MINDFULNESS

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Oggi parliamo di Mindfulness, ovvero dello stare (testa-corpo-emozioni e cuore) completamente sul momento presente!

La consapevolezza del qui ed ora… il tempo presente non risulta più schiacciato tra le due colonne del passato e del futuro, ma si riappropria del suo tempo, ovvero dell’unico tempo “reale” in cui tutto accade e si manifesta.


Senza dilungarmi troppo (per chi fosse interessato magari possiamo riproporre l’argomento scendendo nei particolari) possiamo affermare che uno stato stato di salute è tanto maggiore quando la nostra capacità di vivere il momento presente; uno stato mentale sbilanciato troppo in avanti, verso il futuro, produrrà quasi certamente ansia e nei casi più gravi attacchi di panico (il corpo sarà prevalentemente accelerato con pressione alta, ipertiroidismo, battiti accelerati, i pensieri saranno saranno maggiori, sempre più complessi da gestire, …), mentre uno stato mentale sbilanciato troppo indietro, verso il passato, produrrà sintomi depressivi, umore basso (il corpo sarà lento, gonfio, poco tonico, si tenderà all’ipotiroidismo, i pensieri saranno spesso uguali e produrranno dei loop nella nostra mente).

Fatta questa premessa (molto generica, ma necessaria), possiamo quindi comprendere che lo sbilanciamento è sempre generale, coinvolgendo quindi testa-corpo-emozioni.

Come può un atleta (e a maggior ragione un coach!) non tenere conto di queste implicazioni? Come si può pensare che la mancanza di fiato (per esempio) possa essere risolta solo allenandosi più duramente in palestra e non facendo delle sedute di visualizzazioni o di respirazioni addominali? Come mai in palestra facciamo 12 riprese al sacco e in gara siamo già senza fiato dopo appena 2 o 3 minuti?


Per concludere invito tutti a provare questi metodi corporei per alcune sedute (direi almeno dieci) e poi “sentire” cosa è cambiato!

Purtroppo è difficile trovare il “Mental Coach” giusto perché 1) non è detto che una persona laureata in psicologia e specializzata in terapie corporee sia affidabile al 100% (figuriamoci poi se non è laureata) 2) la relazione “a pelle” è più importante di qualunque competenza (un po’ come lo è il maestro in palestra) 3) spesso il Mental Coach crea una dipendenza nella relazione con l’atleta e questo impedisce al coach di comprendere le dinamiche mentali del proprio atleta (ho visto Mental Coach spostare il maestro all’angolo per parlare con l’atleta e questa mi sembra un’invasione di ruoli quantomeno inopportuna).

Alla prossima


Autore: Yari Ashigaru K1 Filippo Esposto

1974 – Nino Righini fonda il Centro Studi Karate Moderno (CSKM)
1995 – Nino Righini fonda lo Yari Ashigaru (Yari – lancia utilizzata dai Samurai, Ashigaru – piede leggero). Questo nuovo metodo di insegnamento è basato su tecniche più dinamiche e sull’introduzione dello Yoga come parte integrante dell’allenamento.
2010 – Dopo circa 10 anni di insegnamento Filippo Esposto continua il progetto Yari Ashigaru aggiungendo i sui studi sulla respirazione, sulla psicologia sportiva applicata -Flow, Mindfullness, Visualizzazioni- e si concentra sullo stile K1.

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