PERCHE’ UN FIGHTER NON PUO’ ALLENARSI COME UN POWERLIFTER

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PERCHE’ UN FIGHTER NON PUO’ ALLENARSI COME UN POWERLIFTER

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Chiariamo prima di tutto una cosa, chi è il powerlifter e cosa si pratica nel powerlifting?

In parole molto brevi e semplici, Il Powerlifting è quello sport il cui obiettivo è sollevare il maggior peso possibile in tre alzate fondamentali:


– BACK SQUAT: Piegamento sulle gambe con bilanciere – BENCH PRESS: Distensione su panca con bilanciere – DEADLIFT: Stacco da Terra con bilanciere

Avendo questo fine, il praticante (powerlifter) solleva un enorme mole di peso in ogni singolo allenamento.

Premesso ciò, perché un Fighter, che sia uno STRIKER o un Grappler, non può allenarsi come un powerlifter?


La motivazione principale sta nel fatto che, avendo finalità totalmente diverse (sollevare peso vs. vincere il combattimento), vi sono tempistiche di allenamento totalmente diverse nell’utilizzo dei pesi.

Quest’ultimi, quando vengono inseriti nelle programmazioni di allenamento di un Fighter, non occupano quasi mai più di 1 o 2 sessioni d’allenamento settimanali, avendo come fine ultimo quello di prevenire gli infortuni e di fare da supplemento al focus principale della disciplina, ovvero l’allenamento tecnico e tattico.

Mentre il Powerlifter si allena solo con i pesi in ogni singola seduta.


Vi è un’altra differenza molto importante che spesso non viene considerata: Il powerlifting è uno sport esclusivamente bilaterale ovvero si lavora in maniera simmetrica (entrambi i lati del corpo lavorano in sincronia e simmetricamente), mentre un qualsiasi sport da combattimento è unilaterale, quindi totalmente all’opposto rispetto al powerlifting.

Cosa fare quindi?

Personalmente sono propenso ad inserire nelle sessioni di allenamento di forza, oltre alle alzate fondamentali, varianti delle stesse con componente unilaterale (Stacco monopodalico, Distensioni su panca con manubri, Split Squat, Affondi in camminata ecc.).


Eseguire questi esercizi in aggiunta alle sessioni di forza forniscono un miglioramento della componente “BALANCE” (bilanciamento) e della coordinazione delle catene muscolari crociate.

Questi esercizi unilaterali sono molto specifici ai combat sport in genere. Pensa un attimo alle tue tecniche di combattimento. La maggior parte (se non tutte) sono asimmetriche, tu colpisci con un lato del corpo per volta. Inoltre possono evitare l’insorgenza di infortuni, ti faccio alcuni esempi:

– La tua schiena è una struttura molto forte e resiliente, ma anche le strutture più forti hanno i propri limiti.


Mettere grosse quantità di peso sulle spalle nell’eseguire un back squat ad esempio, se non bene eseguito – la maggior parte dei fighter non ha la stessa tecnica impeccabile di un powerlifter – può comportare grossi stress nella bassa schiena, compromettendo possibilmente la performance.

Lavorare sulla fascia addominale ed inserendo degli split squat, costringi la tua schiena a diventare più stabile e pronta a sostenere le sollecitazioni.

– Le spalle, soprattutto negli Striker, sono soggette a grosse sollecitazioni dovute alla continua esecuzione di colpi. Eseguire un distensione su panca con manubri, dei push up asimmetrici o in camminata o anche dei balance press – spinta verso l’alto di un attrezzo instabile – costringe la tua spalla a fare dei continui microaggiustamenti di stabilizzazione, con conseguente rinforzo dei legamenti che vi si inseriscono e maggior stabilità e controllo della spalla.


Al prossimo post

PER ASPERA AD ASTRA Graziano

PS: da questo post ricordati semplicemente questi concetti:


Gli esercizi di powerlifting NON sono l’unico modo di incrementare la propria forza

Gli esercizi di forza unilaterale, associati alle alzate fondamentali, sono più specifici per gli sport unilaterali – come quelli da combattimento – per incrementare le proprie Performance.

Autore: Graziano Sciuto

Mi chiamo Graziano Sciuto e mi occupo di preparazione atletica per Sport da Combattimento.

Mi occupo della creazione di programmazioni d’allenamento specifiche e cucite su misura al fighter che dovrà essere al top il giorno dell’incontro, rendendo più facile e veloce l’ottenimento di maggior forza, esplositività e resistenza rispetto ai classici allenamenti che si fanno durante un allenamento di gruppo.

A differenza del 97% degli istruttori di sport da combattimento che altro non sono che ex atleti con venti anni di esperienza sul ring, ma zero conoscenze in ambito di preparazione atletica specifica, io sono tuttora un fighter agonista che si è laureato in Scienze Motorie, continua a studiare mezzi e metodi d’allenamento specifici per gli SdC e soprattutto testa ed applica da oltre 10 anni
su sé stesso i protocolli d’allenamento più adatti.

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