o personaggio noto: tuttavia grazie a questa ricerca potreste trovarvi interessati anche ad altre discipline che non conoscete o per le quali avete un’opinione distorta o parziale.


Caratteristiche comuni a tutti gli sport da combattimento

Innanzitutto per ognuna di queste discipline valgono regole comuni, che possono essere così sintetizzate.


  • Il combattimento avviene unicamente tra due persone dello stesso sesso
  • Si utilizzano alcune protezioni di base, come minimo sono obbligatori paradenti e guantoni (diversi da disciplina a disciplina)
  • I match avvengono su ring o tatami ed hanno una durata limitata, diversa da disciplina a disciplina, in “round” (o “riprese“) inframmezzate da pause, anch’esse variabili tra discipline e livelli degli atleti
  • Sono vietati categoricamente i colpi agli occhi, all’inguine ed alla nuca (“cresta del mohicano“) in tutte le discipline.
  • L’allenamento prevede lo studio delle varie tecniche a vuoto, al sacco, ai colpitori o con un partner, lo sparring (per un approfondimento leggi l’articolo “Che cos’è lo sparring“) e la preparazione atletica.

Caratteristiche di ogni sport da combattimento

Vediamo rapidamente le caratteristiche di ognuno di questi sport da combattimento, ovviamente rapida e non esaustiva. Per ogni domanda rimandiamo alla Community di Kombatnet ed in particolare ai vari gruppi, dove potrete rivolgervi ad atleti, maestri and esperti ed ottenere tutte le informazioni che desiderate al riguardo.


Boxe, Boxing o Pugilato

Il pugilato è una disciplina praticata in piedi dove ci si colpisce unicamente con gli arti superiori. I match si svolgono dentro un ring, una struttura quadrata spesso sopraelevata delimitata da 4 corde. Un match di pugilato si svolge su 10 round (5 per i dilettanti) da 3 minuti inframmezzati da 1 minuto di pausa. È possibile colpire unicamente dalla cintura in su, escludendo la “fascia del mohicano” (dietro la nuca).

Per un approfondimento leggi l’articolo “Che cos’è il pugilato“.


Muay Thai, Thai Boxe o Boxe Thailandese

La Muay Thai è una disciplina originaria della Thailandia, praticata in piedi e che prevede colpi con gli arti superiori ed inferiori nonché una speciale lotta in piedi chiamata “clinch” ed un certo numero di proiezioni (sempre da in piedi). Con gli arti superiori è possibile colpire con i pugni e con i gomiti; con gli arti inferiori è possibile colpire con le tibie (colpo tipico della thai), collo del piede, ginocchia. Escludendo le zone comunemente considerate proibite da tutte le discipline (“fascia del mohicano”, occhi, inguine) è possibile colpire ovunque l’avversario.

Per un approfondimento leggi l’articolo “Che cos’è la Muay Thai“.


Taekwondo

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Formalmente una arte marziale di origine militare ora diventata prevalentemente sportiva, si tratta di una disciplina che dà grande valore all’utilizzo delle gambe, con predilezione per formule di attacco acrobatiche, calci saltati e girati. I colpi con gli arti superiori sono molto limitati, così come le leve. Si pratica su tatami. È disciplina olimpica dal 2000.


Per un approfondimento leggi l’articolo “Che cos’è il Taekwondo“.

Kickboxing/K1

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La kickboxing è una disciplina nata in Giappone come fusione tra il karate ed il pugilato, diffusa negli USA e poi in tutto il mondo. Se con il termine “kickboxer” si può genericamente intendere chiunque pratichi uno sport con calci e pugni, talvolta ginocchiate e proiezioni da in piedi, esistono specifici circuiti che prevedono regole specifiche. La “verakickboxing si pratica con una maglietta o a torso nudo (con corpetto per le donne, ovviamente), pantaloni lunghi e spesso protezioni per i piedi, guantoni. L’allenamento ed i match avvengono su ring o su tatami. Ne esistono numerose declinazioni (point fighting, light contact, full contact) con relativi regolamenti.

