Intervista a Roberto Gallo Cassarino

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Intervista a Roberto Gallo Cassarino

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Ciao Roberto, grazie per la tua disponibilità! Partiamo dagli eventi recenti: tuo figlio Mathias Gallo Cassarino è stato nominato “Fighter of the Year” da Muay Thai Magazine! Un’altra vittoria, seppure non sul ring: che cosa pensi di questo riconoscimento?

Grazie a Voi! Sì, ‘Muay Thai Magazine’ ha montato su un teatrino con buone intenzioni che poi è finito in ‘novelas’, ma lasciamo stare. Prima di loro già Fighting Zone Italia aveva assegnato senza indugio il titolo di Kick Boxer dell’anno a Giorgio Petrosyan e di Nak Muay dell’anno a Mathias. Inoltre aveva anche scelto come match dell’anno Mathias Gallo Cassarino vs Inseethong (Campione di Thailandia in carica), dichiarando “ho iniziato a vederlo comodamente seduto sul divano e ho finito sbraitando in piedi davanti alla tv. Vuol dire che è stato speciale e qualcosa mi ha lasciato”.



Questo per dire che in queste discipline quello che poi veramente resta sono le emozioni che i match offrono, a prescindere dal risultato. Ho detto più volte che 30 anni fa ero incollato alla TV a vedere Ramon Dekkers e poi me lo rivedevo per N volte sui DVD. Dekkers fu il primo ‘farang’ (straniero di etnia caucasica) a battere un campione del Lumpinee e ad essere di casa sempre al Lumpinee. Anche se perse moltissimi match qui in Thailandia i suoi video restano i più emozionanti anche adesso. 

Sul ring si sale per vincere e questo è sacrosanto. Tuttavia io dai miei ragazzi pretendo solo che diano il massimo per fare una buona performance agonistica e dare spettacolo, cioè regalare emozioni al pubblico pagante!


Essere sul web oggi è importante ed essere “social” è praticamente fondamentale, con i suoi lati sia positivi che negativi. Come vivete voi alla 7 Muay Thai Gym la rivoluzione social in atto?

Bene, credo. Io però mi occupo di far arrivare i ragazzi preparati sul ring. Uso molto i social ma li uso come so fare e in generale i social per i vecchietti come me sono una cosa complicata da capire. Certamente oggi un Nak Muay deve essere presente e attivo su social come sul ring. La cosa strana è che ci sono atleti sconosciuti sui social e molto forti e altri supervalutati sui social e magari poi mediocri. E’ una realtà con cui bisogna convivere e cavalcare!

Noi di Kombatnet stiamo cercando di costruire un social network sulla misura dei fighter, dedicato a loro ed al loro mondo. Hai dei suggerimenti da darci al riguardo? 


L’idea è interessante! Oggi sui social aperti a tutti, spesso si intavolano discussioni costruttive o anche critiche ma comunque che offrono spunti costruttivi per coach, atleti e appassionati. Spesso finiscono per essere invase da commenti di persone che, anche se in buona fede, non hanno la minima idea dell’argomento sul quale stanno commentando e quindi fanno scappare poi tutti gli altri. Un social con un target preciso potrebbe diventare un’isola felice dove atleti, promoters, coach ecc. si incontrano e magari chi vuole ampliare le sue conoscenze e promuovere il suo team o se stesso come atleta può farlo sapendo che in quel social trova il suo mercato di riferimento. Certo per ora siete molto lontani, ma d’altronde tutte le grandi imprese iniziano con un primo passo.


Stiamo per lanciare nuove funzionalità su Kombatnet, tra le quali ci sarà anche un archivio atleti consultabile per card, score e via dicendo. Che ne pensi? 

Ottima idea, ma molto difficile da tenere aggiornata. Esiste per il pugilato il BoxRec che è sempre aggiornato, ma per la Kick Boxing e la Muay Thai la vedo un impresa molto difficile. Se riuscite però sarà un grande successo!


Mathias è tuo erede non solo legalmente ed anagraficamente ma anche come atleta: sei stato campione Italiano di Full Contact e di Savate. Come sei approdato alla Muay Thai?

Ma noi dai, io sono stato ‘niente’ in confronto a quello che ha fatto Mathias, LOL!

Sono arrivato in Thailandia per vacanza a 20 anni e ho provato la Muay Thai, non mi è piaciuta per niente. Non capivo come mai si abbracciavano e tiravano su le ginocchia, LOL!



Poi un mio compagno di allenamento, Nello Gatta, tornò da diversi mesi in un camp in Thailandia e mi portò la sua esperienza, capìi che non avevo capito un c….o e iniziai a cercare di capire e me ne innamorai.

Hai conosciuto, ti sei allenato e confrontato con importanti atleti da tutto il mondo: da Michelina Giagnotti a Buakaw. Quali tra loro hanno lasciato il segno nella tua memoria e nelle tue esperienze? 

Pensandoci ho imparato moltissimo nel ostinarmi a trovare la strada migliore per far crescere Mathias, Ginga e tantissimi altri ragazzi che ho aiutato a realizzare i propri sogni! 



