Paradenti personalizzati Bad Wolf

Cerchiamo di capirne qualcosa di più in merito alla sicurezza della nostra quando parliamo di arti marziali e sport da combattimento. Come ben sai ho già scritto diverse guide per darti dei consigli sui paradenti sportivi e cercare di darti delle informazioni di base per aiutarti a capire a cosa serve, come si usa e come fare a sceglierne uno. Oggi invece ho deciso, giustamente di approfondire questi concetti andando a scambiare quattro chiacchiere con uno dei principali professionisti del settore sul territorio italiano. Ho intervistato, l’ odontotecnico Rossano Pusineri, titolare del laboratorio Errepi Lab e insieme a lui ho scoperto qualcosa in più riguardo al suo lavoro e ai paradenti personalizzati Bad Wolf.


Siamo andati un po per punti, per capire i concetti fondamentali di questo argomento e cercare di sensibilizzare sul concetto della sicurezza. Il fatto di allenarsi con le protezioni adatte, sicuramente influisce, sia a breve che a lungo termine, sulla salute di ogni singolo atleta, a prescindere dal livello agonistico o dal tipo di sport praticato.

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Reazione psicofisica alla paura

Ecco cosa accade al tuo corpo in una situazione di pericolo


Iniziamo con il dire che siamo sempre nell’ambito della difesa personale,  e in questo articolo vorrei andare a parlarti di quello che succede al tuo corpo nel momento in cui ti senti in pericolo. Sembra incredibile come il cervello reagisca a tale situazione e quali meccanismi si mettono in moto nel momento in cui, il nostro istinto di sopravvivenza si accende improvvisamente. Tante volte sentiamo dei racconti di persone che hanno subito dei traumi e non riusciamo a comprendere perché non si ricordini nulla, nemmeno un dettaglio oppure di come sia possibile che non siano stati in grado di reagire. Quello che sto per dirti, vale per tutti, chi più e chi meno, abbiamo tutti questo genere di reazione alla paura, poi l’esperienza e l’allenamento, ci aiutano a gestirla meglio e alle volte anche a trarne vantaggio.

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Intervista a Gabriele Caglio di Fight Town Store

Intervista a Gabriele Caglio di Fight Town Store

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Buongiorno Gabriele, grazie mille per la tua disponibilità!

Buongiorno a te e a tutti i lettori. Grazie a voi dell’invito e dell’opportunità che ci state dando.


Fight Town Store è uno dei più importanti store online di attrezzature ed abbigliamento per arti marziali e sport da combattimento. Puoi raccontarci come è iniziato il progetto?

Il progetto di Fight Town è decisamente ambizioso, iniziamo a dire questo… ma fino ad ora ci siamo già tolti molte soddisfazioni. Ci sono dei pilastri fondamentali, che poi sono le sezioni dello store,  su cui si sviluppa poi il tutto: cerco di esprimerli chiaramente e brevemente uno alla volta. Uno è il classico e-commerce dove si possono trovare protezioni e abbigliamento di vario genere e su qui non credo ci sia molto da approfondire.

Il secondo pilastro è quello delle personalizzazioni, magari lo approfondiamo dopo, ma in poche parole abbiamo voluto sdoganare il concetto di “custom” e renderlo disponibile sia alle palestre che agli utenti singoli. Possiamo creare i prodotti per tutta una palestra dando uno stile specifico, creando delle grafiche appositamente per loro e via dicendo. Allo stesso tempo anche un fighter, o uno sportivo/a può creare il proprio abbigliamento personalizzato e volendo lo può anche fare direttamente online sul nostro sito. In pochi minuti si può creare il proprio paio di pantaloncini. 


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Altro punto è quello del marketplace, dove mettiamo in risalto brand emergenti, piccoli o di medie dimensione che hanno prodotti di qualità. A chi vuole diamo la possibilità di creare una vetrina sul nostro store online e mettere i prodotti a disposizione di tutti. Noi ci occupiamo poi di promuovere il marchio, di metterlo in risalto e proporlo ai nostri utenti. C’è da dire anche che questo i brand lo fanno gestendo in autonomia clienti e spedizioni, non c’è bisogno di molto altro, in pochi minuti possiamo mettere online – gratuitamente – una vetrina con gli articoli di chiunque abbia voglia di farlo. Andando avanti c’è la sezione con le guide e il blog, due cose diverse ma che fanno capo alla stessa cosa, l’informazione di settore.


La divulgazione è importante per noi, sia nella parte relativa alle guide, sia in quella dedicata al blog dove parliamo anche, forse soprattutto, ai meno esperti per cercare di invogliare a iniziare la pratica sportiva, a provare una lezione in una delle tante valide palestre che ci sono in Italia. 

Questo è un parole povere il concetto di Fight Town Store, un posto solo dove i fan delle arti marziali e degli sport da combattimento possono trovare, materiale informativo, prodotti selezionati, intendo quelli del marketplace oppure creare i loro prodotti. Il fatto di non aver mai visto niente di simile online mi ha spinto a far partire il progetto, è così che è iniziato. Ho visto che qualcosa mancava sul mercato e ho quindi messo in moto la macchina che vedete adesso online.