K1 è il nome di una promotion giapponese che si è posta l’obiettivo di fondere insieme discipline affini (karate full contact, muay thai, savate e via dicendo) sotto un unico regolamento per poter far affrontare su ring atleti di diversa estrazione. Eliminando alcune tipicità (come le gomitate della thai o i colpi con le scarpe della savate) ha consentito di aumentare enormemente la popolarità ed ha creato le prime “leggende del ring” di questo combat sport.


Per un approfondimento leggi l’articolo “Che cos’è la Kickboxing“.


Savate

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La savate, o “pugilato francese” è una disciplina affine alla kickboxing, che si effettua tipicamente sul ring vestiti con un abbigliamento tipico (una tuta intera) e delle scarpe apposite. Esistono due tipi di savate, quella definita “classica” e quella “romantica“, diverse per tipo di colpi portati e per le tecniche di difesa. Particolarità della savate sono i colpi portati anche con le scarpe, che la differenziano dalle altre discipline. Si tratta di una forma di combattimento molto elegante ed agile, nata nei porti di Marsiglia a fine 1800 (il termine “savate” significa infatti “ciabatta“, con riferimento alle ciabatte che i marinai francesi ed italiani portavano all’epoca).

Sanda

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Il sanda (Sanshou) è la parte “sportiva” del Kung Fu, che non va confuso con il sanda antico, molto differente dalla pratica sportiva moderna.


La maggior parte delle competizioni di sanda si svolge su una pedana rialzata chiamata leitai, con protezioni varie simili alla kickboxing (caschetto, conchiglia, guantoni, paradenti) e l’aggiunta del corpetto (simile a quello del taekwondo).

Durante gli incontri di sanda sono permessi i colpi di pugno, di calcio e le proiezioni a terra. Sono vietate le gomitate, le ginocchiate, le leve e gli strangolamenti. La vittoria è decretata quando l’avversario viene spinto o lanciato fuori dal tappeto con una delle tecniche ammesse. Il clinch è possibile solo per pochi secondi (tipicamente 3) ed è interrotto in caso di stallo.

In Cina vengono organizzati tornei chiamati Sanda Wang (Re del Sanda), che si tengono su un ring simile a quelli usati per il pugilato occidentale, dove i combattenti utilizzano solo guantoni e paradenti e possono usare, oltre ai pugni e ai calci, anche le ginocchiate. Alcuni di questi atleti di sanda partecipano anche ad altri tornei di combattimento tra cui il K-1 e lo Shoot Boxing, il cui regolamento è simile a quello del sanda.



Karate sportivo

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Il Karate sportivo si differenzia notevolmente dal karate tradizionale per la diversa attenzione alla parte marziale, filosofica e spirituale. Il karateka sportivo si prepara ad una competizione, evoluzione del kumite tradizionale, concentrandosi sulla preparazione atletica e sulle regole sportive. Gli incontri si tengono su tatami di 8x8m + 2m di superficie di sicurezza, vestendo il noto kimono, scalzi. Si può colpire con calci, pugni, ginocchiate e proiezioni da in piedi: sono vietate le leve, le gomitate, il clinch. Gli atleti si affrontano in 3 categorie di peso. Sono vietati i colpi troppo violenti e non è consentito ferire o mandare KO l’avversario. Esiste da relativamente poco tempo (2018) una versione full contact del Karate sportivo, chiamata Karate Combat, molto simile alla kickboxing, dove gli avversari si affrontano in una specie di fossa con guantini a metà tra quelli da MMA e quelli olimpici, con i soli pantaloni del tipico kimono.

Shoot Boxing

La shoot boxing è una disciplina da combattimento a contato pieno simile alla kickboxing ma con l’aggiunta di leve, proiezioni, gomitate e lotta in piedi dove sono consentite leve e submission.

MMA

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Le MMA sono la versione moderna del “Pankration” greco-romano, evoluzione del “Vale Tudo” brasiliano. Si tratta di una disciplina dove è possibile colpire con arti superiori ed inferiori, effettuare lotte, leve e proiezioni sia da in piedi che a terra. Fondamentalmente ogni praticante di MMA deve studiare tutte le altre discipline, quindi gli allenamenti prevederanno lo studio del pugilato, della lotta in piedi e a terra, dei calci, delle gomitate e via dicendo. Si pratica prevalentemente all’interno della tipica gabbia ottagonale.


