STIMOLO E RISPOSTA

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STIMOLO E RISPOSTA

Oggi parliamo di fibre nervose afferenti e fibre nervose efferenti. Cosa significa?


Le fibre nervose afferenti (o fibre sensitive) sono gli STIMOLI esterni che giungono agli organi di senso (rappresentano il 40% delle fibre nervose) mentre le fibre nervose efferenti (o fibre motorie) sono le RIPOSTE conseguenti a tali stimoli (60% delle fibre nervose).

Tutti passano ore e ore a potenziare scheletro e massa, ad aumentare il fiato, a migliorare l’esecuzione della loro tecnica; in pratica tutti si occupano di migliorare la qualità e la quantità della RISPOSTA (che rappresenta come abbiamo detto il 60% delle fibre che innervano il muscolo) e in pochi si occupano di migliorare quello che accade “prima” che il colpo parta, ovvero degli organi di senso, della rapidità della trasduzione tra i nostri organi di senso e il mondo esterno…



Facciamo un esempio pratico “Se la mia velocità pura sui 100 metri è 38 km/h e quella del mio avversario è di 37,5 km/h chi vincerà la gara?”

Apparentemente chi percorre 38 km/h è più rapido di chi percorre 37,5 km/h, ma non stiamo considerando la rapidità tra la percezione del suono (colpo di pistola) e la risposta fisica del muscolo ai blocchi di partenza. Se la mia risposta è di 3 decimi di secondo e quella del mio avversario di solo 1 decimo di secondo quasi certamente perderò la gara!


Chi fa sport di velocità sa bene l’importanza del lavoro ai blocchi di partenza e dedica molto tempo ad “affinare” questa abilità.
Se nei 100 mt l’unico stimolo esterno presente (per semplificare) è il suono dello starter immaginiamoci quanti stimoli possono essere presenti in uno SDC!!



Questo è il motivo per cui il maestro ha spesso la meglio sui suoi allievi e fighter anche più tecnici ed allenti di lui; lui ha più esperienza, ovvero comprende a livello sensoriale molti più stimoli ed è in grado di “leggerli” con una velocità maggiore dei suoi allievi.


Per parlare di alcuni stimoli sensoriali, pensiamo solo a quanti e quali sono i micro-movimenti (MM) avversari: MM del volto (contrazioni e dilatazioni della pupilla, della mascella, …), MM del busto e delle spalle (accenni di movimento o tensioni), MM delle gambe, MM della cassa toracica (inspirazione-espirazione prima di sferrare un colpo, …), ecc…

Quanto tempo dedichiamo a queste letture? Lasciamo tutto al caso o all’esperienza “grezza” (non affinata) del nostro fighter?
Insieme alla Meditazione e il Flow, il lavoro sulle fibre sensitive rappresenta un mondo poco esplorato che può portare a dei miglioramenti esponenziali!


A presto

Autore: Yari Ashigaru K1 Filippo Esposto

1974 – Nino Righini fonda il Centro Studi Karate Moderno (CSKM)
1995 – Nino Righini fonda lo Yari Ashigaru (Yari – lancia utilizzata dai Samurai, Ashigaru – piede leggero). Questo nuovo metodo di insegnamento è basato su tecniche più dinamiche e sull’introduzione dello Yoga come parte integrante dell’allenamento.
2010 – Dopo circa 10 anni di insegnamento Filippo Esposto continua il progetto Yari Ashigaru aggiungendo i sui studi sulla respirazione, sulla psicologia sportiva applicata -Flow, Mindfullness, Visualizzazioni- e si concentra sullo stile K1.

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