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MINDFULNESS

MINDFULNESS

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Oggi parliamo di Mindfulness, ovvero dello stare (testa-corpo-emozioni e cuore) completamente sul momento presente!

La consapevolezza del qui ed ora… il tempo presente non risulta più schiacciato tra le due colonne del passato e del futuro, ma si riappropria del suo tempo, ovvero dell’unico tempo “reale” in cui tutto accade e si manifesta.


Senza dilungarmi troppo (per chi fosse interessato magari possiamo riproporre l’argomento scendendo nei particolari) possiamo affermare che uno stato stato di salute è tanto maggiore quando la nostra capacità di vivere il momento presente; uno stato mentale sbilanciato troppo in avanti, verso il futuro, produrrà quasi certamente ansia e nei casi più gravi attacchi di panico (il corpo sarà prevalentemente accelerato con pressione alta, ipertiroidismo, battiti accelerati, i pensieri saranno saranno maggiori, sempre più complessi da gestire, …), mentre uno stato mentale sbilanciato troppo indietro, verso il passato, produrrà sintomi depressivi, umore basso (il corpo sarà lento, gonfio, poco tonico, si tenderà all’ipotiroidismo, i pensieri saranno spesso uguali e produrranno dei loop nella nostra mente).

Fatta questa premessa (molto generica, ma necessaria), possiamo quindi comprendere che lo sbilanciamento è sempre generale, coinvolgendo quindi testa-corpo-emozioni.

Come può un atleta (e a maggior ragione un coach!) non tenere conto di queste implicazioni? Come si può pensare che la mancanza di fiato (per esempio) possa essere risolta solo allenandosi più duramente in palestra e non facendo delle sedute di visualizzazioni o di respirazioni addominali? Come mai in palestra facciamo 12 riprese al sacco e in gara siamo già senza fiato dopo appena 2 o 3 minuti?

Per concludere invito tutti a provare questi metodi corporei per alcune sedute (direi almeno dieci) e poi “sentire” cosa è cambiato!

Purtroppo è difficile trovare il “Mental Coach” giusto perché 1) non è detto che una persona laureata in psicologia e specializzata in terapie corporee sia affidabile al 100% (figuriamoci poi se non è laureata) 2) la relazione “a pelle” è più importante di qualunque competenza (un po’ come lo è il maestro in palestra) 3) spesso il Mental Coach crea una dipendenza nella relazione con l’atleta e questo impedisce al coach di comprendere le dinamiche mentali del proprio atleta (ho visto Mental Coach spostare il maestro all’angolo per parlare con l’atleta e questa mi sembra un’invasione di ruoli quantomeno inopportuna).

Alla prossima


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Sport da combattimento a 40 o 50 anni – Si può fare!

Se stai leggendo questo articolo, credo che molto probabilmente hai per la testa l’idea di iniziare (o magari ritornare) a praticare un attività fisica. Non voglio fare l’investigatore di turno ma voglio anche pensare che se ti poni questa domanda è anche perché non hai mai praticato prima sport da combattimento o magari lo hai fatto molti anni fa e non ti ricordi l’ambiente. Allora adesso facciamo insieme il punto della situazione insieme e vediamo se riesco a convincerti che si può fare. Praticare sport da combattimento a 40 o a 50 anni è una domanda che si pongono in tanti, molti di più di quanti tu possa immaginare. Per questo motivo ho deciso di scrivere questo post per cercare di convincerli, e convincere te che è una cosa possibile e non c’è proprio niente di strano a pensarlo. Ci sono tanti, troppi preconcetti riguardo gli sport da contatto, che tengono lontane tante persone da questo ambiente ma spesso invece sono solo luoghi comuni e parole di persone che non hanno mai vissuto questa fantastica esperienza dall’interno. Non ho idea di quanto tu possa mai essere familiare con le differenza che ci sono tra arti marziali e sport da combattimento ma ho scritto altri articoli a riguardo che potrebbero esserti utili per capire meglio alcuni dettagli di cui parleremo in seguito. Leggi tutto l’articolo…

La Legge delle Aspettative

Ciò che ti aspetti, sicuro di te, diventa la tua stessa profezia autoavverante. Agisci sempre come una sorta di veggente, quando pensi e parli delle situazioni che stanno per svolgersi.

Se ti aspetti con una certa sicurezza che accadano cose positive, di solito andrà proprio così. Se ti aspetti eventi negativi, di solito non verrai deluso.
Le tue aspettative esercitano un enorme effetto sulle persone che ti circondano.

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IL POTERE DELLE IMMAGINI BASTA?

IL POTERE DELLE IMMAGINI BASTA?

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  …solo se dietro c’è una strategia di marketing ben studiata.  

Ogni scelta del mio personaggio è stata studiata a tavolino:

  • vestiti
  • accessori
  • risposte sui social
  • video di un certo tipo
  • etc etc

Se vuoi farcela devi costruire un Brand.

Molti mi amano, moltissimi mi odiano… ma tutto il gioco è diretto da me.