Per un approfondimento leggi l’articolo “Che cosa sono le MMA“.


Pankration

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Il pankration moderno è il diretto discendente della disciplina da combattimento antica praticata nel bacino del Mediterraneo da Greci, Romani e Persiani: il Pancrazio. Si tratta di una forma di combattimento molto simile al Vale Tudo and MMA, che prevede calci, pugni, leve, proiezioni e lotta, sia in piedi che a terra. Si pratica generalmente su tatami. Esiste una forma più leggera, che riprende le tecniche antiche, praticata con una tipica divisa bianca e blu con decorazioni che richiamano il periodo ellenico ed una forma più sportiva che sostanzialmente si sovrappone alle MMA moderne.

Sambo

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Il Sambo è una disciplina di origine russa sviluppata a partire dal 1918 come metodo di lotta militare. Il nome deriva dalla traslitterazione del cirillico САМозащита Без Оружия, cioé “difesa personale non armata“. Si tratta di un metodo di combattimento molto simile alla MMA o al Pankration dove a seconda dei circuiti e delle regole si passa dal solo wrestling ad un misto lotta-kickboxing con aggiunta addirittura di gomitate (Kombat Sambo). Normalmente si pratica in pantaloncini corti con una giacca molto resistente (chiamata kurtka) e delle scarpette alte fino alla caviglia (Sambovki).



Judo

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Lo Judo è una disciplina sportiva creata da Jigoro Kano nel 1882. Si pratica su tatami vestiti con un particolare tipo di uniforme chiamata uwagi legata in vita da una cintura colorata che indica il grado del praticante. Nel Judo non sono consentiti pugni, ginocchiate o calci ma solo ed unicamente la lotta e le proiezioni, in piedi e a terra. È disciplina olimpica dal 1964.

Brazilian Jiu Jitsu

È una disciplina molto simile al grappling (o submission wrestling) nata in Brasile da praticanti esperti in varie discipline di lotta, principalmente Judo e Jujutsu. Viene praticata con la veste tipica (gi) e sena (no-gi) e lo scopo è sottomettere l’avversario tramite leve, proiezioni, chiavi articolari e strangolamenti. Le sessioni di sparring vengono chiamate rolling. Il Brazilian Jiu Jitsu costituisce sostanzialmente la parte di lotta delle MMA.


Perché iniziare a praticare uno sport da combattimento

Le discipline da combattimento di tipo sportivo sono una eccellente occasione per migliorare sé stessi fisicamente, psicologicamente ed interiormente. L’idea diffusa che i praticanti di uno sport da combattimento siano persone violente e che certe discipline siano solo per chi ama “le maniere fortinon può essere più sbagliata e lontana dalla realtà. Ricordiamoci che a fronte di una notizia sbattuta in prima pagina riguardante qualche personalità deviata che compie un reato e che casualmente era anche un pugile, o un praticante di MMA o di altra disciplina, esistono CENTINAIA DI MIGLIAIA, se non rasentiamo i MILIONI di praticanti di combat sport che incarnano fedelmente gli ideali di rispetto, sportività, amicizia e senso del dovere. La prima cosa da fare quindi è allontanarsi dai cliché (“se si picchiano sono rozzi, ignoranti e violenti“) ed accettare il fatto che si tratta di discipline che insegnano valori di livello altissimo, dalla notte dei tempi.


In una palestra si imparerà a convivere con altre persone, sviluppare un senso della competizione sano, imparare a riconsiderare i propri limiti fisici (ci si stupirà in positivo di quanto il dolore fisico e la stanchezza siano in gran parte condizionati dalla propria mente) migliorando la propria autostima e la sicurezza in sé stessi.

Inoltre vanno considerati tutti i normali benefici che una pratica sportiva completa come uno sport da combattimento può apportare se effettuata con regolarità and impegno: dal controllo del peso, al miglioramento della forma fisica, l’aumento dell’energia disponibile giornalmente, il miglioramento del tono dell’umore e via dicendo. Lo stile di vita sedentario (sia per bambini che per adulti) ci porta ad una riduzione delle nostre naturali attitudini psicofisiche e la pratica di uno sport da combattimento combatte questa tendenza migliorando la nostra reattività, l’attenzione e tutte quelle caratteristiche ancestrali che erano normalmente sviluppate fino a qualche decennio fa.