Ho iniziato con il Viet Vo Dao a 14 anni e il mio primo Maestro Nguyen Tan Chin è la persona che più ricordo: da lui ho imparato l’auto disciplina negli allenamenti e a prendere sul serio ogni cosa che ti viene insegnata, anche la più banale.

Il Maestro Pio Alfonso Sgarro da cui ho imparato a non prendermi mai troppo sul serio e poi sì, pensandoci, il fatto di essermi allenato con Buakaw, ai tempi del Por Pramuk, è stato importante per capire come una super star Tailandese conduca pressappoco la stessa vita di un qualsiasi Nak Muay. Vengono tanti Maestri in Thailandia e chi viene al 7 Muay Thai Gym è perché ha la mente aperta ed è determinato a migliorarsi. Se conosci la storia di Michelina, sai che ti insegna a non mollare mai!  Tutti i Nak Muay e i Trainers Tailandesi con cui mi sono allenato hanno lasciato un segno ed è con l’insieme di questi segni, uniti allo studio e ad una mia innata creatività e voglia di perfezionismo che ho creato il metodo di allenamento del 7 Muay Thai gym. 


La decisione di andare a vivere in Thailandia ha sicuramente avuto delle ripercussioni importanti sulla tua vita e quella di Mathias sul piano sociale e su quello marziale. Per tutti “il problema è la scelta”: raccontaci quello che vi ha spinto a prendere una decisione così importante.


Ho 55 anni e sono venuto in Thailandia la prima volta a 20 anni. Mathias ha iniziato per gioco a combattere di Muay Thai a 6 anni al tempio e poi a 12 anni seriamente in uno stadio 5×3. 

Avevo delle attività imprenditoriali che conducevo con grande successo di carriera ed economico. Avevo raggiunto tutti i miei obiettivi escluso quello di andare in pensione a 40 anni. Fu un’ottima scusa per me per trasferirmi al caldo con tutta la famiglia. 


Il vostro camp “7 Muay Thai Gym” è uno dei più importanti a livello internazionale ed ha “sfornato” talenti e campioni per anni. Che cosa caratterizza il vostro lavoro e la vostra attitudine allo studio della Muay Thai?


Siamo un camp dell’era moderna della Muay Thai e onestamente credo che la nomina che ci siamo conquistati è forse superiore a quella che ci meritiamo. La Muay Thai è cambiata molto negli ultimi 10 anni qui in Thailandia e molti camp storici si sono un po’ crogiolati sugli allori, noi siamo affamati e pieni di entusiasmo e abbiamo unito le conoscenze occidentali moderne all’allenamento dei top fighters Tailandesi. Abbiamo creato sinergie eccellenti, ad esempio per la parte pugilato applicata alla Muay Thai, con il Maestro Alessandro Grifa che trascorre da noi 3-4 mesi all’anno. Il 7MT è un camp di Muay Thai Tailandese tradizionalissimo, tuttavia il confronto continuo esperti del calibro della Dr.ssa Gladys Bounous per la parte motivazionale e del  Professor Cimadoro, docente di ‘Strength and Conditioning Science’ all’Università St Mary di Londra, ci consentono di avere anche sempre un parere scientifico oltre che di sperimentare nuovi metodi di potenziamento ad esempio. Tutto questo sempre finalizzato poi ad una verifica di effettiva valenza sui migliori ring di Bangkok, come Lumpinee ad esempio dove ormai siamo di casa.


Cosa consigli a un ragazzo che desidera diventare qualcuno nella Muay Thai oggi? 

Per la Muay Thai vera è propria, il passaggio per la Thailandia è a mio avviso sempre più indispensabile. In Europa si finisce al 90% per fare poi Kick Boxing, chiamatelo K1 rules o Fight code rule, ma per noi in Thailandia ciò che non è Muay Thai full rules è KB! Non dico che debbano venire da noi, ci sono tanti camp ottimi. Quello che dico è che ormai sono troppi gli stranieri che vengono qui e sono pochi quelli seri, per cui i Thailandesi trattano tutti con superficialità e piuttosto che insegnare preferiscono dirti che sei bravo e incassare soldi da te con grandi sorrisi. 


Ho un canale youtube dove faccio video per dare consigli in merito a questo argomento:

https://www.youtube.com/c/RobertoGalloCassarino7MuayThai


Come concili l’attività imprenditoriale con quella sportiva? Ti alleni ancora? Fai ancora sparring?



Non seguo la parte imprenditoriale né del camp né della mia azienda in Italia. Ci sono persone che lo fanno per me e lo fanno egregiamente. Sì, mi alleno per non mettere su troppa pancia e perché mi piace. Raramente, perché ormai sono tutto rotto e acciaccato. Però se capita qualcosina faccio ancora anche in sparring , prendo botte, LOL!

Prossimi progetti ed iniziative?  

Sono in pensione, come ti ho detto! Il 7 Muay Thai Gym sta creando una nuova sinergia importante e lanciando nuovi talenti. Seguiteci e vedrete! 


Grazie ancora Roberto per la tua disponibilità! Ci leggiamo su Kombatnet! 

Grazie a Te e chok dee per il successo di Kombatnet!





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