Gli haters sono importantissimi nella comunicazione efficace, senza di loro si fa poca strada.  

Vuoi sapere come si costruisce una strategia di marketing per le arti marziali?  

E’ semplice… compri il mio corso di Dojo Marketing e impari al volo tutto quello che c’è da sapere!!

Per quale motivo è fondamentale che tu investa nel marketing della tua palestra durante tutto l’anno?

Per quale motivo è fondamentale che tu investa nel marketing della tua palestra durante tutto l’anno?

Per quale motivo è fondamentale che tu investa nel marketing della tua palestra durante tutto l’anno?

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Da studi di marketing (ma sicuramente lo noti tu stesso da come TU fai i tuoi acquisti) e’ emerso che normalmente si acquista qualcosa solo DOPO la SETTIMA o OTTAVA VOLTA che si e’ stati esposti ad un messaggio di marketing perché occorre creare quel “ponte” fondamentale tra te ed il cliente chiamato “FIDUCIA“. Questa viene data per scontata negli altri paesi mentre da noi è invece un punto d’arrivo.

Ciò vuol dire che una persona, per diventare TUO cliente, potrebbe aver visto prima la tua pubblicità su un giornale locale, poi l’insegna della tua palestra nella tua città, aver letto un tuo articolo che hai scritto sul tuo blog o sul giornale locale, sentito un suo amico (tuo cliente) gli ha parlato bene di te, aver visto la tua sponsorizzata su Facebook e …..POI…..lui ti chiama in palestra perché vuole avere un appuntamento con te!

La vendita quindi è ASINCRONA: la maggioranza delle volte il tuo cliente compra quando vuole lui…non quando vuoi tu!
Da qui l’importanza delle azioni costanti di marketing sia per l’acquisizione di nuovi clienti sia sulla tua attuale lista clienti!

Omicidio Colleferro MMA

Omicidio Colleferro, le MMA non sono la causa.

Omicidio Colleferro, le MMA non sono la causa.

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Oramai sono passati alcuni giorni dalla tragica scomparsa e abbiamo tutti letto e riletto quelle poche informazioni che sono state date sull’accaduto. Per quello che fino ad ora è emerso è che il ragazzo, Willy, 21 anni di Paliano (Frosinone) è intervenuto in difesa di un amico che era nel mezzo di una rissa e stava avendo la peggio. L’epilogo è conosciuto, Willy ha perso la vita a causa dei colpi e dei traumi sofferti dalla colluttazione. Al momento non ci sono molte altre informazioni se non che a partecipare alla rissa e a causare la sua scomparsa sarebbe stato un gruppo di 4 o 5 ragazzi che al momento sono sotto fermo e attendono di essere interrogati. Non scrivo questo articolo per fare un processo mediatico, il fatto è grave e sta agli organi competenti vagliare i fatti e trarre delle conclusioni che facciano chiarezza e che portino giustizia nel più breve tempo possibile.

Il motivo di questo articolo è esprimere l’indignazione nei confronti dei media e delle principali fonti di informazione che hanno, come spesso accade, enfatizzato forzatamente alcuni punti della vicenda a discapito della realtà dei fatti. Si sarebbe potuto parlare in maniera più ragionata, si sarebbe potuto aspettare che gli investigatori avessero interrogato i presenti, ma invece no, non c’è tempo per la realtà, ci vuole sensazionalismo istantaneo da dare in pasto al pubblico. Che sia chiaro il concetto che questo accade con moltissimi avvenimenti, giorno dopo giorno, e ora scrivo queste parole per il semplice motivo che questo fatto in particolare tocca un argomento a me noto.

Puoi proseguire la lettura dell’articolo qui:

Omicidio Colleferro, le MMA non sono la causa.

L’USO DEL PARADENTI

L’USO DEL PARADENTI

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Argomento semplice, ma come si sa… il professionista si vede dai dettagli! Ricordiamo che, al contrario di quanto si creda, esso ha lo scopo di serrare la mascella e tenere “la bocca chiusa” per evitare soprattutto danni alla mascella. In allenamento alcuni coach fanno tenere all’atleta il paradenti spesso per far faticare maggiormente l’atleta, per simulare la difficoltà dell’incontro, ecc… Di solito si fa tenere il paradenti per fare il sacco, per fare le figure ai peao, per fare le ripetute, ecc…

Personalmente ritengo che il paradenti vada usato quando c’è il rischio di prendere colpi al volto, quindi durante gli sparring, durante gli esercizi a coppie e durante le figure con l’allenatore (se come me colpisce durante il lavoro ai peao); in alcuni casi, come per testare la resistenza, si può usare anche per il sacco facendo 3 riprese da 3 minuti.

Se stiamo facendo tecnica al sacco lo scopo è la tecnica al sacco, se stiamo facendo riscaldamento lo scopo è il riscaldamento e così via… se voglio creare una difficoltà maggiore renderò più difficile la tecnica o più duro il riscaldamento senza aggiungere complicazioni inutili.

Voi quando lo usate e cosa ne pensate?