Quante volte bisogna allenarsi alla settimana

Per un amatore tre volte alla settimana sono sufficienti. Le discipline che richiedono un grande sforzo fisico nella lotta (clinch o grappling) possono far scendere a due gli allenamenti possibili per un dilettante per dar modo di recuperare. Gli allenamenti generalmente durano un’ora, un’ora e mezza e spesso le palestre offrono corsi a vari orari per venire incontro alle diverse esigenze (ad esempio, tra studenti e lavoratori). Gli atleti amatori più avanzati spesso partecipano alle sessioni di sparring o rolling con gli agonisti, normalmente in un giorno dedicato.


Un fighter agonista o professionista si allena normalmente tutti i giorni, spesso anche due volte al giorno (le famose “doppie“) alternando preparazione atletica, tecnica e sparring.

Il riposo è fondamentale, sia per agonisti che dilettanti, quindi almeno un giorno di pausa è obbligatorio per evitare il sovrallenamento e riprendersi dai traumi. Riposo, dieta ed allenamento sono parte dello stesso processo evolutivo dell’atleta.

Suggerimenti per chi vuole iniziare a praticare uno sport da combattimento

Innanzitutto andate a vedere la palestra: chiedete di poter assistere ad una lezione per vedere dal vivo come si svolge ed avere una prima idea di cosa vi aspetta. Magari girate più palestre per poter confrontare il modo di insegnare e l’ambiente che si respira.


Chiedete di poter fare una lezione di prova: di solito sono previste. Attenzione: non è facendo una lezione di prova che riuscirete a capire se la disciplina fa per voi o se è la palestra adatta. Serve molto più tempo per capirlo, fare amicizia con i compagni di corso, incastrare il nuovo impegno nell’agenda e capire se in definitiva si tratta di una strada praticabile per voi. Tuttavia per qualcuno può essere un metodo per toccare con mano la situazione e vedersi immersi nei panni del fighter. Vedere le cose dall’esterno e praticarle sono due cose completamente diverse.


Preparare la borsa per l’allenamento in palestra

Mettete in borsa numerose magliette, una bottiglia d’acqua (meglio se da 2 litri), ciabatte per la doccia, un asciugamano per il sudore ed il necessario per la doccia.

Non dimenticate il paradenti! Acquistatelo PRIMA di iniziare un corso, costa pochi euro e vi consente sin da subito di stare di fronte ad un’altra persona. Anche solo esercitarsi nelle tecniche può essere pericoloso senza paradenti (i denti costano!) e molti insegnanti vi proibiscono di farlo, quindi vi manderanno probabilmente di fronte ad uno specchio ad esercitarvi “a vuoto” se non lo avete.


Se volete praticare una disciplina come pugilato, kickboxing o boxe thailandese non dimenticate le fasce: anche qui è molto più sensato acquistarle preventivamente. Costano pochi euro e vi consentono di indossare i guantoni più saldamente, limitare i traumi alle mani e… assorbono la puzza! Non dimenticate di lavarle spesso!

Per quanto riguarda le protezioni, probabilmente non vi verrà chiesto di acquistarle alla prima lezione ma… alla seconda sì. È impossibile stare davanti ad un avversario senza protezioni, sia che si tratti dello studio di tecniche sia che si tratti di sparring. Seguite i consigli del vostro istruttore che potrebbe avere esigenze specifiche o anche convenzioni con case produttrici.

Indicativamente vi serviranno dei guantoni da azioni/sparring che saranno da 14 o 16 once e dei guantoni da sacco da 10 once per esercitarvi al sacco o ai colpitori. Fate attenzione che il pollice sia sempre coperto e legato al resto del guantone, onde evitare traumi. Evitate guantoni con pollice scoperto e non legato. Ovviamente se volete praticare MMA vi serviranno i guantini appositi con le dita libere.



Potrete utilizzare in un primo momento dei paratibie a calza (che hanno una protezione leggera di spugna sulla tibia), ma probabilmente vi verrà chiesto man mano che il vostro livello si alza di utilizzare dei paratibie più spessi, per proteggere sia voi che gli altri.

Ginocchiere e gomitiere sono fortemente consigliate, nelle rispettive discipline (chiaramente non vi servono a nulla nel pugilato).

Per il caschetto potete sicuramente aspettare (non inizierete certo a fare sparring alla vostra prima lezione) ma se avete esigenze particolari (volete evitare di segnarvi un occhio, cosa che può capitare, o avere traumi al naso, magari perché non potete presentarvi al lavoro con un occhio nero) potete puntare su caschi con protezione molto spessa o con la barra davanti al naso. Anche quelli con la grata (di metallo o di plastica) sono ottimi per evitare traumi pesanti, ma sappiate che non vi muoverete liberamente, non respirerete bene e farete una grande fatica a vedere i colpi, quindi… ponderatene bene l’acquisto. Se potete, prendetene uno bello resistente e protetto, con parazigomi, che vi lasci liberi il naso e la visuale. Nel caso della Muay Thai, più avanti avrete bisogno di caschetti coperti nella parte superiore (per le gomitate) ma si tratta di una necessità per atleti di livello più avanzato. Spesso i thai fanno uno sparring leggero senza protezioni per allenare l’occhio e condizionarsi ai colpi ma in quasi tutte le discipline è caldamente suggerito l’utilizzo di caschetto e protezioni varie.


Per la boxe, il sambo e la savate saranno importanti, quando non indispensabili, le apposite scarpette (molto diverse tra le varie discipline): anche qui ci sentiamo di consigliare di aspettare, perché ogni palestra potrebbe avere convenzioni ed indicazioni differenti.

Altre tipologie di protezioni come i corpetti del taekwondo saranno indispensabili solo ad uno stadio più avanzato rispetto ai primi giorni di allenamento. Probabilmente la palestra potrà prestarvi per le prime volte alcune protezioni per permettervi di praticare lo sport in tutta sicurezza, anche se oggi le regole anti COVID lo sconsigliano fortemente.


Per le donne è assolutamente consigliabile l’acquisto preventivo del paraseno: è scomodo, certo, ma previene da traumi che oltre ad essere molto dolorosi possono anche essere pericolosi. I maschi usano la conchiglia SEMPRE per gli stessi motivi.


Vestitevi sportivi e leggeri (al 99% vi basterà restare in maglietta e pantaloncini), il movimento vi scalderà: tuttavia in inverno non dimenticate una felpa leggera per coprirvi non appena finite di allenarvi prima di andare a farvi una doccia, per evitare contratture. In quasi tutte le discipline è conveniente presentarsi in pantaloncini corti: i pantaloni lunghi possono impicciare nei movimenti (sì, anche nel pugilato). Alcune discipline prevedono l’utilizzo di un abbigliamento tipico (kimono, dobok, gi, uwagi): nessuno ve lo chiederà il primo giorno, ma se vorrete continuare dovrete acquistarlo.

Presumibilmente vi allenerete a piedi nudi, quindi suggeriamo di tenere le unghie corte (requisito INDISPENSABILE quando farete sparring). Le unghie vanno tenute abbastanza corte anche nelle mani, per evitare di distruggere i guantoni dall’interno (nel caso di discipline a mani coperte): nel caso dell’MMA e spesso anche nella Thai viene giustamente richiesto di tagliarle cortissime per evitare di ferire i compagni di corso durante l’allenamento.

Gli occhiali sono assolutamente vietati quindi portatevi dietro la custodia (non volete lasciarli sparsi per la palestra rischiando di romperli). Le lenti a contatto sono ammesse ma calcolate l’alta possibilità di perderle per un colpo agli occhi, quindi magari portatevene qualcuna di ricambio e portatevi dietro il liquido.



FAQ (Domande frequenti)

È vero che quando inizi a fare boxe ti rompono il naso preventivamente?

FALSO – Assolutamente no. È una vecchia diceria messa in giro per rendere più “temibile” l’ambiente delle palestre di sport da combattimento, quasi fosse una sorta di rito iniziatico. Rompere preventivamente una parte del corpo non serve a niente se non a renderlo casomai più fragile. Non ha senso e nessun insegnante degno di nota si permette di effettuare una simile violenza su nessun allievo.

Ma è vero che comunque prima o poi ti romperai il naso?

FALSO – No, non necessariamente. Esistono fighter di livello mondiale, così come amatori che praticano da decenni, che non hanno mai rotto il naso. Possono capitare botte, più o meno forti, che possono storcere la cartilagine: ma la percentuale di nasi rotti nelle palestre rasenta l’1%, forse meno. Chiaramente un agonista alza di molto le possibilità che succeda ma si tratta sempre di percentuali di probabilità relativamente basse.


Quindi non mi farò mai male in palestra?

FALSO – Come in tutti gli sport i traumi sono sempre dietro l’angolo e quando lo scopo della disciplina è combattere contro un avversario, beh, è molto facile che possa succedere qualcosa. Tuttavia i tipi di traumi più comuni sono molto diversi da quelli che uno può pensare. Per darvi un’idea, è molto facile che:


  • si insacchi il dito alluce correndo o saltellando sul tatami. E, sì, potreste rompervelo. E anche se si risolve alla svelta, non è piacevole.
  • si parta in contemporanea per una ginocchiata scontrando le rotule a mezz’aria. Avere la stessa idea non è sempre una buona cosa.
  • si crini (o anche rompa) una costola perché si respira mentre si prende un calcio al torace. Bisogna indicativamente sempre espirare quando si riceve un colpo.

Vi basti sapere che il numero di traumi curati regolarmente dai vari specialisti è incredibilmente più basso nel caso di discipline da combattimento rispetto ad altri sport come il rugby, il calcio o il basket.


Se pratico uno sport da combattimento sarò in grado di difendermi per la strada?

DIPENDEToglietevi dalla testa i film di Hollywood. La strada non ha un ring, non ha un arbitro, non ha un punteggio, non ha regole, non ha tecnicaround da 3 minuti. E non prevede classi di peso, livelli, cinture. A parte la Legge (che viene applicata IN SEGUITO, ricordiamo), nessuno vieta al momento di un’aggressione di sfruttare un vantaggio a suo favore (anzi): più persone contro uno, oppure una differenza di stazza, un’arma bianca o addirittura da fuoco o peggio, una unione di tutti questi aspetti. Non c’è nessuno all’angolo, nessuno che dica “stop“: ci sono i vestiti, non si combatte in pantaloncini, non ci sono protezioni, non si è su un tatami ed in una palestra illuminata e ci sono altri aspetti ancora più importanti come l’effetto sorpresa, la paura e via dicendo. Se si finisce a terra c’è il cemento, l’asfalto o magari uno spigolo.

Quindi NO: in palestra non ci andate, anche solo tralasciando l’aspetto etico, per imparare a difendervi da una aggressione sulle scale della metropolitana. Chiaramente più andate avanti nella pratica e più avrete la possibilità di essere un cattivo partito per un possibile aggressore: una testa calda che volesse aggredire un pugile, anche amatore, in buona forma e con una pratica alle spalle anche solo di qualche anno, capirebbe presto di aver “scelto male la sua preda“. La prima volta che farete sparring e prenderete un bel diretto in viso vi accorgerete che… non è così tragico come pensavate.



Ovviamente dipende dalla situazione, qui si generalizza: ma la vostra capacità di non rimanere bloccati dalla paura se qualcuno vi aggredisce potrebbe fare la differenza tra una via d’uscita che vi salva la vita o il soccombere (qualsiasi cosa voglia dire). Imparerete a subire colpi e poi reagire (e magari fuggire, che di solito è sensato), cosa che spesso gli aggressori non si aspettano. Inoltre è innegabile che più andrete avanti con la pratica più riuscirete ad essere sicuri di voi stessi, forti delle vostre capacità. Ma per favore, scordatevi di disarmare aggressori armati di coltello o di stendere un gruppo di balordi in metropolitana con calci volanti: rischiate solo una doccia fredda di realtà. Se invece la domanda è: avrò meno paura di essere bullizzato o picchiata da mio marito? Con ogni probabilità, . Ma sono problemi che hanno altri tipi di risoluzione (legale, in primis), e spesso la reazione fisica può fare più danni del previsto. Quindi ripetiamo insieme: si fa uno sport da combattimento per fare uno sport. Da combattimento. Ma uno sport.

Posso iniziare a fare uno sport da combattimento a 30, 40, 50 anni?

La risposta è sempre “sì”, ma bisogna fare chiarezza su alcuni punti. Sicuramente se iniziate a 40 o 50 anni vi potete scordare, salvo casi eccezionali, di diventare un agonista.

In qualche raro caso sarà possibile gareggiare, togliersi lo sfizio di testare le proprie capacità in qualche incontro, ma è improbabile che aspiriate a combattere regolarmente o addirittura mirare ad un titolo.


Per quanto l’età oggi si sia alzata considerevolmente e ci siano un sacco di atleti quarantenni sul tetto del mondo è importante sottolineare che si tratta di fighter sulla scena da DECENNI. Saenchai ha 41 anni al momento della scrittura di questo articolo ed è ancora al top della sua forma ma ha iniziato a combattere ad 8 anni e non ha mai smesso!

Se invece il vostro scopo è integrare lo sport da combattimento nella vostra pratica sportiva o perché semplicemente vi piace, il problema non si pone, fermi restanti i vincoli imposti da madre natura. Scordatevi di recuperare come un ventenne, di avere i suoi riflessi, la sua mobilità e preparatevi a tempi più lunghi di pausa in caso di infortunio.

Se iniziate a trent’anni e vi allenate duramente non è escluso nemmeno che possiate diventare buoni sparring partner per atleti che iniziano la carriera professionistica: ne prenderete un sacco, ma vi divertirete, li aiuterete a preparare i match e sarete soddisfatti. Basta che ad un certo punto comprendiate i limiti del corpo umano e non pretendiate di fare sparring pesante a 40, 50 anni con professionisti di 20 come se foste al loro stesso livello, perché capireste a vostre spese le leggi del tempo tiranno.


Speriamo con questo articolo di aver fatto chiarezza sui vostri dubbi: vi suggeriamo caldamente, qualora abbiate altre domande, di porle nella grande Community di Kombatnet dove avrete modo di entrare in contatto con insegnanti, atleti, professionisti del settore che saranno lieti di rispondervi.

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Pygmachia - Il pugilato nella Grecia Antica - Kombatnet Wiki

Pygmachia - Il pugilato dell'Antica Grecia

Articolo riveduto e corretto grazie a Sirio Altomare, Referente Commissione Storica dell'APS Simmachia Ellenon - www.simmachia.eu Il pugilato dell'Antica Grecia, chiamato Pygmachia (in greco πυγμαχία, "combattimento con i pugni") risale almeno all'ottavo secolo prima di Cristo, stando quanto scritto nell'Iliade di Omero, ed era praticato in numerosi contesti sociali in varie città stato della Grecia. Molti reperti esistenti al riguardo sono frammentari o frutto di leggende, rendendone difficile così la ricostruzione delle regole, dei costumi e della storia nel dettaglio. Tuttavia è certo che degli incontri sportivi e delle esibizioni dove due combattenti si affrontavano a mani bendate erano parte della cultura atletica dell'Antica Grecia per tutto il periodo classico. Leggi tutto l'articolo...
ring da combattimento boxe boxing kickboxing savate muay thai thai boxe - Kombatnet Wiki

Ring da combattimento

Il ring da combattimento, chiamato normalmente ring da pugilato, ring da boxe o semplicemente "quadrato" è lo spazio dove avviene un match sportivo di discipline da combattimento a contatto pieno o leggero come pugilato, kickboxing, muay thai, savate. Il termine "ring" viene dala passato quando i match si tenevano su un'area grezzamente delimitata da un cerchio disegnato a terra. La parola "ring" continuò ad essere usata con le London Prize Ring Rules nel 1743, questa volta utilizzandola per indicare un piccolo cerchio all'interno dello spazio da combattimento dove i pugili si incontravano all'inizio di ogni round. Leggi tutto l'articolo...
Rocky Marciano boxe boxing champion legend - Kombatnet Wiki

Rocky Marciano

Rocco Francis Marchegiano, meglio conosciuto come Rocky Marciano è stato un pugile americano professionista che ha combattuto dal 1947 al 1955, detentore del titolo dei pesi massimi dal 1952 al 1956 e considerato unanimemente uno dei più grandi pugili della storia e da qualcuno addirittura il più grande pugile mai esistito. Leggi tutto l'articolo...